Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsLA ClippersPotrebbe essere la fine di un’era: Anche Paul Pierce medita il ritiro?

Potrebbe essere la fine di un’era: Anche Paul Pierce medita il ritiro?

di Leo Lucio Screnci

Kevin Garnett, Kobe Bryant, Paul Pierce, Dirk Nowitzki, Tim Duncan, Manu Ginobili. Questi sono alcuni giocatori che, a partire dal prossimo anno, potremmo non rivedere più calcare i parquet americani dell’NBA. Il numero 24 dei Los Angeles Lakers ha da poco più di una settimana annunciato il suo ritiro ufficiale al termine dell’attuale stagione. Il clamore mediatico intorno a tale annuncio è stato incredibile. Tutto questo fermento ha colpito direttamente ed indirettamente anche i suoi colleghi coetanei che, sempre come lui, hanno fatto la storia di questo sport. Direttamente si sono sentiti in dovere, giustamente, di rendere omaggio alla carriera ventennale di Bryant.

Dec 9, 2015; Minneapolis, MN, USA; Los Angeles Lakers forward Kobe Bryant (24) hugs Minnesota Timberwolves forward Kevin Garnett (21) before the game at Target Center. Mandatory Credit: Jesse Johnson-USA TODAY Sports

Kevin Garnett abbraccia Kobe Bryant prima della sua ultima partita in casa dei Minnesota Timberwolves

Indirettamente hanno iniziato a porsi delle domande riguardo le proprie carriere ed il proprio futuro: Quanto posso andare ancora avanti? Il mio corpo riuscirà a gestire le fatiche di un’altra stagione? Posso dare ancora un reale contributo alla mia squadra e ad i miei compagni? O è meglio farsi da parte e lasciare spazio ai giovani? Per molti dei giocatori sopra citati il futuro appare abbastanza chiaro e definito.

Garnett svolge già attualmente un ruolo più da leader esperto, che insegna ai giovani la chiave per arrivare alla vittoria, che da giocatore (nonostante nei suoi non elevati minuti di impiego sia ancora in grado di tirare fuori dal cilindro grandi giocate). Attualmente, invece, la parola ritiro non può essere minimamente accostata al nome di Dirk Nowitzki; e guardando il modo in cui sta giocando, a 37 anni, non si può che dargli ragione. Duncan e Ginobili invece seguono il trend inverso. Ogni stagione per loro dovrebbe essere la stagione. Ma poi, 82 partite dopo, fatte di successi e di elevata competitività, si guardano negli occhi e capiscono che non è ancora giunto il momento di lasciare gli speroni.

La questione ritiro sembra invece essere attuale per Paul Pierce. Il giocatore ex Boston Celtics e Washington Wizards è riuscito, dopo quasi 20 anni, a tornare vicino casa sua (essendo nato ad Oakland) per giocare gli ultimi anni in NBA nell’amata e cara California. Questa estate The Truth si è accordato con i Los Angeles Clippers sulla base di un contratto triennale da 10.5 milioni di dollari. Il suo obiettivo come sempre è il Larry O’Brien Trophy, ammettendo la possibilità di un immediato ritiro in caso di trofeo. A discapito di queste sue parole, Paul sembra aver fatto marcia indietro, iniziando a riflettere su un possibile abbandono già al termine di questa stagione, con o senza anello al dito.

Pierce ha ammesso di trovarsi attualmente nel momento peggiore della sua carriera da giocatore professionista. Ecco alcune sue dichiarazioni riportate da basketball.gm.com: “Più invecchi e più ti rendi conto di non riuscire a fare cose che prima eri in grado di fare. Ed inizi a pensare che forse è giunto il momento”.

Queste pochi frasi suonano più come un’anticipazione di quello che succederà; ma, nonostante ciò, ogni discorso è rinviato alla fine della stagione. Nessun’ altro annuncio, come quello di Bryant, dovrebbe essere fatto prima della prossima estate. In quei mesi però il cuore di un tifoso potrebbe essere colpito da molteplici fitte, una per ogni ritiro.

Sperando che Kevin, Tim, Manu e Dirk desistano. Il cuore di un amante del gioco non può reggere così tanti colpi.

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