Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsChicago BullsThe Last Dance, Steve Kerr: “Scottie Pippen non fu egoista, Kukoc? Un grandissimo”

The Last Dance, Steve Kerr: “Scottie Pippen non fu egoista, Kukoc? Un grandissimo”

di Michele Gibin
scottie pippen

I primi due episodi di The Last Dance, il documentario su Michael Jordan ed i Chicago Bulls del 1997\98 prodotti da ESPN, hanno fatto segnare ascolti TV record negli Stati Uniti, e come prevedibile fatto “rumore” per i contenuti inediti su storie già note al pubblico, ma mai viste così da vicino.

E’ il caso di Scottie Pippen, seconda star della squadra dietro a Jordan e che iniziò la stagione 1997\98 ai box per un infortunio al piede, e soprattutto sul piede di guerra con la dirigenza e l’odiato general manager Jerry Krause a causa della mancata estensione di contratto. Pippen era stato per anni il più classico dei giocatori sottopagati, fatto che strideva col suo valore inestimabile in campo.

In aperta polemica con la proprietà, Pippen aveva deciso di ritardare fino ad ottobre il necessario intervento al piede, perdendo così le prime settimane di regular season con i Bulls. Una decisione che Michael Jordan, a posteriori durante la seconda puntata della serie, ha definito “egoista”.

Steve Kerr: “Scottie Pippen era frustrato, comprensibile”

Steve Kerr, giocatore importante di quei Chicago Bulls e oggi allenatore vincente ai Golden State Warriors, dissente dalla versione di Michael su Pippen: “Tutti noi rispettavamo troppo Scottie (Pippen, ndr), sapevamo della sua frustrazione, avrebbe dovuto essere il secondo giocatore più pagato della NBA. Nessuno lo biasimò per essersi operato solo ad ottobre, tutti noi comprendemmo. Gli abbiamo lasciato il suo spazio, sapevamo che lui ci sarebbe stato quando ne avremmo avuto bisogno“.

Pippen era arrivato all’ultimo anno di un’estensione contrattuale lunga ma tutt’altro che ricca per gli standard NBA anche dell’epoca (18 milioni di dollari in 7 anni), e mai adeguata dai Bulls dal 1991 in poi. Scottie Pippen si sarebbe rifatto negli anni successivi firmando a cifre importanti con Houston Rockets e Portland Trail Blazers, ma lo “sgarbo” di Krause e le voci di trade durante i primi mesi della stagione 1997\98 (voci che coinvolsero un giovanissimo Tracy McGrady, allora ai Toronto Raptors) avrebbero giocato a Pippen un brutto scherzo. “Penso che Scottie all’epoca ebbe torto“, spiega Michael Jordan durante l’episodio “Avrebbe potuto operarsi subito e tornare in tempo per la stagione, Scottie stava tentando di forzare la mano ai Bulls per il suo contratto. Ma Reinsdorf non avrebbe mai ceduto“.

Steve Kerr su The Last Dance: “Io nel promo? Dovrebbe esserci Toni Kukoc”

Ospite di turno di “The Lowe Post” con il columnist di ESPN Zach Lowe, coach Steve Kerr racconta poi del sottile imbarazzo provato nel vedersi in prima fila assieme a Jordan, Pippen, Dennis Rodman e coach Phil Jackson nei promo della serie evento “The Last Dance”.

Sono ancora oggi un poco imbarazzato“, spiega Kerr “Vedo tutte queste locandine, mi vedo con Michael, Scottie, Rodman, il coach… capisco, sono lì perché oggi sono famoso per allenare gli Warriors, e magari la gente oggi non riconoscerebbe Luc Longley o Ron Harper o Toni Kukoc. Ma in quelle locandine dovrebbe esserci Kukoc, è stato un giocatore incredibile“.

L’ex Benetton Treviso Toni Kukoc fu una delle tante intuizioni geniali di Jerry Krause: scelto al secondo giro del draft NBA 1990, Kukoc fu portato ai Bulls nel 1993 per esordire nella prima stagione del (primo) ritiro di Michael Jordan. Il suo impatto fu immediato, il giocatore croato vinse addirittura il premio di sesto uomo dell’anno 3 anni più tardi nella stagione del record dei Bulls (1995\96).

Toni Kukoc era un fuoriclasse, sono contento che oggi potrà ricevere i giusti meriti col documentario“, prosegue Kerr “Spero che le persone possano apprezzare la qualità del gioco del ‘cameriere’, come lo chiamavano in Europa, perché se giocasse oggi sarebbe un All-Star, il suo gioco sarebbe perfetto per la NBA di oggi“.

Quando, dopo il titolo ’98, coach Jackson ci riunì per una cena e brindisi di addio, il mio brindisi fu proprio a Toni Kukoc. A tutto quello che aveva saputo dimostrare, arrivando dall’Europa dovendosi guadagnare il rispetto di Michael Jordan e Scottie Pippen, ed il fatto di essere il ‘cocco’ di Jerry Krause (…) in allenamento Michael e Scottie glielo avrebbero rinfacciato spesso, mentre Toni voleva solo giocare a basket. Brindai a lui perché era un grande giocatore“.

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