L’Olympiacos ce l’ha fatta: l’Euroleague finisce in mano ai reds, che hanno trionfato su un Real Madrid ridotto a giocare senza centri di ruolo visti gli infortuni di Tavares, Len e Garuba. La formazione di Scariolo ha fatto un mezzo miracolo nel restare avanti a lungo e nell’avere anche più di qualche opportunità prima per vincere e poi per forzare l’overtime, prima di cadere sotto le giocate di Tyrique Jones ed Alec Peters, anche se il premio di MVP è andato ad Evan Fournier, semplicemente immarcabile nel rientro dei greci nel secondo quarto, capaci anche di mettere la testa avanti.
Finisce 92-85 per la formazione di Bartzokas, che torna a vincere il massimo trofeo continentale 13 anni dopo: anche in quell’occasione – casualità – l’avversario era proprio il Real Madrid. Sono 4 i giocatori in doppia cifra per l’Olympiacos: Fournier miglior marcatore a quota 20, seguito da un super Peters con 16, dai 12 di Vezenkov e dai 10 di un insospettabile Walkup. In doppia cifra per i blancos ci vanno un super Lyles da 24 con 8 rimbalzi, Hezonja con 19 e Feliz con 13 (e la tripla dell’overtime sbagliata).
L’Olympiacos batte il Real Madrid e vince l’Euroleague
Alla fine trionfa l’Olympiacos. Nella casa degli acerrimi nemici del Panathinaikos (sede scelta per ospitare le F4) i reds battono un Real Madrid che ha fatto tutto quello che poteva in qualsiasi momento nonostante si trovasse senza centri: proprio l’assenza di un “5” di ruolo si è rivelato fattore cruciale nell’ultimo quarto, quando i blancos – pagando la stanchezza – hanno iniziato a tirare da tre punti con meno fortuna e quando magari serviva catturare un paio di rimbalzi in più con fisicità, centimetri e kilogrammi.
La qualità messa in campo dalle due squadre è stata altissima, con la squadra di Bartzokas che ha avuto la capacità di non disunirsi nei due momenti più complicati del match, il primo sul -12 di inizio partita ed il secondo sul -6 al 29’45”. Si sono risposte colpo su colpo con giocate da campioni da una parte e dall’altra, tra Fournier ed un insospettabile ma clamoroso Lyles, capaci di determinare con personalità, talento e qualità. Ma – alla fine – è emerso il killer instict di un Alec Peters che avrebbe meritato il premio di MVP: 16 con 5/6 dal campo ed 8 rimbalzi.
Scariolo aveva preparato in maniera egregia la partita, sfruttando le qualità balistiche dei suoi esterni, giocando ad alto ritmo, attaccando i pari ruolo reds e “chiamando fuori” i lunghi, puntualmente infilzati dagli assalti di Lyles, Maledon, Hezonja e Feliz. A fare la differenza però è la fisicità venuta fuori alla lunga, unita alla grande qualità greca: 42-26 il dato dei rimbalzi per i reds, che hanno tirato con un super 50% da oltre l’arco (10/20) oltre che con un ottimo 82% a cronometro fermo. Torna campione l’Olympiacos dopo 13 anni, che in semifinale aveva battuto i campioni uscenti del Fenerbahce.


























