Ennesima defezione per i Golden State Warriors, che ora dovranno rinunciare a Damion Lee per un periodo dai 10 ai 14 giorni. La causa gli ormai noti protocolli covid, e a riportarlo è Anthony Slater.
Alla quarta stagione in NBA, Lee si stava affermando come un pezzo importante delle rotazioni dei suoi. In 57 uscite e 19 minuti di media ha fatto registrare numeri da 6.5 punti e 3.2 rimbalzi, con il 39.7% da tre su 3.4 tentativi a notte. Duro colpo insomma per una squadra il cui organico è praticamente ridotto all’osso.
Golden State dovrà infatti contemporaneamente fare a meno di James Wiseman, stagione finita per lui, Juan Toscano Anderson, ancora nel protocollo di recupero dal colpo alla testa incassato, e del lungodegente Klay Thompson.
Dal canto suo, Lee ha voluto tranquillizzare i tifosi Warriors affidando le sue parole a Twitter e sottolineando: “Per chi se lo stesse chiedendo io ho fatto il vaccino e continuato a rispettare i giusti protocolli per la prevenzione“. Stop insomma sfortunato, almeno stando alle parole del giocatore.
Ora i californiani si trovano al decimo posto della Western Conference, in piena lotta Play-in. Al netto dell’ennesima assenza, servirà allora uno Steph Curry ancora decisivo come quello visto nelle ultime settimane per permettere ai suoi di rimanere aggrappati alle prime dieci posizioni. Alle loro spalle ci sono i New Orleans Pelicans a tre gare di distanza e i Sacramento Kings a distanza di sicurezza di cinque.
L’impressione è che gli unici comunque in grado di impensierire le prime dieci siano proprio Zion Williamson e compagni, che comunque sono rimasti ad una certa distanza per tutta la stagione. Come detto, comunque, servirà la migliore versione di Golden State per confermare quanto guadagnato fin qui.

