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Bufera su Stephen Jackson: difende parole antisemite e non ritratta la sua posizione

di Francesco Catalano

 

Continua la bufera su Stephen Jackson dopo aver difeso l’omonimo DeSean Jackson che aveva condiviso una frase antisemita falsamente attribuita ad Adolf Hitler.

Il giocatore dei Philadelphia Eagles è stato fin da subito redarguito dalla sua squadra e, in seguito, ha ripetutamente chiesto scusa per quella che senza ombra di dubbio è parsa un’uscita infelice. Sembra ancora nebulosa, invece, la posizione in questa faccenda di Stephen Jackson, noto ex giocatore NBA.

Mentre tutti hanno giustamente stigmatizzato il giocatore della NFL, l’ex Spurs ha invece preso le sue difese pubblicando un post criptico e ambiguo su Instagram. Il post che conteneva le seguenti parole è stato cancellato poco dopo.

Ho visto cosa hanno affermato i Philadelphia Eagles riguardo le azioni di DeSean Jackson. Lui voleva solo educarsi ed educare le persone, e sta dicendo la verità. No? Sul fatto che non odi nessuno e che stia provando ad educare gli altri per mezzo delle cose che conosce. Ma voi non volete che ci educhiamo, soprattutto se riguarda la comunità nera, non volete che se ne parli affatto. Ci stanno uccidendo, la polizia ci sta uccidendo e trattando di m****.

“Il razzismo è a un picco storico, ma nessuno di voi proprietari NFL ne ha parlato. Nessuno di voi. Addirittura la stessa squadra ha un giocatore che ha usato la parola con la n- in pubblico e gli avete dato un’estensione contrattuale. Noi del BIG3 abbiamo un proprietario ebreo, ma lui capisce la nostra posizione, capisce per cosa lottiamo e che ciò che diciamo non è contro di lui. Eagles dovete rivedere la questione.”

Nemmeno in seguito sono arrivate delle scuse vere e proprie da parte dell’ex atleta dei Golden State Warriors. Quello che francamente sfugge nella sua dichiarazione è il nesso che dovrebbe esserci tra i diritti sacrosanti della comunità afroamericana ed una frase antisemitica priva di senso.

Subito dopo, non sono tardate ad arrivare le alzate di scudi. Showtime, la piattaforma che produce il suo podcast “All the smoke”, ha subito preso le distanze dalle sua affermazioni. “Siamo a conoscenza di quello che ha detto recentemente Stephen Jackson. Indipendentemente dalle sue intenzioni, i suoi commenti feriscono e non hanno niente a che fare con i valori promossi da questo network”.

Lo stesso ha fatto Rachel Nichols, conduttrice del programma “The Jump” di ESPN, nel quale Jackson aveva partecipato tempo addietro. “Sono stata molto orgogliosa del modo in cui ha combattuto per George Floyd”. Infatti Stephen Jackson ha svolto il ruolo di iniziatore delle proteste connesse alla morte a Minneapolis di Floyd, suo caro amico. Poi ha continuato la Nichols: “Sono molto dispiaciuta per i commenti antisemiti che ho visto”.

Tuttavia, tramite una diretta Instagram, Stephen Jackson non ha chiesto scusa per la sua presa di posizione. Si è solo limitato a ritrattare qualche punto. In ogni caso, ha continuato ad affermare che gli ebrei esercitano un controllo finanziario attraverso le banche ed in merito a questa quesione ha fatto il nome della famiglia Rothschild. Per indorare un po’ la pillola, si è limitato ad insultare Hitler tra una frase e l’altra.

Inoltre, ha anche accusato la comunità ebraica di aver decontestualizzato le sue parole e di averle intese nel modo sbagliato. In ogni caso, se DeSean Jackson ha fatto più di un passo indietro dopo l’infelice uscita, lo stesso non ha fatto l’ex giocatore degli Spurs.

Dispiace sentire ancora nel ventunesimo secolo certe prese di posizione, soprattutto da chi ha promosso una battaglia meritoria come quella per i diritti degli afroamericani.

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