Masai Ujiri non era obbligato a cedere via trade Kyle Lowry, e ne era ben consapevole.
Il presidente dei Toronto Raptors ha tentato alla fine della trade deadline del mercato NBA di scatenare un’asta per il 6 volte All-Star, asta da cui si sono ritirati quasi subito i Philadelphia 76ers (troppo alto il prezzo richiesto, troppo preziosi Matisse Thybulle e soprattutto Tyrese Maxey), quindi LA Lakers e Miami Heat che non hanno voluto sacrificare Talen Horton-Tucker e Tyler Herro (e che forse, nel caso dei Lakers, non ci hanno davvero mai provato).
Ujiri era pronto ad accettare di buon grado di tenere la bandiera Kyle Lowry ancora in squadra. E nel frattempo ha portato ai Raptors un giocatore di belle speranze come Gary Trent Jr che è arrivato via trade assieme a Rodney Hood dai Portland Trail Blazers, in cambio del prezioso Norman Powell.
Secondo TSN Network, i Raptors e Ujiri avrebbero giudicato “deludenti” le offerte arrivate per Kyle Lowry. Da qui la scelta di “ritirarlo” dal mercato e proseguire nella caccia ai playoffs, con un Powell in meno ma con una squadra comunque all’altezza, se al completo.
“Si parla sempre di un milione di ipotesi, tra cui ne puoi scegliere una, e a volte nessuna. Se siamo mai arrivati vicini a chiudere? Penso di si, ma forse non vale lo stesso per le altre squadre, chi lo sa… Ci sono stati momenti in cui sembrava possibile concludere qualcosa, ma come spesso accade e come abbiamo ormai imparato, alla fine non è successo nulla“.
Che la partita fosse aperta lo hanno testimoniato due trade secondarie chiusa giovedì, quella che ha spedito la guardia Matt Thomas agli Utah Jazz in cambio di una futura seconda scelta, e quella per Terence Davis (Kings) e che erano servite a liberare due posti a roster per, chissà, accogliere i tanti giocatori in arrivo nell’affare Kyle Lowry.
Le cose non sono andate così.
Kyle Lowry resterà una parte importante della squadra, e anche se in scadenza di contratto potrà rivelarsi asset utile nella free agency 2021. C’è la possibilità che i Raptors possano organizzare a luglio per Lowry una sign and trade per spedire il giocatore verso una squadra che non avrebbe lo spazio salariale per ingaggiarlo da free agent (Philadelphia su tutte) e ottenere in cambio scelte, giocatori e eccezioni salariali.
Uno scenario che è per ora solo ipotetico, in mezzo c’è un finale di stagione da giocare e dei playoffs da agguantare. “Se avessimo fatto qualcosa lo avremmo fatto tenendo conto di ciò che Kyle voleva, per cui le nostre opzioni erano limitate in questo senso. Dice tutto del rispetto che qui abbiamo per lui. La free agency? Quando arriverà il momento ne parleremo“.
Norman Powell è un addio pesante, l’ex UCLA è stato quest’anno di fatto il miglior giocatore della squadra ma la sua situazione contrattuale avrebbe potuto diventare scivolosa. Powell potrà diventare free agent a fine stagione, un problema che avranno d’ora in avanti i Portland Trail Blazers. Con Gary Trent Jr i Raptors avranno un giocatore giovane e in ascesa, che potrà far parte del futuro della squadra accanto a Pascal Siakam, OG Anunoby e Fred VanVleet. Sarà restricted free agent e le offerte per lui non mancheranno, la buona notizia è che non mancherà lo spazio salariale per trattenerlo a Toronto.
Visualizza questo post su Instagram

