Il silenzio stampa di Kyrie Irving del giorno di apertura del training camp dei Brooklyn Nets costa caro sia alla squadra che al giocatore, multati dalla NBA per 25mila dollari ciascuno.
La lega non ha accettato le motivazioni del giocatore, che ha saltato la sua conferenza stampa fornendo al suo posto un comunicato in cui annunciava di non voler parlare con i cronisti per l’intera durata della stagione. Per i giorni seguenti (la NBA ha istituito per le squadre una “media week” per permettere interviste a tutti i protagonisti, anche a distanza e via remoto), Irving non si mai presentato, rendendo automatica la sanzione.
Per obblighi contrattuali, gli atleti NBA sono tenuti a rendersi disponibili con i media fatte salve occasioni particolari come infortuni o altro. Kyrie Irving si invece sottratto per tutta la settimana a tali obblighi, i training camp delle 30 squadre NBA sono iniziati formalmente già il 1 dicembre.
Così l’ex giocatore di Cavs e Celtics nel suo comunicato stampa: “Invece di incontrare i cronisti oggi, affido loro questo comunicato per assicurarmi che il mio messaggio venga trasmesso in maniera propria: il Covid ha cambiato le nostre vite in tanti modi, io prego per la salute e la sicurezza della nostra comunità qui e nel mondo. Sono davvero elettrizzato all’idea di iniziare la nuova stagione e prego perché possiamo restare tutti al sicuro e in salute durante il viaggio. Io sono tenuto a presentarmi al lavoro ogni giorno, per competere, divertirmi e vincere campionati per i Nets assieme ai miei compagni. Il mio obiettivo per questa stagione è lasciare che sia il campo e ciò che farò fuori dal campo a parlare per me. La vita è diversa oggi per tutti, e richiede a tutti noi, me compreso, di cambiare modo di essere. Questo è l’inizio di tale cambiamento“.

