Gara 2 non è andata come gara 1, perché i Minnesota Timberwolves avevano qualcosa da farsi perdonare dopo la figuraccia nella prima partita, e perché i Golden State Warriors erano senza Stephen Curry. Ergo, con pochissime possibilitò di vincere una qualunque partita di pallacanestro.
117-93 il risultato finale al Target Center, di una partita tale solo all’apparenza. 29-15 Minnesota nel primo quarto, 44-24 a met6à secondo periodo e nel secondo tempo ampi minuti di garbage time. Golden State era già soddisfatta d’aver strappato gara 1 non in condizioni di competere in gara 2, senza Curry coach Steve Kerr ha introdotto in quintetto base Quinten Post che ha poi giocato ben 3 minuti e dalla panchina s’è rivisto Jonathan Kuminga con 18 punti, ma poco altro. Gli Warriors hanno tirato con 9 su 32 da tre e sbagliato pure 9 tiri liberi, i Twolves sono andati sul velluto con 24 punti e 11 assist di Julius Randle e 20 punti di un Anthony Edwards più aggressivo, e che ha superato un problema alla caviglia sinistra rimediato nel secondo quarto.
La partita ha avuto un convitato di pietra, Stephen Curry seduto in panchina coi suoi compagni ma bloccato da uno stiramento muscolare che lo terrà fuori almeno fino a gara 5 della serie. Una predizione del tutto arbitraria, che significa solo che per gara 5 le sue condizioni verrano rivalutate e da lì si capira quanto ancora eventualmente durerà lo stop. Lo stesso Curry ha messo le mani avanti, parlando di prudenza. “Per me è un infortunio nuovo, sto imparando quanto tempo ci vuole per recuperare e non si possono forzare i tempi più d’un tanto. Tra una settimana vedremo dove siamo, e se sarà prudente tornare a giocare. Certo, è stato un colpo basso e non vogliamo correre rischi“.
“L’infortunio? Stavo benissimo, poi ho fatto un movimento in difesa e ho sentito il muscolo tirare ma non sembrava nulla di che. In realtà c’era il rischio di farsi ancora più male se avessi continuato a giocarci sopra“.
Curry ha poi detto che a un certo punto dovrà combattere contro la voglia di bruciare le tappe e rientrare, “e ne dovremo parlare, al momento non ci siamo minimamente vicini. E’ un processo in cui bisogna dare tempo al proprio fisico di guarire da solo, sarà il mio fisico a dirmi quando si sente pronto per fare i normali movimenti di gioco, senza fastidi“.
La serie si sposta ora a San Francisco per gara 3 e gara 4, dove gli Warriors hanno già fatto la differenza nella serie contro i Rockets al primo turno. Stephen Curry era ovviamente in campo e stavolta non ci sarà per i Twolves si tratta di un’occasione d’oro per far pesare le rotazioni più lunghe e un roster più grosso e fisico. In gara 2 Minnesota ha ritrovato la mira al tiro da fuori con 16 su 37 da tre.

