Diciamoci la verità: la volontà di Larry Bird di portare lo small-ball in Indiana non ha mai convinto più di tanto tifosi e addetti ai lavori.

George, Hibbert e West in Gara 1 delle Eastern Conference Finals del 2013
I Pacers dell’era Vogel si sono sempre contraddistinti per avere uno stile di gioco solido, ‘classico’ se vogliamo, basato su forza fisica e tanta, tantissima difesa con due big man come David West e Roy Hibbert a farla da padrone sotto canestro. Dopo l’addio di entrambi, avvenuto in estate, Bird ha voluto fortemente un cambio di stile spostando il rientrante Paul George, poi successivamente C.J. Miles, nella posizione di power forward abbassando così notevolmente il quintetto e adattandolo all’ormai famoso small-ball.
Le prime uscite stagionali hanno portato 3 sconfitte consecutive, ma nel mese di novembre un George versione MVP ha guidato i Pacers ad un record di 11-2. Da dicembre invece sono iniziati i problemi: cali di concentrazione, innumerevoli palle perse, pochissimi assists a partita, i giocatori sembravano spaesati e il tutto si rifletteva sull’andamento della squadra. Era chiaro che il mese di novembre era stato un vero e proprio exploit, e le vittorie erano frutto di prestazioni fuori dal comune di PG13 piuttosto che del lavoro di squadra. Vogel prova anche a sperimentare inserendo Lavoy Allen in quintetto, riportando quindi un lungo puro nella posizione di 4, ma questo crea soltanto confusione con i giocatori costretti a passare da uno stile di gioco all’altro a partita in corso.
Ma il 17 gennaio succede qualcosa: Myles Turner, rientrato da poco dall’ infortunio (frattura del pollice sinistro), si vede improvvisamente aumentato il suo minutaggio nella partita contro Denver a causa dell’assenza di Ian Mahinmi, il rookie coglie la palla al balzo facendosi trovare pronto con una prestazione da 25 punti, 7 rimbalzi, 2 assist, 2 stoppate e 1 steals mettendo a segno 11 dei 13 tentativi dal campo. Quel giorno qualcosa cambia, il primo a rendersene conto è il coach Frank Vogel che, dopo altre ottime prestazioni, inserisce di sua volontà Turner in quintetto nella posizione di power forward andando contro a quanto imposto, o comunque fortemente voluto, in estate dal Presidente.

Myles Turner stoppa leBron James
Ma è il campo ad avere l’ultima parola: i Pacers con il quintetto titolare formato da George Hill, Monta Ellis, Paul George, Myles Turner e Ian Mahinmi sembrano rinati, non sono più quella squadra spaesata, sembrano aver ritrovato la loro identità…proprio quell’identità che li ha contraddistinti negli ultimi anni e che avevano solo accantonato per qualche mese. Anche Larry Bird si è dovuto rassegnare al fatto che così gli Indiana Pacers sono molto più competitivi, non ha ancora abbandonato la ‘sua’ small-ball, ma ha speso parole al miele per la 11^ scelta al Draft che potere rileggere qui.
La coppia Turner-Mahinmi si completa a meraviglia: il francese fa il lavoro sporco portando ottimi blocchi e prendendo rimbalzi permettendo così al rookie di esprimere al meglio il suo (fantastico) bagaglio offensivo, il prodotto da Texas University ricambia il favore spazzando l’area a suon di stoppate. Inoltre il buon Lavoy Allen, senza la pressione di essere un titolare, sta giocando le migliori partite della sua carriera.
Gli Indiana Pacers hanno vinto 4 delle 6 partite giocate con Turner titolare (perdendo contro 2 top team a Est: Cleveland Cavs e Atlanta Hawks) e, grazie ad un gruppo ritrovato e ad un calendario più abbordabile, sono pronti a risalire la classifica della Eastern Conference.

