Qui Atlanta Falcons
Un volo a parabola ascendente, iniziato partendo dalla Georgia e che è pronto per concludersi a Houston. Con la speranza che i Falchi, con i loro artigli, riescano ad accaparrarsi un titolo solo sfiorato nel 1998. Da quell’anno in poi acqua sotto i ponti ne è passata: qualche soddisfazione, alcune doloranti cadute. Fino ad arrivare a giocarsi la gloria eterna ad un Super Bowl dopo una stagione da incorniciare. 11 vittorie e 5 sconfitte in RS, primo posto nella propria division e secondo nella National Football Conference. Poi la postseason. Archiviata la pratica Seattle Seahawks, la banda di Dan Quinn ha letteralmente spazzato via i Green Bay Packers, con una prova magistrale. Ed ora di fronte ci saranno i terribili Patriots degli iconici Brady e Bill Belichick. La più classica delle prove del nove.
“La miglior difesa è l’attacco”. No, non è una frase fatta, ma una sorta di mantra per gli Atlanta Falcons, che dispongono di un repertorio offensivo poliedrico e formidabile. Da leccarsi i baffi, per gli esteti del gioco. Lo dicono le cifre: 33.8 punti di media a partita, 540 complessivi (pareggiato il record dei Saint Louis Rams del 2000). Statistiche impressionati, significative, frutto dell’arguto lavoro dell‘offensive coordinator Kyle Shanahan.
Shanahan ha infatti istruito a dovere Matt Ryan, autore della sua migliore stagione in carriera. 38 touchdown, 4.944 yard, un rate da 117.1, numericamente parlando. Il nativo di Exon riesce a rilasciare con una facilità disarmante la palla per lanciare in profondità, o più esternamente. La tasca è la sua postazione prediletta da dove innescare i compagni con la coda nell’occhio e con una precisione chirurgica. Uno dei suoi target preferiti è senza dubbio il wide receiver Julio Jones, capace di non dare punti di riferimento alla retroguardia avversaria. Se è in giornata, è una bestia quasi immarcabile: in situazioni di 1 vs 1 potrebbe creare più di qualche grattacapo. L’altra arma affilata dell’attacco dei Falcons è il running game, terreno fertile per le sgroppate di Devonta Freeman e Tevin Coleman.
La difesa, specie in regular season, ha mostrato qualche sbavatura. L’importante sarà tenere sempre alta la guardia, perchè con il trasformismo e l’esperienza dei Pats non si può commettere il minimo errore. La defensive line dovrà cercare di fare breccia nella linea di scrimmage per sackare Brady, mentre la secondary avrà il compito di braccare in maniera asfissiante (di più) i target del quarteback di San Mateo.
Olivio Daniele Maggio & Luigi Ercolani


