Home NBA, National Basketball AssociationNBA Passion AppOklahoma on the Road: il bilancio della preseason

Oklahoma on the Road: il bilancio della preseason

di Filippo Scalco
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La preseason é ormai agli sgoccioli: manca solo qualche giorno all’inzio della Regular Season, che si aprirà mercoledì notte con i campioni in carica dei Cleveland Cavaliers che sfideranno i New York Knicks di Carmelo Anthony.
Gli Oklahoma City Thunder hanno da poco concluso l’ultima partita e si stanno preparando in vista dell’esordio di giovedì contro i Philadelphia 76ers al Wells Fargo Center. Il bilancio prestagionale dice 3 vittorie e 3 sconfitte. Dopo il tour spagnolo, i Thunder sono tornati in America, dove hanno raccolto 2 sconfitte fuori casa a Dallas e Memphis e 2 vittorie casalinghe contro i Minnesota Timberwolves e i Denver Nuggets: analizziamo i dati significativi emersi per la squadra di Russell Westbrook.

RUSSELL WESTBROOK e ADAMS SUGLI SCUDI

Con l’addio di Kevin Durant le sorti della squadra sono in mano a Russell Westbrook, che già in questa preseason ha già mostrato ciò di cui è capace. L’esempio lampante nella partita contro Minnesota: 26 punti e 10 assist in 31 minuti di gioco. Il solito Westbrook che ha attacca il ferro ma che lavora anche con i compagni. Chi si aspettava un Russell da solo sull’isola si è sbagliato di grosso. Dopo l’infortunio contro il Real Madrid che lo ha costretto a saltare gran parte della preseason, Steven Adams è tornato contro i Timberwolves e ha ribadito, come se ce ne fosse bisogno, che il suo miglioramento visto durante gli ultimi Playoff non è stato solo un caso. 20 punti e 11 rimbalzi (dei 5 tiri segnati nel primo tempo 5 sono derivati da un assist di Westbrook). L’intesa tra i due non è in discussione e gran parte del futuro di OKC passerà da loro.

PROMOSSI E SORPRESE

La second unit ha dato grandi segnali in questa preseason. A cominciare dal nuovo acquisto Lauvergne passando per Ronnie Price e Semaj Christon. Kyle Singler ha fatto bene quando impiegato e chissà che non possa divenire importante in un ruolo che latita di giocatori forti in quel di Oklahoma. Domantas Sabonis ha fatto intravedere di che pasta è fatto: intelligenza tattica e buone cose in attacco, il fisico e l’atletismo lo hanno un po’ limitato ma il lituano potrebbe rivelarsi una sorpresa durante la stagione e chissà se saprà dire la sua nella corsa al Rookie of the Year, complice anche l’assenza di Ben Simmons.
Victor Oladipo, dopo i 34 punti contro il Real Madrid, è un po’ calato. La sensazione è che con l’inizio stagione Victor alzerà in maniera significativa il livello di gioco e lí vedremo davvero di cosa è capace. Se riuscirà a far rimpiangere almeno in parte Kevin Durant a suon di prestazioni, i Thunder potranno dire la loro nell’arco della stagione.

STARTING FIVE E ROTAZIONI

Westbrook e Oladipo nel backcourt, Roberson SF con Ilyasova da 4 e Adams sotto le plance.
Ad oggi il quintetto di partenza dovrebbe essere questo, ma non è escluso che possa cambiare durante il corso dell’anno. Il ruolo di ala piccola, dopo l’addio di Durant, è un grande interrogativo. Inizialmente dovrebbe partire Roberson, anche per garantire più presenza in fase difensiva. Durante l’anno, se Singler dovesse finalmente dimostrare di essere un giocatore affidabile potrebbe dire la sua, visto anche lo scarso apporto di Roberson in fase offensiva. Da non sottovalutare anche l’ipotesi di Abrines. Lo spagnolo è uno dei pochi tiratori abili da oltre l’arco per i Thunder e darebbe più soluzioni in fase offensiva. Ma sarà da valutare anche l’impatto che avrà in NBA e il suo ambientamento in una realtà nuova come OKC.
Semaj Christon e Ronnie Price sostituiranno Westbrook quando sarà in panchina, mentre Kanter prenderà il posto di Adams come centro a partita in corso quando il neozelandese sarà a riposo.

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