E’ ancora presto per dirlo, ma per il giocatore draftato dagli Charlotte Hornets alla #9 c’era un grande entusiasmo, un’ala forte capace di giocare centro proveniente da Indiana, ma già dopo la prima uscita ha attirato i riflettori su di sé, non in positivo, ma in negativo. Cerchiamo di vedere insieme perché!

Di lui si dice un gran bene, buon rimbalzista, bravo in transizione, e soprattutto un ottimo tiro da 3, cosa molto rara in un lungo. Inoltre il suo fisico lo rende un NBA Ready, non proprio un atleta esplosivo, ma davvero forte. Ottima anche la sua difesa in post, dove con quelle braccia non lascia scampo quasi a nessuno. Ovviamente conoscevamo anche le sue debolezze: mani lente, infatti, non riesce sempre a ricevere i passaggi dai compagni, si lascia scappare la palla; piedi lenti, cosa lo penalizza di seguito nel suo operato in post, dove riesce a farsi accerchiare e perdere il possesso palla, e inoltre un’altra grande debolezza è il fatto che la maggior parte delle volte è troppo impulsivo, tanto che, invece di cercare la giocata più semplice ed efficace, prova strani movimenti e giocate molto inefficaci. Insomma c’è molto da lavorare, ce lo si aspettava, ma di certo non ci si aspettavano 0 punti nella partita d’esordio della Summer Legue. Il ragazzo ha tirato 0-13 e con uno 0-4 dall’arco dei 3 pti, neanche la gioia di segnare i tiri liberi, infatti 0-2 dalla lunetta per lui. Un po meglio nell’ultima partita contro Sacramento dove ha realizzato 10 punti, ma le percentuali sono comuqnue grigie: 3-10, 1-2 da 3, 3-4 i tiri liberi ( almeno qui quasi perfetto). Stranamente Noah sta facendo molta fatica, e questo suo modo di giocare potrebbe avere serie ripercussioni sulla sua stagione a Charlotte. Auguriamo il meglio a questo giocatore, che è davvero molto interessante e potrebbe essere l’asso nella manica quest’anno per gli Hornets, ma potrebbe anche non esserlo..
Ci darà una risposta il parquet
Per NBA Passion,
Gennaro Coppola

