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Clippers, Paul George: “Essere considerato debole mi ha motivato a fare meglio”

di Gabriele Melina

10 su 47 al tiro, 21 tiri dalla lunga distanza sbagliati su 25 tentativi, queste le cifre di Paul George in gara 2, 3, e 4 del primo turno dei playoffs della scorsa stagione contro i Dallas Mavericks: cifre che non rispecchiano l’identità dell’ex ala degli Oklahoma City Thunder, cifre che hanno fatto scatenare il mondo dei social facendo di George un oggetto di scherno. Nonostante i Clippers quella serie l’abbiano poi vinta, per i losangelini non sono di certo arrivati i festeggiamenti: il turno successivo gettò la squadra all’epoca guidata da coach Doc Rivers nel baratro completo, complice l’eliminazione in gara sette nonostante un vantaggio iniziale di 3 ad 1.

Le critiche sono ovviamente arrivate, ma non sempre hanno raggiunto il loro obiettivo. Alla vigilia della stagione iniziata all’incirca un mese fa’, Paul George ha esplicitamente dichiarato come tutto quel che si è detto nei suoi confronti non lo abbia toccato in modo negativo, al contrario, lo ha motivato a dare di più sul campo. Con una quantità incalcolabile di pressione alle spalle, con una squadra in cerca della propria immagine e della propria reputazione, l’ala sei volte all-star è salito alla guida dei suoi ed ha dimostrato il livello che può raggiungere su un campo da basket: 25.3 punti a serata, totalizzati con il 50.3% dal campo ed il 51.5% da tre.

Cifre che, seppur difficili da perseguire lungo le settantadue gare, potrebbero etichettare questa annata come una delle più prolifiche della storia, guardando solo le percentuali al tiro, per un singolo giocatore che non sia un centro. Con le ottime prestazioni di George, sono giunte anche le vittorie in questo inizio stagionale: 9 vittorie e 4 sconfitte il record dei Clippers, secondi ad ovest dietro solo ai campioni in carica Los Angeles Lakers.

Nonostante l’ottimo inizio, l’ala trentenne non ha alcuna intenzione di fermarsi qui. Le critiche ricevute nel corso del tempo rappresentano ancora, e lo saranno fino al termine della corsa al titolo, un fuoco interiore che George è capace di sfruttare per liberare il suo impeto cestistico.

Paul George incassa le critiche ed organizza la “vendetta”, “Le persone hanno visto debolezze in me”

Quest’anno tornerò in campo come se dovessi vendicarmi“, aveva riportato l’ex Indiana Pacers prima dell’inizio di questa stagione. “Non mi è piaciuto come si è concluso lo scorso anno, e soprattutto non mi è piaciuto che le persone abbiano intravisto delle debolezze in me. Ho dovuto affrontare le critiche. Ho dovuto rispondere alle critiche. Ma tutto ciò mi ha solo motivato, mi ha messo in una posizione dove posso tornare ad essere me stesso”.

Parole che assumono un certo significato a seguito della gara di questa notte, conclusa 138 a 100 per i Clippers, che vincono facile contro dei Sacramento Kings non di certo in buona forma. George ha inoltre dichiarato di voler riacquisire quella forma fisica e mentale che, nel corso dell’annata 2018/19, gli aveva consentito di finire terzo nella votazione per il trofeo di MVP. “Credo lui stia avendo una stagione da MVP, proprio come ci aveva detto all’inizio. Sta giocando ad un livello altissimo al momento, e tutti noi in fondo ce lo aspettavamo“, ha commentato il suo compagno di squadra Marcus Morris Sr.

L’emblema della debacle Clippers dell’anno scorso è stato un tiro da tre dello stesso George, che nonostante fosse libero dall’angolo ha colpito la parte laterale del tabellone. “L’anno scorso è stato molto duro per me. L’unico modo in cui potevo dimostrare di esserci ancora era giocatore come sto facendo adesso“. Sagge parole da parte del cinque volte all-NBA, che oltre alle cattive percentuali dal campo, nel suo trascorso nella bolla ha anche sofferto di depressione vista la prolungata lontananza dal nucleo familiare.

Infine, ciò che ha contribuito a questo positivo inizio sono state le condizioni fisiche del giocatore stesso, reduce da una serie di operazioni alla spalla. “Sono passati oramai quasi due anni dal mio intervento alla spalla, quindi mi trovo semplicemente in uno stato mentale più sano e tranquillo“.

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