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Pau Gasol, l’ultimo artista del post-basso

di Felice Caporaso

In una NBA sempre più atletica e veloce e con il gioco sempre più votato al tiro da 3 punti ed ai pick and roll , Pau Gasol è’ quella che si può definire una mosca bianca . Tecnica sopraffina e mani da clavicembalista ,il piu’ grande dei fratelli Gasol è uno dei pochi specialisti del post – basso rimasti in circolazione (insieme proprio al fratello Marc e pochi altri eletti ) . Quasi 2,15 metri e braccia interminabili, il catalano è’ oramai nella NBA da 15 anni ed alla veneranda età di 36 anni continua ad insegnare pallacanestro dal suo ufficio in post-basso .

Il primo Gasol

Eppure, quando è entrato nella lega nel 2001 selezionato dagli allora Vancouver Grizzlies (diventati poi successivamente i Memphis Grizzlies) dopo l’esperienza al Barcellona, Pau era un giocatore diverso di quello che è ora , era uno specialista del tiro dalla mid – range in una lega dove , per intenderci , troneggiava Shaquille O’Neal che combatteva contro i vari Webber, Yao, Divac e Sabonis di questo mondo . Era un basket diverso : meno rapido , molti palloni in post , anche con vari isolamenti e Gasol nonostante la stazza andava in controtendenza rispetto a tutti i grandi pari ruolo . Non che non sapesse giocare in post , anzi , le mani sono sempre state educatissime e la tecnica non è mai mancata …semplicemente il primo Gasol preferiva la mid-range al duro e fisico gioco in post .

Il cambiamento

Pau Gasol e Derrick Rose contro gli Atlanta Hawks

Pau Gasol e Derrick Rose contro gli Atlanta Hawks

Se parliamo di statistiche, Pau Gasol fa segnare i suoi numeri migliori proprio a Memphis , ma la vera svolta per la sua carriera arriva nel febbraio 2008 quando con una trade che all’epoca fu ampiamente discussa ( con il senno di poi invece si potrebbe dire che proprio male non è stata per i Grizzlies …) viene ceduto ai Lakers dove fa conoscenza con la leadership e la mentalità di un certo Kobe BryantGasol ci mette poco ad entrare in sintonia con il Mamba e nel frattempo affina il suo gioco , si avvicina a canestro con meno riluttanza e inizia per davvero a sfruttare quelle sue doti innate :inizia a crearsi un repertorio in post – basso senza limiti , con pochissimi eguali mentre la lega inizia a spostarsi verso un gioco più perimetrale con il ruolo dell’ala forte che inizia ad indirizzarsi verso una dimensione diversa , ovvero quella di un giocatore in grado di aprire il campo e magari far male anche da 3 punti . Lo spagnolo va ancora una volta controcorrente : mentre la maggior parte dei lunghi si allontanano da canestro , lui invece va verso il pitturato . Con la sua infinita classe abbinata alla giusta mentalità ( a dire il vero un po’ latente nelle prime finali in maglia Lakers ) insieme a Kobe Bryant ( e non solo) porta i Lakers a 3 finali consecutive di cui le ultime 2 vinte . Dopo qualche anno da separato in casa in maglia Lakers , la sua carriera riprende da Chicago , con i Bulls nella passata stagione . Il talento c’è sempre stato , la tecnica cristallina pure (anche se per qualche stagione un po’ appannate dalle controversie con la dirigenza Lakers ) : Gasol sembra vivere una seconda giovinezza ma le cose a Chicago non vanno troppo bene per una serie di congiunzioni astrali e non solo . In questa stagione abbiamo però l’ultima (o almeno credo ) trasformazione : Pau diventa un giocatore sempre più da post – basso a cui aggiunge però anche una relativa pericolosità dall’arco (1 tripla tantata di media a partita in questa stagione con il 35%)ma con un minutaggio inferiore( in modo da potersi gestire meglio) ma sempre efficacissimo . Ora , a 36 anni la nuova avventura in maglia Spurs dove troverà un allenatore e un sistema di gioco sicuramente adattissimi al suo QI cestistico e al suo gioco…fino a qualche mese fa in quel ruolo c’era Tim Duncan!

Il rovescio della medaglia: la metà campo difensiva

Per quanto riguarda invece l’altra metà campo, quella difensiva , Gasol è ‘ sempre stato piu’ ‘pigro’ ed incostante rispetto alla fase offensiva . Non un atleta stratosferico , ma con una grande verticalità , un grande senso della posizione e tempo per la stoppata che però a volte dimenticava di avere . Con l’approdo ai Lakers e lo scontro con una realtà diversa dove si giocava per vincere , le pause sono diminuite di parecchio e anche nella sua metà campo il buon Pau è stato determinante nei 2 Titoli vinti dopo che nelle prime finals giocate e perse contro i Celtics si era guadagnato il soprannome di “Gasoft”

Ricapitolando, Gasol è un giocatore più unico che raro nella Nba moderna, ma la sua classe e la sua intelligenza restano un’arma importantissima da poter sfruttare e probabilmente è finito nella squadra che meglio potrà esaltare questa sua “rarità”…Quindi tutti pronti a goderci un’altra annata del professor Gasol: l’artista del post-basso in una lega dove il post-basso sta scomparendo…

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