Home NBA, National Basketball AssociationNBA NewsBlazers, è buio pesto. Lillard: “Sto giocando male, noi non siamo i Nets”

Blazers, è buio pesto. Lillard: “Sto giocando male, noi non siamo i Nets”

di Michele Gibin
Portland Trail Blazers

Si mette male per i Portland Trail Blazers che di nuovo contro i Memphis Grizzlies subiscono la quinta sconfitta di fila e la quarta sconfitta casalinga consecutiva, e che ora dovranno affrontare una serie di 6 trasferte che rischia di compromettere una stagione deludente.

I Grizzlies vincono ancora al Moda Center di Portland, a 48 ore dal successo di misura di venerdì, e questa volta lo fanno in maniera convincente per 120-113 in una gara sempre in controllo, e ravvivata solo nel finale dalle fiammate offensive di Carmelo Anthony.

In una settimana, i Blazers hanno dilapidato il vantaggio sulle inseguitrici per il sesto posto nella Western Conference, facendosi superare dai Dallas Mavericks e ora con una sola partita e mezza di vantaggio sul decimo posto dei San Antonio Spurs. E quel che è peggio, con un calendario tra i più difficili ancora da affrontare.

In questo momento per i Portland Trail Blazers esiste il rischio persino di qualificarsi ai play-in da nona o decima qualificata, un finale disastroso per una squadra che nei primi tre mesi di stagione regolare guardava ai primi quattro posti a Ovest. Al rientro in campo dopo gli infortuni di CJ McCollum e Jusuf Nurkic non è però coincisa una crescita della squadra, tutt’altro. Nelle ultime 15 partite sono arrivate ben 10 sconfitte e anche l’attacco, di solito tra i migliori nella NBA per produttività, è calato fino ad uscire dalla top 10.

Ad aprile Damian Lillard ha faticato al tiro (23 punti di media con appena il 37% al tiro), dopo 3 mesi in cui il 6 volte All-Star ha “tirato la carretta” di una squadra limitata dai tanti infortuni. E nel momento di difficoltà di Lillard, nessun giocatore è stato in grado di salire di livello al suo posto. Con l’arrivo via trade di Norman Powell, i Blazers hanno perso due giocatori di rotazione come Gary Trent Jr e Rodney Hood e la panchina per coach Terry Stotts si è accorciata.

La posizione di coach Stotts si è poi fatta meno salda nell’ultimo periodo. Come riportato da The Athletic alcuni giorni fa, un finale di stagione deludente costerebbe quasi certamente la panchina allo storico allenatore, da 9 anni sulla panchina dei Portland Trail Blazers, e nelle ultime partite i segnali di confusione tattica non sono mancati. Dal mancato utilizzo nei finali di partita di Carmelo Anthony, ai vistosi limiti difensivi della second unit con Melo e Enes Kanter in campo assieme fino alle rotazioni disordinate viste soprattutto nelle due partite contro i Memphis Grizzlies.

Stotts ha cercato energia e difesa affidandosi a Rondae Hollis-Jefferson, Nassir Little e Anfernee Simons e messo mano, in senso deteriore, a delle rotazioni consolidate nei mesi precedenti. Jusuf Nurkic ha mostrato nelle ultime tre gare segnali di crescita di condizione fisica e freschezza, l’unico elemento positivo in un periodo nero per Portland.

Penso che in questo momento siamo frustrati“, spiega il coach dopo la sconfitta di domenica “Guardate a tutte quelle sconfitte di misura, per un solo punto. Credo che abbiamo giocato un buon basket ultimamente, non abbiamo saputo chiudere le partite equilibrate“. Il rendimento nei finali di partita tirati è stato ciò che per 3 mesi aveva tenuto a galla una squadra con evidenti limiti difensivi, che ora sono diventati palesi, e costosi. In 2 partite contro Memphis i Blazers hanno subito 124 punti in area, un’enormità di canestri facili concessi a quello che nel post All-Star Game è il miglior attacco della NBA, numeri alla mano.

Per Stotts la frustrazione che la sua squadra ha accumulato rischia di compromettere le cose, mentre le ultime 10 partite di regular season si avvicinano: “Non c’è dubbio, dobbiamo giocare con la forza della disperazione, e credo che siamo una squadra migliore quando lo facciamo. Arrivati a questo punto e con 12 partite ancora da giocare ci serve la forza della disperazione“.

Portland Trail Blazers che succede? Lillard:”Non sto giocando bene. Noi? Non siamo i Brooklyn Nets”

Damian Lillard ha saltato la scorsa settimana tre partite a causa di un problema muscolare alla gamba destra. Dopo la trade deadline il rendimento di Lillard si è abbassato, e sebbene le condizioni fisiche possano aver inciso, il numero 0 di Portland non vuole cercare scuse: “L’unica cosa che posso fare è guardarmi allo specchio. Non sto giocando bene, non credo sia utile cercare di capire che cosa mi stia limitando. Vado in campo e gioco ma non sto facendo bene, e se vogliamo migliorare so che il successo della squadra passa da me. Semplicemente non sto giocando abbastanza bene“.

Contro Memphis Lillard ha chiuso con 23 punti e 8 su 27 al tiro, con tanti errori da sotto canestro e la consueta dose extra di lavoro per battere raddoppi e pressione difensiva. Il suo -10 di plus\minus in 37 minuti di gioco è eloquente. “Se dopo tutte queste sconfitte in partite che avremmo dovuto vincere non fossimo frustrati, quello sarebbe un problema. E io sono sicuro che siamo tutti frustrati qui“.

Ora quello che dobbiamo fare è accettare la lotta, restarci dentro. E’ una difficoltà vera, io non sto facendo bene ma sapete che non smetterò di lottare. Noi? Non siamo i Brooklyn Nets, non abbiamo le loro superstar che sera dopo sera possono segnare e letteralmente buttarti fuori dalla partita. Non siamo quella squadra e ora siamo in una buca, e dobbiamo tirarcene fuori“.

Contro Memphis è stata una partita ruvida, con i confronti verbali tra Dillon Brooks, CJ McCollum e Carmelo Anthony. Portland è riuscita per due volte a rientrare da uno svantaggio in doppia cifra, a inizio quarto quarto grazie a 4 triple consecutive di Melo, e nei momenti finali con i canestri di Nurkic e Lillard. CJ McCollum e un Robert Covington nullo in attacco (0 su 7 al tiro) hanno sprecato dei buoni tiri, e a sancire la sconfitta è stata una rimessa in campo direttamente nelle mani di Ja Morant di Norman Powell, a 35 secondi dal termine e con i Grizzlies in vantaggio per 116-113.

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