Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsGolden State WarriorsStephen Curry sorprende i Clippers in rimonta con 38 punti: “Iniziata male, finita meglio”

Stephen Curry sorprende i Clippers in rimonta con 38 punti: “Iniziata male, finita meglio”

di Michele Gibin
stephen curry

Stephen Curry infila un’altra perla nel suo inizio di stagione da MVP e lascia i Los Angeles Clippers a interrogarsi su un altro flop nel finali di partita, dopo la vittoria in rimonta dei Golden State Warriors per 115-105 al Chase Center di San Francisco.

Curry piazza una prova da 38 punti, con 9 su 14 al tiro da tre e 11 assist in 36 minuti, in una serata in cui gli unici altri due giocatori in doppia cifra per gli Warriors sono Andrew Wiggins e Eric Paschall, ma in cui Golden State chiude con ben 20 triple di squadra a bersaglio e 64 punti nel solo secondo tempo. Una partita speculare rispetto ai Clippers, che avevano segnato 65 punti nella prima metà e toccato anche 21 punti di vantaggio nel terzo periodo.

Il tabellino del secondo tempo al Chase Center dice 64-40 Warriors, e ad accendere le polveri è Curry, tanto che Steve Kerr decide a inizio quarto quarto di non far sedere la sua star in panchina come di consueto, ma di lasciarlo in campo per approfittare del momento buono: “E’ Steph Curry, non serve molto altro per descriverlo, gioca così da tanti anni ormai, c’è un motivo se è stato due volte MVP. Poi sapiamo che quando gioca male, la partita dopo sa sempre reagire“. E così è stato, Curry si è rivelato più forte anche di una storta a una caviglia rimediata due giorni fa, sempre contro i Clippers.

Le attenzioni difensive speciali destinate a Stephen Curry hanno aperto spazi per tutti, ogni giocatore degli Warriors sceso in campo ha segnato almeno due punti, e Steph a parte, solo Wiggins e Paschall hanno tentato almeno 10 tiri. “Quando segno e creo un po’ di inerzia con i miei canestri, è normale che ci sarà più attenzione su di me, ed è lì che si creano le opportunità per gli altri, e io voglio sfruttarle. Non ci possiamo permettere di perdere fiducia come nel primo tempo, e spetta soprattutto a me saper accelerare“, così il numero 30 di Golden State.

Eric Paschall “confessa” che in certi momenti è difficile in campo continuare a giocare e non fermarsi a guardare lo show di Stephen Curry: “A volte mi devo ricordare che sono un suo compagno di squadra“, scherza “Poi mi ricordo che è davvero così. Ma a volte ti viene davvero la tentazione di sederti e guardare“.

Degli Warriors partiti col piede sbagliato in regular season e con l’infortunio di Klay Thompson a gravare su presente e futur della squadra, appoggiarsi in toto al proprio MVP è stata la scelta migliore per restare in linea con le avversarie. Golden State ha oggi un record di 5-4, una vittoria in meno dei Clippers che sono una delle favorite tra le rivali dei Los Angeles Lakers.

 
 
 
 
 
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