Home NBA, National Basketball AssociationPower Ranking NBA: chi sale e chi scende per la vittoria finale

Power Ranking NBA: chi sale e chi scende per la vittoria finale

di Francesco Damone
lakerslebron james

Power Ranking NBA top 5

5 – Los Angeles Clippers. Posizione invariata per loro. Continuano a tenere botta in campionato e provano a stare dietro ai Cugini più famosi. Con 8 vittorie e 4 sconfitte sono secondi a Ovest e con un ritrovato Leonard possono fare una grande stagione. I nuovi arrivati continuano a sorprendere, Batum e Ibaka sembrano giocare insieme da tempo. Menzione speciale per Paul George che sembra più motivato che mai e nel ranking per l’MVP di fine stagione si posiziona al terzo posto secondo la MVP Race NBA.

4 – Philadelphia 76ers. Martoriati dal Covid e dagli infortuni resistono sia in questa che nell’altra classifica! Questa squadra ha carattere da vendere e mantiene il secondo posto a Est con un record di 9-4. Embiid quando gioca domina, Howard e Danny Green sono preziosissimi. Nonostante siano andati a un passo dall’arrivare a Harden prima dei Nets, forse è un bene aver tenuto tutto il gruppo per ripartire insieme dopo alcune partite difficili. Una cosa è certa, questa squadra con tutti i giocatori recuperati può arrivare lontano, nonostante quest’anno a Est ci siamo i temibili Brooklyn Nets.

3 – Brooklyn Nets. Luci e ombre. I Nets vivono ogni giorno nuove vicende, buone o cattive che siano. Un rollercoaster di emozioni i loro primi due mesi di regular season. Attualmente sono sesti a Est con 7 vittorie e 6 sconfitte, ma tutta la loro stagione dipende da tre fattori: il caso Irving, la tenuta fisica di Durant e l’arrivo di Harden. Irving è al centro dell’attenzione perché non gioca da ormai 5 partite, nonostante il grande inizio, e apparentemente nessuno sa il motivo. La lega minaccia i Nets di multa e provvedimenti disciplinari, ma coach Nash smentisce ogni cosa. Kyrie a quanto pare deve ancora maturare. Con l’arrivo di Harden, i Nets hanno un tridente fantastico con KD e Irving, ma avere grandi nomi non basta; riuscirà il team di coach Nash a trovare una quadratura a questa squadra? Ricordiamo anche che hanno perso Allen, LeVert e Dinwiddie, i primi due scambiati, il terzo per infortunio. Sono un grande punto interrogativo, ma i numeri sono assolutamente dalla loro.

2 – Milwaukee Bucks. Questa squadra sta prendendo il ritmo giusto. Guadagna una posizione e ormai guarda solo avanti. Dopo un inizio non brillante i Bucks iniziano a vincerle tutte con uno scarto importate e ora sono terzi a Est con un record di 8-4. Coach Budenholzer ha finalmente delle rotazioni lunghe che consentono di non forzare i titolari. Siamo a inizio stagione e nessuno (se non in casi di estrema necessità) gioca più di 30 (massimo 35) minuti a partita. Per ora hanno iniziato a ingranare e Giannis non ancora veste i panni da MVP. L’obiettivo restano le Finals, anche se molto dipenderà dalle altre contender (i Nets su tutti). Menzione speciale per Bobby Portis e Bryn Forbes che in uscita dalla panchina stanno facendo la differenza.

1 – Los Angeles Lakers. La musica per ora non cambia, anzi. I Lakers hanno il record migliore del campionato con 10-3 e da quando il Re ha festeggiato i 36 anni, sembra averne persi 10. La loro forza è stata chiudere il mercato prima delle altre e poter giocare con gli stessi giocatori dall’inizio. La squadra è un connubio perfetto tra veterani che hanno una delle ultime chance per l’anello, giocatori che devono dimostrare di non essere solo comprimari o “sesti uomini” e giovani di talento. In tutto ciò, la pedina fondamentale è sempre LeBron James, e se continuerà a giocare così sarà davvero difficile provare a fare “scacco matto” quest’anno.

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