Ehilà c’è nessuno? Probabilmente potremmo riassumere con queste tre parole lo stato d’animo attuale di un tifoso dei Sacramento Kings, al termine della partita di stanotte contro i Memphis Grizzlies.
Ennesima Caporetto per una squadra che ancora una volta si dimostra senza idee, senza un vero sviluppo di gioco e soprattutto senza una società seria e ambiziosa. L’unico a salvarsi anche stanotte è stato sempre uno stoico Tyrese Haliburton, che ha provato in tutti i modi a scuotere i suoi, ma che alla fine deve arrendersi. Sembra anche lui essersi rassegnato all’idea che, finché resterà con la franchigia californiana, non potrà mai ambire a nulla di importante. Infatti che le cose non girino proprio benissimo in quel di Sac-Town se ne sono accorti tutti, ma ancora una volta non si è fatto nulla per rimetterle a posto. Quello che ci vorrebbe a mio avviso è un cambio radicale in tutto, dalla società alla città, per provare a costruire qualcosa davvero da zero o quasi. Perché altrimenti ogni anno sennò si ripeterà sempre la stessa storia. Dei Kings che partono prontamente sempre a razzo in regular-season, per poi soccombere lentamente ed essere estromessi ormai da 15 anni dai playoffs (quest’anno potrebbero superare il record negativo dei Clippers). Ma se in altre squadre con un record più o meno simile a quello dei Kings o addirittura peggiore (San Antonio, OKC, Houston, Minnesota), si guarda al futuro con ottimismo grazie ai tanti giovani di talento, a Sacramento questa speranza neanche si pone.
Anche quest’anno sono state prese tante scelte sbagliate e discutibili (le firme di Len e Thompson e le permanenze di Hield e Walton su tutte) e situazioni molto difficili sono state gestite nel peggiore dei modi (Marvin Bagley). Tutto ciò pone la società in una situazione davvero delicata. L’unica soluzione sullo sfondo come già detto è quella di un cambiamento radicale, e ripartire solamente dagli unici due giocatori decenti e di prospetto rimasti in squadra (ovvero De’Aaron Fox e lo stesso Haliburton).
Alvin Gentry is disgusted with his Kings team following tonight's 127-102 loss to the Memphis Grizzlies. Called tonight's performance "absolutely ridiculous" and the most disappointed he's been in 34 years of coaching. pic.twitter.com/CqWhBAF07g
— Sean Cunningham (@SeanCunningham) December 27, 2021
Sacramento Kings, Gentry dopo il crollo contro Memphis: “Sconfitta indecente”
Non dev’essere facile per l’head-coach ad interim dei Kings Alvin Gentry gestire una situazione così complicata. L’ex Pelicans ha dovuto infatti assumere il ruolo solamente da poco, quando la dirigenza della franchigia californiana si è finalmente decisa, dopo due stagioni tutt’altro che entusiasmanti, a cacciare Luke Walton dalla panchina di Sacramento. Tutti ce lo ricordiamo come un coach molto pacato e paziente, che cerca sempre di mantenere la calma e guidare i suoi team anche nei momenti più difficili (e a New Orleans ne ha dovute gestire parecchie di grane). Ma, dopo la clamorosa disfatta di questa notte contro i Grizzlies di Ja Morant, Gentry è letteralmente esploso, rilasciando dichiarazioni davvero sconcertanti in un’intervista post-partita.
“Onestamente è la sconfitta più indecente mai subita in 34 anni che sono in NBA. Siamo stati ridicoli a dire poco. Non abbiamo giocato aggressivi, non siamo stati competitivi, non abbiamo difeso palla, non abbiamo usato i pick and roll, non ci abbiamo neanche provato. Onestamente non ho parole, ma penso che nessuno qui dentro debba averle”
Neanche noi osservatori attenti dell’NBA onestamente troviamo parole adatte per descrivere la situazione attuale a Sac-Town. E pensare che stanotte era tornato pure De’Aaron Fox, che però ha messo a referto solamente 12 punti ed ha tirato con percentuali molto deludenti. E se in attacco non incide lui, tutta la squadra poi crolla. Come è accaduto ad inizio terzo quarto, quando i Grizzlies hanno inanellato un parziale di 24-5 in meno di 4 minuti di gioco. Che dire, numeri davvero preoccupanti, e che sottolineano l’assenza di un top scorer di razza, di un difensore puro e soprattutto di una vera dinamica di squadra, che ha contraddistinto in positivo Memphis questa notte. Ma che Sacramento sia costruita male lo si vede da subito. Una squadra che tiene a roster 4 lunghi di ruolo (Holmes, Len, Thompson e Jones), troppe guardie tiratrici prettamente votate al gioco offensivo e che lascia a Harrison Barnes il ruolo di ala piccola deve farsi qualche domanda. E queste preoccupazioni sono state mosse fin dall’inizio della stagione. Ma se squadre come Cleveland, che avevano lo stesso problema, sono riuscite a risolvere il tutto proponendo un gioco fluido e lineare e pescando al draft un vero difensore d’elite come Mobley, ai Kings non si è fatto nulla di tutto questo, lasciando la squadra nel più completo pantano.
Terence Davis, arrivato nel corso della scorsa stagione via trade dai Toronto Raptors, ha commentato con queste parole la situazione attuale: “Sembra che ogni squadra quando viene qui a giocare sia contenta e già certa di poter vincere. Sta a noi proteggere il fattore casa. Non vogliamo nessuna scusa, ma questa squadra ha molto talento e vedrete che ne usciremo fuori. Dobbiamo solo correggere questi piccoli errori.”
Serviva una bella dose di umorismo per chiudere questo pezzo. Perché se a Sacramento gli errori commessi sia dalla squadra che dalla società sono considerati piccoli, vorrei solo immaginarmi fino a che punto si possa arrivare. Ma è proprio vero che al peggio non c’è mai fine, e questa squadra ce l’ha ampiamente dimostrato nel corso di questi ultimi anni.

