Nelle ultime ore si è diffusa la notizia che nessun amante del gioco avrebbe voluto ricevere: Steve Nash, ormai 40enne playmaker dei Los Angeles Lakers, sarà costretto a saltare l’intera stagione a causa di gravi problemi alla schiena. Schiena che gli sta impedendo di chiudere al meglio una carriera fantastica, a cui manca “solo” l’Anello NBA.
Nash ha vissuto gli ultimi due anni più in borghese che con la sua canotta gialloviola, raccogliendo la miseria di 65 presenze: una vera e propria maledizione. Sin dall’ultima versione di Nash con la maglia dei Suns si era avvertito un declino fisico del tutto normale per un giocatore allora con 38 primavere e 16 stagioni NBA sulle spalle, ma adesso, dopo l’ennesimo stop, il rischio di non vederlo più sui campi da gioco è alto.
“Scendere sul parquet era la mia priorità per questa stagione ed è frustante non poterlo fare – racconta Nash nel comunicato ufficiale dei Lakers -. Ho lavorato duramente per mantenere il mio corpo in buone condizioni, ma sfortunatamente questa ricaduta mi impedisce di esprimermi in campo al massimo delle mie possibilità. Continuerò comunque a tifare per i miei compagni e mi concentrerò sulla mia salute”
” Sia per Steve che per i nostri fans è una grande delusione. Sappiamo quanto abbia lavorato duramente negli ultimi due anni per tenere il suo corpo in forma per i canoni NBA e per scendere in campo, ma sfortunatamente non c’è riuscito. Non possiamo però che apprezzare i suoi sforzi e la sua professionalità” – queste le parole di gratitudine del g.m. dei Lakers Mitch Kupchak.
Dall’entourage dei losangelini e del giocatore massima riservatezza sul futuro di un campione appena entrato nel suo ultimo anno di contratto. La sensazione però è che il due volte MVP non sia mai stato così vicino al ritiro. Fosse così a dire addio all’NBA sarebbe l’ultimo grande vero playmaker della lega, che chiuderebbe così, al pari di John Stockton, la sua magnifica carriera senza riuscire a conquistare l’ambito titolo.
Per NBA Passion,
Francesco Bocchini


