It’s over! Eric Bledsoe e i Suns ancora insieme. Contento lui che andrà a percepire le cifre richieste (ben 70 mln in 5 anni), contenta la franchigia che ha provato a trattenere Eric in tutti i modi, riuscendoci.
Ed ora? Sicuramente la situazione in casa Suns diventa interessante: con la permanenza quindi del 24enne ex Clippers e con la conferma del Most Improved Player, Goran Dragic (i dirigenti saranno sicuramente soddisfatti del mondiale dello sloveno), il loro backcourt diventa quindi potenzialmente devastante e ancor più dinamico se andiamo a considerare gli innesti estivi di Isaiah Thomas arrivato dai Kings, e dal talento proveniente da Syracuse, Tyler Ennis.
Un parco guardie di tutto rispetto. A giovarne non può che essere Coach Hornacek, già entusiasta all’idea di avere a disposizione tanto talento: “Guardando al nostro backcourt, abbiamo la possibilità di avere due di quei ragazzi in campo in ogni momento”, ha detto. “Quando ciò accadrà le squadre saranno costrette a cambiare gioco. Ci saranno doppi abbinamenti. Sanno come gestire questo tipo di pressione.” Parole che traspirano tanta fiducia.
Da queste dichiarazioni capiamo quindi che, il gioco offensivo dei Suns, sarà basato principalmente su due cardini: un movimento di palla veloce volto a disunire le difese avversarie, che permetterà quindi proprio come lo scorso anno, un gran numero di transizioni offensive.
Ma se il parco guardie fa sorridere Coach Hornacek, di certo non si potrà dire lo stesso per quanto riguarda il discorso centri. Torna Okafor dopo un lungo stop è vero, ma non si può pensare di fare affidamento su di lui per tutta la stagione. Ragion per cui la soluzione più ovvia sembra proprio quella di adattare nuovamente Miles Plumlee nel ruolo di 5, con l’obbiettivo di lottare su più rimbalzi possibili in attacco e in difesa, volti poi a ribaltare velocemente il fronte e dar spazio alle transizioni offensive dei suoi compagni.
I Suns si apprestano quindi ad una stagione piena di fiducia e speranza, quella di riuscire a centrare, dopo anni nei bassifondi della Western Conference, un posto nei Playoffs. La squadra è giovane, il talento c’è, un bravo coach pure. Se verranno confermate le prestazioni della passata stagione, se Plumlee e Okafor riusciranno a dare il giusto contributo sopperendo all’assenza di un lungo di un certo livello, e se i nuovi arrivi, in particolare quello di Thomas, riusciranno a dare l’apporto sperato, in Arizona quest’anno ci sarà da divertirsi.
Per Nba Passion,
Mario Tomaino


