Sappiamo tutti cosa ha passato Klay Thompson. Si è strappato il legamento crociato anteriore in Gara 6 delle NBA Finals 2019, e poi si è strappato il tendine d’Achille un anno dopo.
Due eventi che gli sono costati l’intera stagione 2019-20 e 2020-21.
Quando è tornato, è riuscito a viaggiare con una media di 20.4 punti per aiutare i Golden State Warriors a vincere il titolo del 2022, mentre la scorsa stagione (oltre a 21.9 punti di media) ha tirato con il 41% da 3 punti.
Ma le sue statistiche sono calate in questa stagione. Ora viaggia con 17.1 punti di media, la sua più bassa dalla seconda stagione che ha giocato in NBA, e sta tirando con solo un 41.5% dal campo e un 37.1% da 3 punti. Nel frattempo, i giovani della squadra hanno fatto grandi passi avanti, rendendo il suo ruolo sempre minore.
Dopo che Klay è stato escluso dalla formazione di chiusura per la seconda volta in tre partite, ha ammesso che è stato “molto difficile” guardare il tutto da bordo campo.
“Mi sta prendendo in giro?” ha detto quando gli è stato chiesto se il suo cambiamento di ruolo è stato un adattamento alle varie circostanze. “Passare dall’essere uno dei migliori giocatori a questo… è difficile per chiunque”.
Ora, ufficialmente a due terzi della stagione, Golden State è ancora al dodicesimo posto della classifica della Western Conference, una partita dietro agli Utah Jazz (decimo posto) e una partita e mezzo dietro ai Los Angeles Lakers (nono posto).
Ma non solo devono risalire la classifica. Devono anche continuare a fare i conti con la realtà, con il ruolo di Thompson nella formazione, e soprattutto nei momenti più importanti delle partite.
