Il quintetto small ball é diventato un’arma sempre più usata dagli allenatori a partire dalla passata stagione.
L’apoteosi del quintetto piccolo,o small ball, la ritroviamo nella gara 4 delle NBA Finals 2015, quando Steve Kerr, allenatore dei Golden State Warriors, sotto 2-1 nella serie, decide di togliere Bogut, sostituirlo con Igoudala (poi eletto come MVP delle Finals) e utilizzare Draymond Green.
Questa scelta tattica, nemmeno a dirlo, ha funzionato in pieno e la squadra di San Francisco da quel momento non ha sbagliato più una partita.
Ma perché lo small ball funziona? David Blatt,non adeguandosi al quintetto di Kerr e giocando sempre con Mozgov, non ha avuto problemi in attacco in gara 4 sfruttando sempre il Mismatch che Mozgov si trovava ad affrontare.
Invece in attacco per gli Warriors é stato tutto molto più facile rispetto alle prime 3 partite. L’attacco dello small ball si basa sul contropiede (arma principale dell’attacco di Kerr) e nell’allargare il campo: infatti avendo 5 esterni é normale che i giocatori vedano il campo più largo e per una squadra di tiratori e che si basa sull’entusiasmo come Golden State é un gioco da ragazzi tirare in contropiede e con il campo allargato.
Nella stagione 2015/2016 parecchie squadre useranno questo tipo di quintetto: si é già annunciato che i Pacers useranno Paul George come 4 atipico e Mahinmi o il rookie Myles Turner da centro tenendo Jordan Hill in panchina. Anche i Knicks, che per facilitare l’attacco “triangle”, useranno Carmelo Anthony come ala grande, che per le sue ricezioni in post basso sarà un ruolo che useranno moltissimo. Oltre ad utilizzare un’ala grande nata come un ala piccola, altre squadre come ad esempio i Nuggets, utilizzeranno un centro under-size come Faried per alternare la rotazione dei centri.
Per NBA Passion,
Giuseppe Cappucci

