Nessuno all’inizio della stagione si sarebbe aspettato un avvio così convincente da parte degli Oklahoma City Thunder, primo posto a Ovest e un record macchiato solamente dalla sconfitta in back to back alla Oracle Arena contro i Golden State Warriors. Dopo le prime tre partite, nonostante fossero arrivate tre vittorie la squadra aveva destato delle perplessitá soprattutto sulla dipendenza da Russell Westbrook. Le ultime due partite casalinghe, seppur contro due squadre inferiori sulla carta, ci hanno dimostrato che la squadra non dipende costantemente dalle giocate del numero zero. Contro i Timberwolves è arrivata una vittoria tutt’altro che scontata, perchè nonostante debba ancora trovate i meccanismi giusti la squadra di coach Thibodeau è composta da giocatori capaci di realizzare prestazioni fuori dal comune. Se da una parte Karl Anthony Towns ha messo a segno 33 punti gli altri due astri nascenti della franchigia di Minneapolis hanno deluso le aspettative, non solo per demeriti propri. Sette punti con 3/13 dal campo per Wiggins, quattro con 1/6 dal campo per LaVine. Di certo la serata no al tiro non li ha aiutati ma bisogna anche dire che i Thunder sono stati capaci di limitarme le possibilitá. Gli uomini di Billy Donovan sono sempre stati in controllo della partita ma complice il poco apporto della second unit non sono mai riusciti a dare lo strappo alla partita. Nel terzo quarto invece è arrivata la svolta: 12 punti consecutivi dal 30esimo al 32esimo minuto e partita in ghiaccio.
Contro i Miami Heat è arrivata una prova ancor più convincente, complice anche il livello dell’avversario. Nonostante una prestazione poco brillante da parte di Russsell Westbrook la squadra è riuscita a prendere il sopravvento su Hassan Whiteside e compagni grazie soprattutto alle buone prove individuali da parte di ciascuno: 24 punti per Kanter, 17 per Oladipo e 15 con 4/7 da oltre l’arco per il rookie lituano Domantas Sabonis. Anche questa volta lo strappo è arrivato nel terzo quarto: parziale di 20-0 e sesta vittoria casalinga servita.
Enes Kanter, un fattore dalla panchina
Sicuramente la nota più lieta arrivata in queste ultime due partite sono state le grandi prestazioni del centro Kanter. Il turco ha letteralmente dominato nel pitturato contro giocatori non proprio di basso profilo come Towns e Whiteside dando prova ancora una volta di tutto il suo repertorio offensivo: 20 punti e 10 rimbalzi contro i Timberwolves, 26 punti e 10 rimbalzi invece contro i Miami Heat. Il turco potrebbe rivelarsi una pedina fondamentale nello scacchiere di Billy Donovan nei momenti in cui la gran parte dei titolari riposa in panchina. Una sorta di Sesto Uomo di lusso in casa Thunder dove la qualitá nel reparto lunghi non manca di certo
Domantas Sabonis, i segni di un predestinato
Ci ha impiegato poco meno di 7 partite il rookie lituano Domantas Sabonis a collezionare la sua prima doppia doppia in NBA. 15 punti conditi da 10 rimbalzi con un 4/7 da oltre l’arco di tutto rispetto. Giá contro i Golden State Warriors aveva dimostrato sprazzi delle sue doti con 13 punti e 6 rimbalzi. Quello che colpisce del figlio del più celebre Arvydas è la sua capacitá di leggere le situazioni di gioco fuori dal comune per un rookie al primo anno NBA. Giá titolare alla veneranda etá di 20 anni in una squadra che vanta un reparto lunghi di tutto rispetto. I primi segni di un predestinato che sulle orme del padre viaggia alla conquista del campionato più affascinante del pianeta; e si sa, buon sangue non mente.
Nelle prossime sfide i Thunder affronteranno i Toronto Raptors e i Los Angeles Clippers, due squadre ostiche ma Westbrook e compagni potranno contare sul sostegno del pubblico di casa e non solo: l’ala dei Miami Heat Justine Winslow ha dichiarato di aver avuto un incontro ravvicinato con il fantasma dello Skirvin Hotel di Oklahoma City, hotel nei pressi della Chesapeake Energy Arena famoso per la leggenda di un fantasma che alleggia durante la notte nelle camere dei clienti. Un fattore in più per i Thunder per rimanere imbattuti nelle mura amiche.

