“La vittoria era vicina, ma il potere dell’anello non poteva essere sopraffatto.”

 

Avere tutto il potenziale per vincere e non riuscire a farlo, deve essere frustrante. Specialmente se la situazione si ripete di anno in anno. E’ così che nasce l’ossessione. Il passaggio del turno nel 2015, contro i San Antonio Spurs campioni in carica, aveva illuso. “Finalmente hanno trovato una solidità tecnica e mentale e dopo 4 gare contro i Rockets era ancora più lampante. Poi non si sa bene cosa è successo e Houston incedibilmente ha ribaltato quella serie. L’anno scorso a causa degli infortuni, non abbiamo avuto la possibilità di vedere i veri Clippers, usciti al primo turno con Portland. Nel 2016-17 c’è quindi un’altra chiamata alle armi per i ragazzi di Doc Rivers.

Adesso o mai più

I Los Angeles Clippers si apprestano a cominciare la sesta (e probabilmente ultima) stagione dell’era dei Big Three. Nell’estate 2017 CP3 e Blake potranno uscire dal contratto e il quarto violino JJ Reddick, sarà free agent.

Poche sono le squadre a poter vantare una squadra così forte, però manca sempre qualcosa per arrivare alla vittoria. Dal 2012 non sono mai scesi sotto le 53 vittorie in regular, ma non hanno mai superato il secondo turno playoff. L’idea è quella di fornire a Rivers una squadra solida, che in stagione regolare gioca quasi col pilota automatico inserito. Una volta acquisito il fattore campo, si pensa che da sani ai playoff possano giocarsela con chiunque. Con gli Warriors però pare esserci un bel distacco, nonostante i ritocchi di mercato. Vedere i 45 punti di distacco nell’ultima sfida di preseason per credere. Se la rivalità che divide le due franchigie, la consapevolezza di essere all’utlimo giro di giostra e la voglia di riscatto basteranno per colmare il gap, lo sapremo soltanto vivendo.

Un roster da titolo?

Dopo i problemi di Griffin dello scorso anno, si era parlato insistentemente di una trade, poi non avvenuta. Da lì, i movimenti di mercato erano limitati sul nascere e Rivers ha fatto quello che poteva. I nuovi arrivati: Bryce Johnson e Diamond Stone dal draft per il reparto lunghi. Raymond Felton per alleggerire il minutaggio a Austin Rivers e Paul. Alan Anderson, Marreese Speights e Brandon Bass completano i nuovi innesti. La mancanza di un sostituo centro di DeAndre è evidente. Speights è utile in attacco, ma in difesa è un buco. Qui sorgono i primi dubbi: dare subito più minuti a Stone o chiamare agli straordinari Jordan? Altro dubbio, chi completa il quintetto? Pierce all’ultimo anno di carriera? Mbah a Mute difensore sopraffino, ma in attacco nullo (il contrario di Marreese, infatti è plausibile vederli in campo insieme per compensarsi) ? Wes Johnson e Anderson che non danno grandi certezze? Insomma tutti buoni giocatori, nessun fuoriclasse. Per le guardie la situazione è più chiara. JJ Reddick, tiratore dal 47,5% dall’arco e Jamal Crawford, una certezza sia in attacco, per la mole di punti realizzati, sia in difesa, per la totale assenza d’apporto.

Doc’s style

Doc Rivers ha trovato un sistema di gioco semplice da applicare con gli interpreti a sua disposizione. Il pick and roll CP3-Blake è una garanzia, con JJ ad aprire il campo e DeAndre che sotto il ferro è incontenibile. Manca un giocatore in grado di tirare con costanza, ma allo stesso tempo utile in difesa, diciamo un Harrison Barnes. Doc dà, anche lui, la sensazione fortissima di voler interrompere l’ossessione dell’anello. Così da affermarsi come colui che ha portato il titolo dove nessuno era riuscito.

LA alla rovescia

La ricerca ossessiva dell’anello da parte di Chris Paul e la sua compagnia, ha offuscato in parte quello che è successo negli ultimi anni nel mondo Clippers. La mentalità della squadra sta cambiando. Non ci si accontenta dei risultati ottenuti, seppur ottimi, ma si pensa sempre a obiettivi più importanti.

                                                                                          Chris Paul in “ossessione circolare”

 

La situazione attuale della palla a spicchi nella città degli angeli, è paradossale. I Lakers sono in rebuilding e i Clippers lottano da anni per il titolo. Senza riuscirci, il che rende il tutto credibile. Non basterebbe un titolo per scalfire la leadership dei gialloviola, sia chiaro, ma dare un anello al play che doveva giocare per l’altra sponda di Los Angeles, sarebbe uno smacco significativo. Steve Ballmer ha in mente di creare uno stadio interamente per la sua franchigia entro il 2024, ma da qui a 8 anni le ambizioni sportive potrebbero essere totalmente capovolte e perchè no la parata potrebbe essere già avvenuta. Sponda Clippers questa volta.

 

I capi della città sono ancora loro.

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