Home NBA, National Basketball AssociationNBA NewsSixers, Richardson: “Il problema è nello spogliatoio. Non c’è affidabilità”

Sixers, Richardson: “Il problema è nello spogliatoio. Non c’è affidabilità”

di Francesco Catalano
Focus Philadelphia Sixers

I Sixers vengono da tre sconfitte consecutive contro Magic, Heat e Pacers, e il problema della squadra sembra essere all’interno dello spogliatoio. Nella notte di Natale nella super sfida al Wells Fargo Center contro i Milwaukee Bucks, i ragazzi di coach Brett Brown hanno fatto una prestazione superlativa: pressoché perfetti in difesa e chirurgici in attacco. Con Joel Embiid che per una notte ha neutralizzato lo strapotere del MVP Giannis Antetokoumpo.

Poi, però, la squadra, invece di inserire una marcia più alta, ha iniziato a collezionare una serie di sconfitte. L’ultima coi Pacers, tra l’altro, è stata una gara a senso unico che ha visto Indiana sempre al comando e che è terminata col punteggio di 115 a 97. E’ ovvio che qualcosa non va. Anche nella scorsa stagione Phialdelphia era accreditata come una squadra che potesse puntare al titolo, tuttavia sul più bello non ce l’ha fatta. E’ stata fermata dal fatidico e rocambolesca tiro di Kawhi Leonard a gara 7 in semifinale di Conference.

Quest’anno hanno sì perso un giocatore come Jimmy Butler, ma d’altro canto sono arrivati Josh Richardson e Al Horford. Tuttavia, la squadra anche quest’anno non sembra riesca a trovare quella coesione che serve veramente per vincere. Manca un leader che possa trainare la squadra anche nei momenti di difficoltà: Ben Simmons fa fatica ad esserlo e Joel Embiid, che potrebbe e dovrebbe, ci riesce per un match per poi dimenticarsene per altri tre. Il camerunense, anche dopo le critiche di Shaquille O’Neal e Charles Barkley, sembra ad un passo dall’atteso salto di qualità, ma non lo fa mai.

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Ecco, allora, che il primo che ha pubblicamente evidenziato questi problemi di spogliatoio è stato il nuovo arrivato Richardson.Non penso ci sia abbastanza affidabilità nel nostro spogliatoio al momento. Abbiamo alcuni nuovi giocatore, come lo sono io. Mi sento come se andassimo a giocare senza competere al massimo. Ci sono state buone partite in cui abbiamo lottato e siamo andati bene. Ma quando le cose non funzionano, dobbiamo essere affidabili l’un l’altro. Penso che lo spogliatoio è il punto in cui iniziano gran parte dei nostri problemi”.

L’ex Heat è quindi uscito allo scoperto e ha dichiarato chiaramente quale sia il problema in casa Sixers.Dobbiamo andare avanti, dobbiamo parlarne con alcune persone e dobbiamo farcela. Penso che il nostro spogliatoio debba crescere”.

Ecco svelato quindi qual è il vero problema di questa squadra. Altrimenti non si spiegava la partita perfetta contro i Bucks alla quale sono seguite tre prestazioni opache, per non dire peggio. Anche Tobias Harris, che è stato rifirmato in estate dopo essere arrivato dai Clippers a febbraio, ha ammesso la realtà del problema.

“In tutta onestà, credo che quello che dobbiamo fare è guardarci negli occhi uno per uno e guardarci allo specchio e prenderci la responsabilità di ogni nostra azione individuale. Poi capire cosa possiamo fare ognuno per migliorare singolarmente, poi mettere tutto sul tavolo e cercare di unire le cose insieme. E’ facile dire che dobbiamo dare una svolta. Una svolta da cosa? Cosa abbiamo fatto tre partite fa quanto abbiamo battuto i Bucks? Questa è la lega. E’ una partita dopo l’altra. Dobbiamo creare una base solida. E’ una grande sfida”.

Ora che il problema è stato svelato ed è alla luce del sole, quello che deve fare la squadra non è altro che affrontarlo e cercare di risolverlo. E hanno subito una grande occasione per farlo: infatti, nella notte tra venerdì e sabato, sfideranno al Toyota Center gli Houston Rockets.

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