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I 52 punti di Russell non bastano agli Warriors: Wiggins trascina Minnesota

di Francesco Catalano

Sconfitta amara quella che arriva nella notte per i Golden State Warriors contro i Minnesota Timberwolves. Sconfitta che arriva solo all’overtime per 125 a 119. La partita è stata equilibrata e combattuta per tutta la durata dell’incontro e ha visto gli Warriors essere sopra sempre di qualche punto. Alla fine del quarto quarto, i Timberwolves, grazie ad uno sforzo offensivo di Andrew Wiggins, hanno siglato un parziale di 8 a 2 acciuffando Golden State e portando il match all’overtime. Una volta arrivata al tempo supplementare, Minnesota ha preso il sopravvento ed ha avuto la meglio.

Come detto, c’è tanta amarezza nell’ambiente californiano per la consapevolezza di poter vincere l’incontro. Una vittoria che avrebbe portato soprattutto morale ai ragazzi di Steve Kerr che stanno combattendo contro gli infortuni e la dea bendata soprattutto. La buona notizia della notte è che è tornato nei ranghi D’Angelo Russell. Ed è lui che ha fatto la differenza tra le file della squadra ospite. Per lui infatti 52 punti (career high), 5 assits, 9 rimbalzi con 19 su 37 dal campo. Quest’ultimo dato ci fa capire la mole di tiri che l’ex Nets si è preso, e quindi quanto l’attacco degli Warriors ora dipenda da lui. Lo hanno aiutato in qualche modo solo i 12 punti del rookie Eric Paschall e i 18 di Alec Burks dalla panchina.

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L’altro problema evidente di questi nuovi Dubs è senza dubbio la difesa ed in particolar modo i rimbalzi. Kerr deficita di lunghi, l’unico veramente disponibile è Willie Cauley-Stein, con tutti i suoi limiti. Altrimenti è costretto a contare su Marquese Chriss e Damion Lee, non proprio due prime scelte diciamo. La mancanza di “rimbalzisti” è stata una delle cause primarie della sconfitta. Sulle seconde palle infatti i Twolves hanno avuto 35 possibilità contro le 13 di Golden State.

Nelle ultime ore, tra l’altro, è trapelata la notizia che forse Steph Curry potrebbe saltare anche l’intera stagione. Insieme a Klay Thompson. Perciò, col rientro a breve di Draymond Green, gli Warriors sarebbero questi. Sarebbe una squadra D’Angelo-dipendente in fase offensiva; cosa che non dispiace troppo a Russell, infatti egli potrà esaltare le sue doti di scorer come ha fatto vedere a Brooklyne e stanotte. In difesa ci sarebbe l’apporto decisivo di Green che sarà utile anche in fase di playmaking. Però sembra poco per impensierire le altre squadre.

Cosa dire della prestazione di Minnesota di questa notte? Una prova opaca. Nella partita in cui Karl-Anthony Town sembra sornione e ancora scombussolato dalla scazzottata con Joel Embiid, ci pensa Andrew Wiggins. Quest’ultimo chiude con 40 punti e 17 su 33 dal campo. Per Minnesota si sente anche la mancanza di Jeff Teague, però in ogni caso la brillantezza delle prime uscite stagionali sembra essere un po’ svanita. Questa squadra ha bisogno in ogni partita del migliore Towns per vincere.

Gli Warriors giocheranno di nuovo questa notte Oklahoma tentando di vendicare la sconfitta della seconda partita stagionale, mentre Minnesota giocherà domenica contro i Nuggets.

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LOOK WHAT THAT KAT MAN DO

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