Dopo l’ennesimo fallimento del suo progetto coi Phoenix Suns, che nel 2024-25 ha toccato fondali inesplorati, a Mat Ishbia è toccato presentarsi sulla graticola in conferenza stampa, a promettere cambi drastici e riscatti, per il secondo anno di fila.
A parole, Ishbia non ci è andato giù leggero neppure con sé stesso, va dato atto: “E’ stata una stagione davvero imbarazzante, non credete? Deludente, orribile, e io sono uno che come voi si guarda tutte le partite e non ne vado fiero di quel che ho visto. Ma non lo è nessuno qui, dai giocatori ai coach al front office, all’ufficio marketing al personale della sicurezza. Eì’ stato un fallimento“.
“Abbiamo fatto tanta fatica, non abbiamo fatto un lavoro sufficiente e e dovremo fare le cose diversamente. Cambiare per migliorarci, da qui non si scappa” ancora Ishbia “E il cambiamento maggiore riguarda me, dovrò fare un lavoro migliore per stabilire la mia idea di cultura qui ai Phoenix Suns. Che sia simile a quella della città, con la determinazione e l’etica del lavoro ma anche la gioia. Non ce l’abbiamo messa e io da proprietario dovrò fare un lavoro migliore (…) dall’anno prossimo si vedrà la differenza“.
Il primo cambiamento è stato inevitabile e ha riguardato, di nuovo, la panchina. Coach Mike Budenholzer non è riuscito a salvare il suo posto ed è stato il primo “epurato“, in conferenza stampa però la presenza di James Jones, il Gm, ha allontanato per ora la possibiltù che la prossima testa a cadere potesse essere la sua.
“Non voglio avere la squadra più cara della NBA in termini di salari e non fare neppure i playoffs. Ma il front office qui non dovrà mai farne una questione di soldi con me, noi vogliamo vincere e i soldi non saranno mai un ostacolo. Questo non vuol dire però che io sia uno stupido, non intendo passare un altro anno con la squadra più costosa della lega e che non fa i playoffs. So bene degli apron e delle regole e faremo degli aggiustamenti. Ma non spenderemo di meno“.
Sulla scelta del nuovo head coach, Ishbia annuncia che si prenderà del tempo, “Prima partiremo dalla questione della leadership e parte da me. Poi metteremo mano alla struttura del front office, con gli scout e i giocatori, col draft in arrivo, e poi penseremo al nuovo allenatore. Per cui non ci sarà nessun nome tra una settimana o due“.
Mat Ishbia ha voluto anche rispondere a una provocazione del polemista di ESPN Stephen A. Smith, che lo ha definito “il peggior proprietario NBA della storia” in una delle sue consuete tirate. “Non prendo sul serio quello che dice, così come nessuno del resto. Penso sia stato irrispettoso nei miei riguardi accostarmi a gente che è stata buttata fuori dalla lega o che non ne fa più parte (come Donald Sterling e Robert Sarver, cacciati con ignominia, ndr). Qui in fondo abbiamo solo speso tanti soldi ma non abbiamo vinto, ma sul resto penso che presto dovrà scusarsi. Qual è il lavoro di un proprietario NBA? Io non vado in campo e non alleno, per fortuna, il mio lavoro è garantire le risorse quando c’è bisogno di un giocatore, e focalizzarsi sul vincere, e non sul profitto. Concentrarsi sulla comunità locale e sui tifosi, questo fa di te un buon proprietario e in questo senso, se chiediamo alla gente di Phoenix, penso di esserlo. Abbiamo portato in città l’All-Star Game WNBA, e presto anche quello NBA, investiamo milioni nel sociale“.
