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Yale e la NBA collaborano per un test rapido per il COVID-19

di Luca Ricci

La NBA il mese prossimo riaprirà lo svolgimento delle gare dopo quasi 4 mesi di stop, ma ciò nonostante, la pandemia causata dal COVID-19 negli Stati Uniti non accenna a placarsi. Durante la riapertura la NBA collaborerà con i ricercatori  della Yale School of Public Health e la associazione giocatori per studiare un metodo di riconoscimento contro il coronavirus.

Questo metodo si baserebbe sulla saliva boccale, per andare a riconoscere rapidamente i contagiati di COVID-19. La Yale School ha dichiarato a USA Today che il nome del test sarà SalivaDirect, il test non sarà obbligatorio per giocatori, staff e allenatori. Chi volesse sottoporsi al test dovrà farlo da volontario.

I nostri giocatori sono entusiasti di far parte di questo studio“. Ha dichiarato Joe Rogowski della NBPA a USA Today “Non solo offre ai giocatori un metodo alternativo di test all’interno del campus NBA che si terrà ad Orlando, ma darà loro la possibilità di sfruttare i loro test  per contribuire alla salute pubblica nella lotta al virus“.

Lo sviluppo del test SalivaDirect

Attualmente il test per il coronavirus viene applicato con un tampone rinofaringeo. Secondo uno studio, il campione in questione necessiterebbe solamente di una piccola quantità di saliva.

Questo metodo oltre ad essere meno costoso, va a preservare maggiormente la salute dei sanitari. Giocatori, allenatori e staff verranno regolarmente sottoposti a test durante la permanenza a Disney Word a Orlando, Florida.

I volontari per il test SalivaDirect daranno la possibilità ai ricercatori di confrontare risultati dei test per determinarne l’efficacia.

Parlando con i nostri partner della NBA abbiamo saputo da loro che, oltre a trovare test meno invasivi per i giocatori, c’è un forte interesse nel aiutare le comunità più povere. E abbiamo capito che i nostri interessi erano reciproci“. Queste le parole del professor Nathan Grubaugh della Yale School tramite USA Today.

Nonostante non sia chiaro quanto sia efficacie il test SalivaDirect, ma confrontato con i test più raccomandati di quasi 150 casi, presso lo New Heaven Hospital, è stato riscontrato che il campione basato sulla saliva ha una maggiore sensibilità di rilevazione e coerenza nel corso di una possibile infezione rispetto all’approccio rinofaringeo.

L’epidemia di COVID-19 in Florida

Negli Stati Uniti sono stati confermati quasi 2.3 milioni di contagiati di coronavirus, con 120.000 decessi dovuti al virus.

La Florida ha visto il proprio numero di contagiati salire in maniera vertiginosa negli ultimi giorni andando a stabilire il record di settimana di 100.000 casi. La contea di Orange in Florida, dove si trova Disney Word ha avuto 5.100 casi confermati diventando la quinta contea più colpita dello stato.

La NBA ha programmato la ripresa il 30 luglio in una “bolla di sicurezza” all’interno del campus Disney. Il commissioner della lega Adam Silver si è detto preoccupato per il picco di contagi nello stato.

Questo è un focolaio molto grave e peggiorerà“. Ha detto Zachary Binney, epidemiologo della Emory University “Per quanto mi riguarda siamo vicini al bottone del panico, anche con la bolla e tutto il resto sono molto molto preoccupato. Il piano della NBA va bene“, ha aggiunto sempre Zachary “Quello che sta succedendo non è colpa della NBA. Questo è lo stato della Florida. La NBA non ha fatto niente di male, se non scegliere proprio Orlando“.

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