Home NBA, National Basketball AssociationNBA NewsWembanyama: “Andare in G-League? Se non gioco bene, non avrei problemi”

Wembanyama: “Andare in G-League? Se non gioco bene, non avrei problemi”

di Michele Gibin
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Umile tra gli umili, nonostante lo status “nobiliare” dato dall’essere la prima scelta assoluta al draft e uno dei prospetti più attesi di sempre, Victor Wembanyama non chiede alcun trattamento di riguardo rispetto ai suoi compagni di squadra.

Wembanyama sta ottenendo numeri personali più che buoni e sta dimostrando a ogni partita che le aspettative gigantesche sul suo contro sono ben riposte. Il talento e l’unicità delle sue caratteristiche non si discutono, Wemby vuole però mettere in chiaro che anche il suo atteggiamento è una qualità positiva.

Nella partita giocata dai suoi San Antonio Spurs contro gli Atlanta Hawks lunedì, durante il Martin Luther King Day negli Stati Uniti, partita tanto per cambiare persa, Victor Wembanyama ha assaggiato assieme ai titolari la panchina punitiva nel secondo tempo, con coach Gregg Popovich che ha schierato dopo l’intervallo le sue riserve. Wemby ha reagito allo stimolo e una volta rientrato in campo ha segnato 26 punti e gli Spurs hanno recuperato ben 35 punti di scarto.

Le nostre riserve si sono dimostrare pronte a giocare e ci hanno messo in condizioni di rimontare, ci hanno fatto vedere che cosa bisognava fare“, ha detto Wembanyama dopo la partita “per me va benissimo sperimentare nuovi ruoli, mi piace sentirmi in discussione. Se non sto giocando bene, mandatemi anche in G-League se può servire“.

Nessuno manderà un giocatore da 19.6 punti e 10.3 rimbalzi di media a partita in G-League, quella di Wembanyama è un’iperbole che però dice quanto il giovanissimo giocatore francese possieda una mentalità già calata in quello che sarà il ruolo a lui richiesto già dopo il primo anno NBA di assestamento. Quello di leader e guida in campo di una franchigia importante e in rifondazione come i San Antonio Spurs.

Victor Wembanyama sarà tra i protagonisti dell’All-Star Weekend di Indianapolis tra 16 e 18 febbraio, come star del Rising Stars Challenge tra giocatori al primo e secondo anno NBA, e tra i partecipanti dello Skills Challenge al sabato.

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