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76ers, Dwight Howard si presenta: “Disposto a tutto per vincere”

di Francesco Schinea

Reduce dalla vittoria del titolo NBA con i Los Angeles Lakers, Dwight Howard proverà a ripetersi nella prossima stagione con una nuova maglia, quella dei Philadelphia 76ers.

“Vincere il titolo ha significato tutto e mi ha fatto capire che avere le migliori statistiche del mondo può non significare niente”, ha dichiarato a ESPN. “Ai Lakers è stato così, ho vinto un titolo e c’erano partite in cui non segnavo un canestro, prendevo un tiro o avevo minuti a disposizione. Quello che conta davvero è alzare il trofeo”.

Come sottolineato dal giocatore stesso, l’ex Orlando Magic è stato grande protagonista del successo giallo-viola. Pur avendo realizzato 7.7 punti e 7.3 rimbalzi di media in stagione, il suo apporto è stato decisivo in diversi momenti chiave, quale ad esempio la serie contro i Denver Nuggets.

“Il mio messaggio a tutta la squadra sarà: A cosa sei disposto a rinunciare per vincere? A volte devi rinunciare a tutto. Altre volte il tuo ruolo e ciò che ti sarà richiesto potrebbe essere diverso da quello che ti piace fare. A me sarebbe piaciuto essere il giocatore che segnava tutti i punti e raccoglieva tutti i rimbalzi, ma la mia squadra aveva un compito preciso per me, quello di fornire energia dentro e fuori dal campo. Penso di aver fatto un buon lavoro e qualunque cosa questa squadra mi chieda di fare, sono disposto a farlo”.

Philadelphia 76ers, Dwight Howard: “Doc Rivers è il motivo per cui sono qui”

Dwight Howard ha firmato un contratto annuale con i 76ers all’inizio della free agency. Il suo approdo a Philadelphia è stato il culmine di una serie di vicissitudini che lo avevano visto dapprima annunciare il suo rinnovo con i Lakers.

“Il motivo per cui ero così interessato a venire a Philadelphia è Doc Rivers, che è stato l’unico allenatore a chiamarmi durante la free agency. E’ stato il primo a chiamarmi dicendo di volermi in squadra, e poi mi ha chiamato Daryl. Ho detto che era qui che volevo essere in questo momento. Sono molto flice che Doc mi abbia chiamato, gli ho detto che sarei venuto”.

Non potevano infine mancare parole rivolte al suo nuovo compagno di reparto Joel Embiid, per il quale Howard potrebbe indubbiamente rappresentare un mentore: “Ho visto quanto la sconfitta contro Toronto nel 2019 ha fatto male a Joel, che si è messo a piangere. So come ci si sente perchè ho vissuto momenti del genere in cui dici ‘ho dato tutto ciò che avevo’. Questa sensazione non ti abbandona, resta con te per molto tempo. So che quindi ha un fuoco dentro di lui, e lo abbiamo intravisto durante lo scorso anno. Nella prossima stagione sarà importante restare concentrati, e sia lui che Ben Simmons lo sono. Partiamo da qui con i nostri due migliori giocatori”.

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