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Oscar Robertson: “Il mio voto è per Westbrook”

di Antonio Ferrantino

Domenica sera sul parquet di casa dei Denver Nuggets, il playmaker degli Oklahoma City Thunder Russell Westbrook, ha fatto registrare la 42ª partita in tripla doppia della stagione battendo il record di Oscar Robertson in una singola stagione in quella categoria, vecchio di 55 anni. In precedenza aveva pareggiato il record il 4 aprile contro Milwaukee.
Per coronare un pomeriggio da 50 punti, 16 rimbalzi e 10 assist ha segnato il canestro vincente, una tripla da oltre 10 metri sul suono della sirena. Thunder 106 Nuggets 105.
L’Hall of Famer Oscar Robertson ha rivelato il motivo per il quale era ansioso nel veder rompere il suo record da RW0.

  “Il mio voto è per Westbrook, ed ecco perchè: 1) Ha preso le redini della squadra dopo che Durant è passato ai Golden State Warriors come free agent. 2) In questa stagione c’è una forte rivalità tra tutti playmaker della lega per il titolo MVP. 3) Questo il punto più importante: meriterebbe di essere premiato per coronare questa sua annata pazzesca e per dargli lo stimolo per continuare a migliorare

La storia che rispetta la storia, “The Big O” si è dichiarato per Westbrook, anche se bisogna ricordarlo, Robertson nell’anno in cui mise a segno il suo record si qualificò come terzo. Quella stagione, 1961-62, era conosciuta come “la stagione secolare” per l’eccezionali percentuali statistiche e qualità tecniche che segnarono quegli anni. A vincere il titolo non fu nemmeno Wilt Chamberlain nonostante la sua media titanica di 50,4 punti. Bill Russell ebbe la meglio su entrambi con una media inferiore rispetto ai numeri dei nomi precedenti: 18,9 punti e 23,6 rimbalzi a partita.
Robertson comunque è molto ottimista e pensa che Westbrook possa rompere un altro suo record: 181 triple doppie.
La gente vuole sempre fare paragoni tra giocatori appartenenti ad epoche diverse, – prosegue Robertson – ma questo paragone non si può effettuare. Bisogna tener conto dei minuti giocati, partite giocate, eventuali infortuni, cambiamenti di punteggio e tanti altri fattori che annullano questi paragoni. Non voglio che Westbrook venga paragonato a me, o il contrario. Ognuno al suo tempo e nella sua epoca. Lascio agli storici del basket di intervenire per decidere”

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