Pau Gasol, l’ultimo artista del post-basso | Nba Passion
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Pau Gasol, l’ultimo artista del post-basso

LOS ANGELES, CA - MAY 19: Kobe Bryant #24 of the Los Angeles Lakers speaks to teammate Pau Gasol #16 while playing against the Oklahoma City Thunder in Game Four of the Western Conference Semifinals during the 2012 NBA Playoffs at Staples Center on May 19, 2012 in Los Angeles, California. NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and/or using this Photograph, user is consenting to the terms and conditions of the Getty Images License Agreement. Mandatory Copyright Notice: Copyright 2012 NBAE (Photo by Evan Gole/NBAE via Getty Images)

Pau Gasol, l’ultimo artista del post-basso

In una NBA sempre più atletica e veloce e con il gioco sempre più votato al tiro da 3 punti ed ai pick and roll , Pau Gasol è’ quella che si può definire una mosca bianca . Tecnica sopraffina e mani da clavicembalista ,il piu’ grande dei fratelli Gasol è uno dei pochi specialisti del post – basso rimasti in circolazione (insieme proprio al fratello Marc e pochi altri eletti ) . Quasi 2,15 metri e braccia interminabili, il catalano è’ oramai nella NBA da 15 anni ed alla veneranda età di 36 anni continua ad insegnare pallacanestro dal suo ufficio in post-basso .

Il primo Gasol

Eppure, quando è entrato nella lega nel 2001 selezionato dagli allora Vancouver Grizzlies (diventati poi successivamente i Memphis Grizzlies) dopo l’esperienza al Barcellona, Pau era un giocatore diverso di quello che è ora , era uno specialista del tiro dalla mid – range in una lega dove , per intenderci , troneggiava Shaquille O’Neal che combatteva contro i vari Webber, Yao, Divac e Sabonis di questo mondo . Era un basket diverso : meno rapido , molti palloni in post , anche con vari isolamenti e Gasol nonostante la stazza andava in controtendenza rispetto a tutti i grandi pari ruolo . Non che non sapesse giocare in post , anzi , le mani sono sempre state educatissime e la tecnica non è mai mancata …semplicemente il primo Gasol preferiva la mid-range al duro e fisico gioco in post .

Il cambiamento

Pau Gasol e Derrick Rose contro gli Atlanta Hawks

Pau Gasol e Derrick Rose contro gli Atlanta Hawks

Se parliamo di statistiche, Pau Gasol fa segnare i suoi numeri migliori proprio a Memphis , ma la vera svolta per la sua carriera arriva nel febbraio 2008 quando con una trade che all’epoca fu ampiamente discussa ( con il senno di poi invece si potrebbe dire che proprio male non è stata per i Grizzlies …) viene ceduto ai Lakers dove fa conoscenza con la leadership e la mentalità di un certo Kobe BryantGasol ci mette poco ad entrare in sintonia con il Mamba e nel frattempo affina il suo gioco , si avvicina a canestro con meno riluttanza e inizia per davvero a sfruttare quelle sue doti innate :inizia a crearsi un repertorio in post – basso senza limiti , con pochissimi eguali mentre la lega inizia a spostarsi verso un gioco più perimetrale con il ruolo dell’ala forte che inizia ad indirizzarsi verso una dimensione diversa , ovvero quella di un giocatore in grado di aprire il campo e magari far male anche da 3 punti . Lo spagnolo va ancora una volta controcorrente : mentre la maggior parte dei lunghi si allontanano da canestro , lui invece va verso il pitturato . Con la sua infinita classe abbinata alla giusta mentalità ( a dire il vero un po’ latente nelle prime finali in maglia Lakers ) insieme a Kobe Bryant ( e non solo) porta i Lakers a 3 finali consecutive di cui le ultime 2 vinte . Dopo qualche anno da separato in casa in maglia Lakers , la sua carriera riprende da Chicago , con i Bulls nella passata stagione . Il talento c’è sempre stato , la tecnica cristallina pure (anche se per qualche stagione un po’ appannate dalle controversie con la dirigenza Lakers ) : Gasol sembra vivere una seconda giovinezza ma le cose a Chicago non vanno troppo bene per una serie di congiunzioni astrali e non solo . In questa stagione abbiamo però l’ultima (o almeno credo ) trasformazione : Pau diventa un giocatore sempre più da post – basso a cui aggiunge però anche una relativa pericolosità dall’arco (1 tripla tantata di media a partita in questa stagione con il 35%)ma con un minutaggio inferiore( in modo da potersi gestire meglio) ma sempre efficacissimo . Ora , a 36 anni la nuova avventura in maglia Spurs dove troverà un allenatore e un sistema di gioco sicuramente adattissimi al suo QI cestistico e al suo gioco…fino a qualche mese fa in quel ruolo c’era Tim Duncan!

Il rovescio della medaglia: la metà campo difensiva

Per quanto riguarda invece l’altra metà campo, quella difensiva , Gasol è ‘ sempre stato piu’ ‘pigro’ ed incostante rispetto alla fase offensiva . Non un atleta stratosferico , ma con una grande verticalità , un grande senso della posizione e tempo per la stoppata che però a volte dimenticava di avere . Con l’approdo ai Lakers e lo scontro con una realtà diversa dove si giocava per vincere , le pause sono diminuite di parecchio e anche nella sua metà campo il buon Pau è stato determinante nei 2 Titoli vinti dopo che nelle prime finals giocate e perse contro i Celtics si era guadagnato il soprannome di “Gasoft”

Ricapitolando, Gasol è un giocatore più unico che raro nella Nba moderna, ma la sua classe e la sua intelligenza restano un’arma importantissima da poter sfruttare e probabilmente è finito nella squadra che meglio potrà esaltare questa sua “rarità”…Quindi tutti pronti a goderci un’altra annata del professor Gasol: l’artista del post-basso in una lega dove il post-basso sta scomparendo…

Felice Caporaso
felixcap@hotmail.it

scrivo per passione verso questo meraviglioso sport, per poter condividere il mio pensiero e poter creare dibattiti interessanti e proficui.

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