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Suns, bufera su Mat Ishbia: accusato di usare la squadra come “salvadanaio personale”

di William Zanellato
mat ishbia

I due più importanti azionisti di minoranza dei Phoenix Suns accusano il proprietario Mat Ishbia di usare la squadra come “salvadanaio personale”

L’intreccio tra interesse economico e competizione sportiva è lo schema perfetto sul quale si basa la NBA. Questo sistema, però, alcune volte si inceppa in maniera improvvisa. Un esempio potrebbe essere il caso dei Phoenix Suns, una delle squadre più in forma della Western Conference rispetto alle aspettative di inizio stagione. I proprietari di minoranza dei Suns Andy Kohlberg e Scott Seldin, infatti, hanno accusato il proprietario di maggioranza, Mat Ishbia, di usare la squadra come suo “salvadanaio personale”. Il motivo è presto detto: secondo i due proprietari Ishbia starebbe nascondendo i dettagli di alcune spese a vantaggio di altre attività.  

La battaglia legale interna ai Phoenix Suns 

“Ishbia non possiede i Suns per fare soldi per l’azienda, ma li gestisce come un feudo personale per il proprio guadagno e a vantaggio delle sue altre attività, tra cui la sua società di mutui United Wholesale Mortgage”, si legge nell’ultima istanza di una battaglia legale che non conosce tregua. Già ad agosto i due azionisti di minoranza avevano citato in giudizio i Suns e lo stesso proprietario che, a sua volta, aveva presentato una controquerela per difendersi. Da qui l’ultimo attacco legale di Kohlberg e Seldin che, in un documento legale depositato presso la Corte dello Stato del Delaware, sostengono che il proprietario stia usando la squadra come il suo salvadanaio personale.  

Le accuse degli azionisti contro il proprietario

Le accuse degli azionisti sono tanto precise quanto potenzialmente gravi. Si passa dalla concessione di un prestito ai Suns a un tasso di interesse molto superiore a quello corrente fino ad arrivare alla vendita dei diritti di denominazione dell’arena dei Suns alla propria società di mutui ipotecari. Ma non solo. Kohlberg e Seldin citano anche specificamente una coppia di richieste di capitale avvenute nel giugno e luglio del 2025. Due quote che i due proprietari avrebbero pagato entro la data di scadenza al contrario di Ishbia che, stando al loro ragionamento, avrebbe cercato di insabbiare la questione. “Ishbia è caduto nella trappola che lui stesso aveva preparato per i proprietari di minoranza e ha rischiato una devastante diluizione della sua partecipazione azionaria se il suo fallimento fosse stato scoperto, un fallimento che avrebbe azzerato il suo patrimonio netto e messo a repentaglio il suo status di proprietario e governatore di una squadra NBA”, si legge nel documento.   

La risposta del proprietario Mat Ishbia 

La risposta del proprietario di maggioranza dei Suns, ovviamente, non è tardata ad arrivare. Tramite il suo portavoce, Ishbia ha fatto sapere che, secondo il suo parere, si tratta di “una vergognosa estorsione mascherata da procedimento legale”. La replica piccata del portavoce ha messo nel mirino le volontà dei due azionisti di minoranza: “Kohlberg e Seldin vogliono trascinare l’organizzazione indietro e ammettono apertamente in questo documento che investire nella squadra e nei suoi tifosi ‘non ha senso dal punto di vista commerciale’. Stanno sostenendo l’abbandono”. Non manca una punta d’orgoglio con la quale il portavoce segnala che gli investimenti del nuovo proprietario di maggioranza dei Suns hanno contribuito ad aumentare il valore della Suns da 4 a 6 miliardi di dollari.  

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