Un anno fa, era il 20 gennaio 2021, l’ex giocatore NBA Shawn Bradley rimaneva vittima di un incidente stradale che lo ha paralizzato e costretto su una sedia a rotelle.
Oggi, a Sports Illustrated, l’ex giocatore di Dallas Mavericks e New Jersey Nets ha raccontato assieme alla moglie Carrie la sua nuova e difficile vita da paraplegico, complicata ulteriormente dal fatto di essere alto 229 cm, e i dettagli dell’incidente. Bradley fu investito da un minivan mentre era in sella alla sua bicicletta la mattina del 20 gennaio a St. George, Utah, dove l’ex Mavs risiede.
L’incidente lo ha lasciato paralizzato dalle spalle in giù, Bradley fu sottoposto a un delicato intervento di fusione vertebrale e ha trascorso 3 settimane in terapia intensiva.
Nel lungo articolo di Sports Illustrated, Bradley e Carrie hanno reso pubbliche alcune fotografie della mattina dell’incidente e dall’ospedale in cui Shawn fu ricoverato. Bradley racconta di essere stato tamponato da una donna alla guida di un minivan Dodge mentre l’ex giocatore NBA aveva allargato per superare una vettura parcheggiata a bordo strada, e di essere caduto a terra colpendo per primo il capo, l’impatto col terreno talmente violento da mandare in frantumi il caschetto. La donna alla guida non si sarebbe fermata subito, ma sarebbe tornata poco dopo sul luogo dell’incidente dopo essersi resa conto dell’accaduto.
Bradley ricorda la sensazione di trovarsi riverso sull’asfalto, senza la possibilità di muovere gambe e braccia dell’arrivo dell’ambulanza.
Oggi, Shawn Bradley è riuscito a riacquistare la parziale mobilità delle braccia, che gli consente di alimentarsi senza particolare assistenza e di comandare la sua “gigantesca” sedia a rotelle motorizzata, costruita in base alle esigenze di un uomo di tale peso e statura. A un anno dall’incidente che ha cambiato per sempre la sua vita e quella della sua famiglia delle seconde nozze con Carrie, Bradley risiede oggi a Dallas, dove assistito anche dai Mavericks, con Mark Cuban e l’ex compagno di squadra e oggi dirigente Michael Finley, e svolge la riabilitazione al Baylor Scott & White Health Center.
Nella lunga intervista, Shawn Bradley si sofferma sull’aspetto mentale e psicologico della sua condizione, che pesa ulteriormente sugli aspetti più pratici e di tutti i giorni come mangiare, lavarsi e usare il bagno. Operazioni per le quali oggi ha bisogno dell’assistenza della moglie Carrie e di personale qualificato. “So di essere diventato un peso (per la famiglia, ndr), e non so come fare per alleviare tale sensazione. Chissà, forse sarebbe stato meglio se tutto fosse finito subito, sono pensieri che a volte si fanno strada e sono concreti. Non riesco a immaginarmi metterli davvero in pratica, ma ci sono“.
Shawn Bradley ha giocato per 12 stagioni nella NBA tra Philadelphia 76ers, New Jersey Nets e Dallas Mavericks, dove ha trascorso gran parte della sua carriera fino al ritiro nel 2005. Bradley ha giocato 832 partite NBA in carriera e fu scelto al draft NBA 1993 con la seconda scelta assoluta dai 76ers dietro a Chris Webber, dopo 4 anni spesi a Brigham Young University.
Con i suoi 229 cm di altezza, Shawn Bradley è uno dei giocatori più alti ad aver giocato nella NBA ed è uno dei giocatori che appare al fianco di Michael Jordan in Space Jam, del 1996, assieme a Muggsy Bogues, Larry Johnson, Patrick Ewing e Charles Barkley.

