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Rozier è carico di cattiveria agonistica, ma occhio: “Io non sono Kemba”

di Lorenzo Brancati

Tempo di approcciare la nuova stagione anche per gli Charlotte Hornets del nuovo arrivato Terry Rozier. L’ex Boston Celtics si è unito alla causa della franchigia di Michael Jordan in estate, assicurandosi 19 milioni di dollari a stagione per i prossimi tre anni. E’ stato necessario che il tutto avvenisse nel’ambito di una sign-and-trade con Boston che ha coinvolto Kemba Walker, a causa della poca elasticità salariale della franchigia.

Per Rozier si tratterà della prima vera esperienza da titolare nella NBA, dopo che solo per una parte dei playoffs 2018 gli era capitato di condurre i suoi Celtics partendo in quintetto, causa diversi infortuni. Ora, non solo dovrà calarsi in un nuovo ruolo, ma lo dovrà ereditare da un giocatore che lo sapeva ricoprire a meraviglia: Kemba walker. L’ex Boston, tuttavia, non si è fatto intimidire:

Sono estremamente arrabbiato per molte cose. Voglio dimostrare di nuovo il mio valore. (…) Io non sono Kemba, non verrò qui comportandomi come se lo fossi, io sono Terry. (…) Non voglio sentir parlare di Kemba, proprio no.

Parole decise ed orgogliose da parte di Rozier, la cui acquisizione, che probabilmente costerà agli Hornets anche una seconda scelta al Draft, è stata da molti criticata. Coach James Borrego, dalla sua, è sicuro che il suo nuovo uomo potrà dare tanto alla causa: “La prima cosa che puoi dire su di lui è che lotti con i denti in ogni partita” ha poi continuato “Condurrà la nostra difesa. Quando hai una point-guard che dà fastidio a quella avversaria per tutto l’incontro, stabilisce uno standard per tutta la squadra.”

Rozier, il ruolo di Jordan e 30 minuti a notte

Chiaramente, il ruolo di Jordan nel convincerlo ad accasarsi a Charlotte è stato fondamentale, come raccontato da Rozier stesso: “Non doveva mostrarmi nulla, semplicemente il fatto che si trattasse di Michael Jordan ha fatto da sé l’80-90%” ha voluto sottolineare poi la fiducia percepita “Crede in me. Voleva darmi un’opportunità di mostrare il mio talento sul palcoscenico più importante. Come puoi rifiutare qualcosa del genere?”

Infine, ciò che forse sarà più difficile, il fatto che il giocatore dovrà adattare il suo fisico a giocare 30 o più minuti a sera, dopo una carriera da 20 di media. Coach Borrego, comunque, ha già in mente qualcosa: “Dovrò gestirlo ogni giorno, voglio che giochi tutte e 82 le partite, stia in salute e abbia sempre abbastanza energia.”

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