Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsSuns: ecco le trade che potrebbero aiutare la franchigia nella lotta ai playoff

Suns: ecco le trade che potrebbero aiutare la franchigia nella lotta ai playoff

di Gabriel Greotti

I Phoenix Suns sono stati la vera e propria rivelazione della scorsa stagione e ad oggi, in una Western Conference piena di agguerrite concorrenti per la lotta ai playoff, continuano a comportarsi bene nonostante le varie carenze in alcuni aspetti del gioco.

I Suns sino a questo punto della stagione hanno un record di 28 vittorie e 21 sconfitte ed occupano l’ottava posizione della Western Conference, ultimo posto utile per approdare ai playoff. Hanno però un vantaggio di sole due gare sulla franchigia che occupa la nona posizione nella classifica della stessa Conference, i New Orleans Pelicans. Da quando sono state definite le rotazioni nel ruolo di point guard i Suns hanno ottenuto un record di 16-5, 10-5 nel mese di Gennaio.

Le carenze dei Suns riguardano soprattutto la circolazione di palla e la presenza a rimbalzo, aspetti nei quali la dirigenza della franchigia ha detto di volersi migliorare, aggiungendo che questo team non è certamente un “prodotto finito” per la lotta al titolo NBA. Il front office della franchigia dell’Arizona ha più volte detto che il roster è ancora in fase di assestamento, la dirigenza è alla ricerca di giocatori che possano contribuire sia nel breve che nel lungo periodo, e c’è la possibilità che vengano effettuate nuovi scambi prima della trade deadline di febbraio.

Tutto ciò può significare che la franchigia non sia intenzionata a scambiare i propri giovani per giocatori più esperti che potrebbero tornare utili in questa stagione ma non rientrerebbero nei progetti dei Suns nei prossimi tre-quattro anni, a meno che tali scambi non portino una maggior flessibilità a livello salariale che gioverebbe ai Suns nel futuro, in vista di nuove trade più vantaggiose. Queste considerazioni però portano anche ad un nuovo ragionamento: ai Suns non converrebbe scambiare qualcuno dei propri giocatori più importanti prima della chiusura ufficiale degli scambi, perchè questo potrebbe tradursi in un numero maggiore di sconfitte nella stagione corrente e quindi potrebbe sfumare il sogno playoff.

Anche Goran Dragic ha speso qualche parola a riguardo venerdì notte dicendosi fiducioso per il futuro dei Suns e sicuro che la franchigia sarà più attrezzata a vincere gli scontri fondamentali ai fini della lotta ai playoff nella prossima stagione e in quelle a venire.

Quali potrebbero essere i nomi adatti alla causa dei Suns? Due nomi su tutti: Luol Deng e Taj Gibson. Entrambi 6’9″ (206 cm) il primo in grado di giocare nelle posizioni di ala piccola ed ala grande; il secondo, più fisico e meno versatile, molto adatto al ruolo di ala grande. Deng porterebbe ai Suns tanta esperienza e un’ottima intensità difensiva, Gibson porterebbe esplosività, forze fresche e più protezione nel pitturato.

Per arrivare ad uno di questi due talenti però i Suns dovrebbero sacrificare uno tra i fratelli Morris insieme a Gerald Green o Isaiah Thomas. I Bulls sarebbero sicuramente più interessati ad uno dei fratelli Morris piuttosto che ad Isaiah Thomas dato che dispongono già del piccolo playmaker Aaron Brooks nel ruolo di backup di Derrick Rose, mentre i Miami Heat necessitano di una PG di livello come Isaiah Thomas dato che a roster non sembrano avere particolari stelle: Mario Chalmers e Norris Cole, con l’ultimo che pare abbia già preparato le valigie, sembrano non rientrare nei piani futuri della dirigenza Heat, e Napier acquisito nell’ultimo draft non sembra dare le garanzie per essere la point guard del futuro di Miami.

Sono disposti i Suns a sacrificare un giocatore di talento come potrebbe essere uno dei fratelli Morris o Isaiah Thomas pur di arrivare ad acquisire uno tra Deng e Gibson che garantirebbero soprattutto una maggior presenza a rimbalzo?

Per NBA Passion,
Gabriel Greotti

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