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Rockets, lo small ball piega i Lakers. D’Antoni: “Noi ci crediamo!”

di Dennis Izzo

Vittoria pesantissima per gli Houston Rockets, che riescono ad imporsi per 121-111 sul campo dei Los Angeles Lakers nonostante l’assenza di un centro di ruolo al cospetto del gigante Anthony Davis. L’esito della gara appare scontato, con i Rockets destinati a soffrire sotto le plance e a perdere la battaglia dei rimbalzi. Houston, però, sa sempre stupire e col quintetto small riesce a mettere in seria difficoltà la squadra col miglior record ad Ovest, finendo per imporsi allo Staples Center catturando appena un rimbalzo in meno rispetto ai gialloviola (37-38).

Dopo aver ceduto Clint Capela agli Atlanta Hawks, infatti, i Rockets sono rimasti scoperti nella posizione di centro, decidendo di perseguire la propria intenzione di mettere definitivamente in pratica lo small ball finora adottato saltuariamente, per lo più con il centro svizzero fuori dai giochi. D’Antoni si è presentato a Los Angeles con P.J. Tucker centro titolare e Danuel House giocatore più alto del quintetto con i suoi 201 centimetri, non temendo il confronto col colosso Anthony Davis e le sue riserve Dwight Howard e JaVale McGee.

“Ogni volta che proviamo qualcosa di diverso dobbiamo credere che possa andar bene. Non è semplice e in molti potrebbero pensare che si tratti di una cosa destinata a non funzionare, ma noi ci proviamo. Certo, è solo una partita, ma la nostra fiducia è alle stelle.”, ha dichiarato al termine della gara coach Mike D’Antoni in merito al suo quintetto piccolo.

La partita viaggia sul filo dell’equilibrio sin dalla palla a due, con le due squadre che mettono in bella mostra il meglio del proprio repertorio: i Rockets colpiscono a profusione da dietro l’arco, i Lakers segnano circa il doppio dei punti nel pitturato rispetto ai rivali e approfittano della superiorità fisica. Il primo quarto si conclude sul 29-28 per i padroni di casa, nel secondo gli ospiti si impongono 35-34 e si va alla pausa lunga in perfetta parità (63-63).

L’impresa dei piccoli Rockets e il debutto da sogno di Covington

La situazione non cambia nel secondo tempo. James Harden, raddoppiato costantemente dalla difesa gialloviola, non si esprime al massimo e chiude a quota 14 punti, 7 rimbalzi, altrettanti assist e 2 palle recuperate, ma a indirizzare la gara in favore dei Rockets ci pensa uno scatenato Russell Westbrook, autore di 41 punti, 8 rimbalzi, 5 assist e un recupero col 61% dal campo (17/28) e il 50% da dietro l’arco (1/2).

Bene anche Eric Gordon, autore di 15 punti col 62.5% dalla lunga distanza (5/8), P.J. Tucker, che mette a referto 11 punti e 6 rimbalzi col 60% da tre (3/5), e Danuel House, che fa registrare 13 punti col 50% al tiro (4/8 dal campo e 2/4 da dietro l’arco). Debutto da incorniciare per Robert Covington, che in uscita dalla panchina dà un contributo fondamentale con 14 punti, 8 rimbalzi, 4 assist, 2 palle rubate e 2 stoppate col 56% dal campo (5/9) e il 57% dalla lunga distanza (4/7) in 30’.

“Partire dalla panchina e avere un impatto del genere significa tanto per me. I miei compagni e i miei allenatori hanno tanta fiducia nei miei confronti e io cerco sempre di dare il massimo per ripagarla.”, le parole di Covington, tornato a indossare la maglia dei Rockets dopo quasi sei anni e risultato subito decisivo.

Tra le file dei Lakers, il miglior scorer della serata è Anthony Davis, autore di una doppia doppia da 32 punti, 13 rimbalzi, 3 assist, 3 recuperi e 3 stoppate col 67% al tiro (14/21), mentre LeBron James sfiora la tripla doppia, mettendo a referto 18 punti, 9 rimbalzi, 15 assist e 2 palle recuperate nonostante le difficoltà da dietro l’arco (1/8 da tre).

“Avremmo dovuto comunicare meglio tra noi. Siamo stati bravi a limitare James Harden, ma Russ ha fatto tutto ciò che è capace di fare. È stato davvero fantastico.”, il commento di LeBron James riguardo la quinta sconfitta nelle ultime dieci partite per i suoi Lakers. “Loro hanno segnato dei canestri molto difficili e noi abbiamo perso troppi palloni nel momento decisivo.”, le parole di Anthony Davis.

15 punti a testa per Avery Bradley e Danny Green, che tirano entrambi col 75% dalla lunga distanza (3/4). In uscita dalla panchina, invece, degno di nota il solo Alex Caruso: per lui 12 punti, 4 assist e un recupero col 57% al tiro (4/7) e il 67% da dietro l’arco (2/3) in 27’. Deludono Caldwell-Pope, Kuzma e Rondo, che combinano per appena 10 punti col 26% dal campo (5/19) e nessuna delle undici triple tentate a bersaglio.

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