Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsDallas MavericksScintille tra Cuban e Brunson: “Felice per te”, “Ok ma non provocare”

Scintille tra Cuban e Brunson: “Felice per te”, “Ok ma non provocare”

di Michele Gibin

Mark Cuban e Jalen Brunson si sono trovati faccia a faccia, seppur da remoto, in un episodio recente del podcast “Roommates Show” co-condotto da un altro giocatore dei New York Knicks, Josh Hart. Ed è stata l’occasione per tornare alla free agency 2022 e all’addio di Brunson ai Dallas Mavs per trasferirsi a NY.

Un addio non senza polemiche allora, con Brunson che da restricted free agent disse no all’intenzione dei Mavericks di trattenerlo a Dallas e chiese di essere lasciato libero di firmare con i Knicks. Cosa che avvenne, nonostante Dallas potesse offrire più soldi al giocatore. A fare la differenza fu il desiderio di Jalen Brunson e, sostenne all’epoca Cuban, l’influenza del padre del giocatore Rick Brunson, oggi assistant coach a New York, e di Leon Rose, ex agente di Rick e oggi presidente della squadra. I Mavericks chiesero alla NBA di aprire una verifica per un caso di tampering (concorrenza sleale, di fatto), la NBA riconobbe parzialmente la violazione e affibbiò ai Knicks una pena blanda, la perdita di una seconda scelta al draft 2025.

Sono passati due anni da allora, i Knicks hanno trovato il loro nuovo giocatore franchigia e i Mavs hanno raggiunto le Finals NBA con Kyrie Irving nel ruolo che sarebbe dovuto essere di Brunson, accanto a Luka Doncic. Nel 2022 i Mavericks con Luka e Jalen Brunson avevano già raggiunto le finali di conference. Tutti contenti dunque? Si, ma gli strascichi del divorzio si sentono ancora.

Alla fine, tutto bene quel che finisce bene. Io sono felice per te, il re di New York, e sono felice per noi” ha detto Cuban a un certo punto. “Però non mi è piaciuta la cosa che hai detto (a Mark Cuban, ndr), che la situazione era diventata un poì delicata quando si sono messi in mezzo i genitori… l’ho trovata una provocazione“, ha risposto Brunson.

In realtà non lo era, non volevo rientrare sulla questione… non ce n’è neppure bisogno e non era una provocazione” ha replicato Cuban. “Sicuro? No perché un po’ mi sembrava… sai com’è, parli della mia famiglia…” quindi Brunson. “Non era mia intenzione e mi scuso. Certo, non è semplice avere a che fare con dei negoziati così peculiari“.

E’ la stessa cosa che abbiamo vissuto noi con Isaiah (Hartenstein, ndr)”, Brunson. “Può essere, comunque io sono contento per te e non ho rancori“, ancora Cuban. “Come vuoi…” ha chiuso lo scambio Jalen Brunson.

Checché ne dica Mark Cuban, che ci sia del malanimo è abbastanza palese non solo dalla reazione piccata di Jalen Brunson. Dopo la decisione della NBA di sanzionare i Knicks per tanpering, Cuban aveva infatti reiterato le accuse all’entourage del giocatore dichiarando che “la trattativa (coi Mavs, ndr) è saltata quando i parenti si sono messi in mezzo“, a cominciare da Rick Brunson, assunto poche settimane prima della free agency.

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