Home NBA, National Basketball AssociationEurolega: Power Raking 2016/2017 Seconda Parte

Eurolega: Power Raking 2016/2017 Seconda Parte

di Mirko Pellecchia

Eurolega

Seconda parte del power raking stagionale dell’Eurolega.

Oggi andremo ad analizzare le squadre che vanno dalla 8 alla 1.

 

 

8- EFES INSTANBUL

L’Efes ha preso parte ai playoff di Eurolega per quattro volte ma, tuttavia, non è mai riuscito a qualificarsi per le Final Four.

Velimir Perasovic è  tornato a Istanbul per cercare di replicare la fantastica cavalcata compiuta lo scorso anno con il Baskonia.

Quest’anno, però, avrà a disposizione un roster nettamente migliore con una maggiore profondità in panchina.

Molti dei protagonisti dello scorso anno (Heurtel, Dunston, Osman, Marrone, Granger, Balbay, Korkmaz) sono rimasti in e le aggiunte hanno innalzato la qualità della squadra e non di poco (Omic, Honeycutt, Cotton, Thomas).

L’allenatore croato vuole costruire una squadra veloce con qualità atletiche senza avere un go-to-guy.

Il pressing difensivo, le buone spaziature e tanti giocatori diversi tra di loro ma che si completano a vicenda potranno garantire anche quest’announ lungo cammino all’Efes.

 

 

7- DARUSSAFAKA DOGUS INSTANBUL

Nella loro seconda apparizione consecutiva in Eurolega, il  Darussafaka è determinato nel diventare la sorpresa della stagione.
Ma essere considerata davvero una “sorpresa” una squadra con un budget tra i più alti in Europa, con David Blatt in panchina e con dei giocatori tra i più richiesti a roster?
 I turchi hanno la maggior parte dei giocatori della scorsa stagione facendo poche aggiunte ma mirate. La qualità di Wanamaker, James Anderson, Moerman, Clyburn, e Bertans è indiscutibile.
 L’unica pecca è che, fatta eccezione per Marcus Slaughter, nessun giocatore ha preso parte alle Final Four.
Tuttavia, se Blatt riuscirà a imprimere il suo basket, non sarebbe del tutto irrealistico pensare di andare avanti nei playoff.
6- PANATHINAIKOS
Il Panathinaikos vuole tornare alle Final Four di Istanbul dopo cinque anni di assenza.
Gli investimenti fatti sono stati più che importanti come ad esempio l’acquisto di Bourousis, reduce dalla sua miglior stagione di sempre, quello di due lughi atletici come Singleton e Nichols o di 3&D come Rivers.

Pedoulakis è chiamato a creara la giusta chimica rapidamente al fine di coprire il gap che l’infortunio di James ha creato ma anche per scacciare il “fantasma” di Diamantidis il più rapidamente possibile.

I ‘verdi’ giocheranno un a basket veloce e attraente e, in base al loro roster, potranno raggiungere l’obiettivo minimo che si sono imposti in modo relativamente semplice.
 
5- OLYMPIAKOS

Lo scorso anno l’Olympiakos è rimasto fuori dai playoff dopo 10 anni di qualificazioni consecutive ma tuttavia è riuscito a vincere il secondo campionato greco consecutivo e allora hanno deciso di fidarsi del nucleo principale che si è venuto a creare.

I vicecampioni del 2015 hanno aggiunto solo Erick Green come vice Spanoulis con l’obiettivo di avere un giocatore veloce e atletico capace di giocare uno contro uno.

Molto passerà per il ritorno di Patrick Young, potenzialmente dominante contro tutti ma che lo scorso anno si infortunò proprio sul più bello.

 Nel frattempo Birch dovrà cercare di colmare (l’enorme) vuoto lasciato dalla aprtenza di Otello Hunter.

L’Olympiacos è essenzialmente una squadra completata, esperta e in grado di andare lontanto, molto lontano…

 

 

4- BARCELLONA

Il Barcellona, dopo essere rimasto lontano dalle Final Four per due anni, ha deciso di chiudere l’era Pascual per dare il via a quella di Bartzokas.

I catalani hanno adoperato pochi ma importanti cambiamenti nel proprio roster.

Satoransky e Arroyo sono stati sostituiti da Rice e Koponen mentre Claver va ad aggiungersi al pacchetto esterni.

L’allenatore greco inoltre ha rinnovato la sua fiducia aDoellman e Dorsey.

I balugrana saranno molto diversi rispetto al Lokomotiv dello scorso anno il quale aveva lunghi più atletici ma meno tiratori .

Se Navarro e soci riusciranno a colmare le lacune difensive non avranno problemi nell’arrvare tra le prime quattro d’Europa.

 

 

 

3- REAL MADRID

Nella passata edizione il Real Madrid non è riuscito a difendere il titolo conquistato l’anno prima.

Tuttavia, con ancora Pablo Laso in panchina, la squadra è rimasta intatta e con essa la sua filosofia.

 La partenza di Sergio Rodriguez per la NBA, però, ha incasinato i piani dei madrileni.

Il Real ha deciso di richiamare l’ottimo difensore Draper oltre al concedere al giovansisimo Doncic un ruolo di primo piano.

La guardia slovena ha un talento eccezionale e, se riuscirà a mantere le aspettative, la scommessa madrilena potrebbe pagare.

Sono stati inoltre acquistati giocatori del calibro di Hunter e Randolph, quest’ultimo grande protagonista dei playoff 2015/2016.

Al di là di questo c’è bisogno di aumentare  il livello di impegno in difesa oltre all’efficacia quando (soprattutto) Draper, Maciulis e Hunter non sono sul parquet.

 

 

2- FENERBACHE

 

Le due apparizioni consecutive alle Final Four dimostrano che, la strada intrapesa dal Fenerbache, è quella che porta dritto al trofeo.

La chimica per Obradovic non sarà di certo un problema dal momento che è riuscito a convincere Vesely e Udoh a rimanere nonostante le insistenti sirene NBA.

Oltre a loro, anche Bogdanovic ha anche deciso di voltare le spalle alla legha americana.

A questo punto hanno aggiunto al loro roster solo l’MVP del campionato italiano della scorsa stagione, James Nunnally.

L’ex Avellino, dalla panchina, ha da offrire punti (tanti) ed energia (tantissima).

La pressione su di loro sarà enormevisto che le Final Four si svolgeranno ad Instanbul…

 

 

 

1- CSKA MOSCA

 

Dopo sette stagioni consecutive senza successi il CSKA è riuscito finalmente a portarsi a casa l’Eurolega.

I moscoviti hanno confermato in blocco il roster facendo un’unica aggiunta ovvero quella di Jeff Ayres, campione NBA nel 2014.

Le armi principali del CSKA resteranno ancora una volta il duo De Colo-Teodosic ( tutto più facile con loro https://www.youtube.com/watch?v=uRsKMfLQhsY ) e la difesa.

La pressione psicolgica è stata eliminata lo scorso anno a Berlino e così ora il CSKA potrà esprimersi ancora meglio

Il fattore campo  sembra ormai scontato e a quel punto, la Final Four e il trofeo sembreranno più vicini.

 

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