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Chicago Bulls, con Gasol e Mirotic è ancora possibile Stephenson?

di Marco Tarantino

I Chicago Bulls non hanno perso tempo, dopo la decisione di Carmelo Anthony di ri-firmare con i New York Knicks: il primo passo è stato firmare Pau Gasol, il secondo portare subito in NBA Nikola Mirotic, ed il terzo ri-firmare un veterano ed ottimo panchinaro come Kirk Hirnrich, che si completa con D-Rose nel ruolo di PG e da altre possibilità offensive ma soprattutto difensive a coach Thibodeau.
La franchigia dell’Illinois ha ora sotto contratto però troppi lunghi: Boozer è ancora li, Gibson, Noah, Gasol, Mirotic ed ultimo Greg Smith, e volendo anche Anthony Randolph (SF ma anche PW), ma questi ultimi due destinati a rimpolpare la panchina.
Serve un rinforzo nel ruolo di ala piccola, o megli
o ancora in quello di guardia tiratrice, dove è arrivato il giovane McDermott, di sicuro in futuro in quintetto, ma ancora non pronto per la NBA da titolare: Butler potrebbe essere la soluzione, ma a quel punto si scoprirebbe il fianco sul ruolo di ala piccola, per cui la coperta appare piuttosto corta negli altri reparti per Chicago, che vuole rinforzarsi ancora, ma per farlo avrà bisogno necessariamente di alcuni tagli.

Boozer

Il libretto paga dice: Carlos Boozer 16.8 milioni, ma verrà per forza di cose tagliato con la clausola amnesty, ma attenzione, non libererà ovviamente tutti e quasi 17 i milioni del suo stipendio come spazio salariale, ma molto di meno (circa 11.8); Joakim Noah 12.2, con un contratto garantito anche per il 2015, a 13.4 milioni; Pau Gasol, ha appena firmato un triennale da 22 milioni (circa 7.4 milioni all’anno presumibilmente); Nikola Mirotic non ci è andato leggero ed ha ottenuto un accordo (molto alto per un europeo al primo anno) di 17 milioni in tre anni (5.6 all’anno probabilmente); Greg Smith pesa invece solo 948 mila dollari, mentre Randolph 1.8 (entrambi sono all’ultimo anno garantito e con ogni probabilità almeno uno dei due farà le valige).

Nikola Mirotic real

La questione salariale era chiara prima dell’estate: 9 contratti garantiti (D-Rose, Noah, Gibson, Snell, Boozer, Smith, Butler, Randolph, Dunleavy), e lo spazio salariale era in positivo di circa 1.7 milioni. Con il taglio di Boozer, senza considerare i nuovi innesti, i Bulls avrebbero avuto circa 15 milioni di spazio salariale, davvero poco considerando il numero di giocatori nel roster (8) e la necessità di inserire elementi di primo piano, e già pronti, piu’ il bisogno di completare la panchina.

Ora considerando che Boozer è ancora sotto contratto, e Mirotic e Gasol portano via in due 13 milioni, quindi portano via praticamente tutto lo spazio salariale che sarà liberato da Carlos.
In più c’è da considerare che è stato ri-firmato Kirk Hinrich e sarà messo sotto contratto McDermott (entrambi porteranno via i restanti 2-3 milioni che restavano).

Ma lo spazio salariale potrebbe essere ricreato: vediamo come.
Prima mossa, tradare Mike Dunleavy, che è sulla via partenza e potrebbe aggiungere circa 2.8 milioni (3.3 il suo contratto) alle casse di Chicago. Seconda mossa, piazzare uno dei lunghi in una trade no Noah, no Gasol, no Mirotic, resta in piedi solo la pista Gibson: contratto da 8 milioni di $, non male. Riuscendo a piazzarlo (ma sarà difficile che Thiobo se ne privi a cuor leggero) si avrebbe uno spazio di manovra di 10 milioni, forse ancora troppo poco per mettere sotto contratto Stephenson (che ha rifiutato un quadriennale da Indiana da 44 milioni, 9.8 a salire). Entrano in ballo anche i nomi di Randolph e Smith allora, che libererebbero spazio per circa ulteriori 2.2  milioni, e siamo a quota 12.2 $. Ci siamo.

Taj Gibson

Considerando che bisognerà firmare giocatori al minimo salariale per completare il roster, c’è abbastanza spazio per inserire nel roster un giocatore in grado di fare la differenza.
Wade? Lance Stephenson? Difficili ancora. Il primo dovrebbe tagliarsi l’ingaggio per tornare a casa, il secondo dovrebbe accettare di partire da buona base di 11 milioni a salire. Gli altri nomi della free agency come SG non convincono affatto: il jolly Eric Bledsoe è un miraggio, visto che resterà con ogni probabilità in Arizona, Rodney Stuckey, Ray Allen (in direzione Cavaliers), Alan Anderson non sono inclusi negli obiettivi e le ali piccole sul mercato non aiuterebbero Chicago a migliorare in caso i taglio di Gibson.

La soluzione piu’ probabile dunque è il taglio di Dunleavy, la amnesty su Boozer (necessaria) e la conferma anche di Giboson, con Pau Gasol che potrà prevalentemente da centro di riserva con Noah, (porterà sicuramente punti e gioco in post che Joakim non ha), mentre Taj sarà l’ala grande titolare, con Mirotic pronto a dare nuove soluzioni offensive dalla panchina. Il reparto è ben amalgamato, ma non basterà per diventare una seria candidata al titolo se D-Rose non tornerà a livelli accettabili: quale futuro dunque per Chicago?

 

Per NBA Passion,
Marco Tarantino

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