“Sarò in campo anche l’anno prossimo”. Queste le parole, inviate al San Antonio Express-News, tramite un messaggio telefonico, con le quali l’eterno Tim Duncan (39 anni) ha confermato la sua intenzione di tornare a dare la caccia al suo sesto titolo NBA per almeno un’altra stagione. La notizia era nell’aria da giorni, ma il lungo di San Antonio, pare essersi convinto dopo un faccia a faccia con Gregg Popovich, avvenuto mercoledì a Los Angeles.
La domanda ora è una sola: possono questi Spurs risorgere ancora una volta e puntare di nuovo al titolo? La risposta è si.
La stagione passata, per la squadra nero-argento, è stata una stagione strana. Sono partiti male, forse un po’ appagati dalla vittoria dell’anno prima, poi lentamente hanno ingranato, arrivando anche al secondo posto della Western Conference, che hanno perso malamente nell’ultima partita di Regular Season scivolando fino al sesto posto e pescando in questo modo l’unica squadra, forse, da evitare al primo turno playoff, i Los Angeles Clippers, che fino alla disfatta con Houston, erano una delle squadre più in forma del momento e una delle più serie candidate al titolo. La serie playoff con la squadra di Los Angeles, una delle più belle degli ultimi anni, poi è stata caratterizzata da continui ribaltamenti, con gli Spurs incapaci, sul 3-2, di chiuderla, e quindi eliminati in gara 7 da una leggendaria prestazione di CP3.
Questo è il passato. Il futuro parla di voglia di tornare a vincere e di voglia di dimostrare che l’età anagrafica non conta niente se sei un campione che crede nel lavoro e nella squadra. Si, perché, il futuro sarà ancora caratterizzato dalla presenza dei Big Three nel roster della squadra texana.
Manu Ginobili, infatti, dopo la firma di Duncan, pare intenzionato a rinnovare per un ultimo anno, per formare, per l’ultima volta, con Parker e appunto il lungo ex Wake Forest, l’ossatura della squadra che tanto bene ha fatto negli anni passati.
La notizia del ritorno dei Big Three si aggiunge a quelle importantissime dei rinnovi di Danny Green, uno dei free agent più apprezzati in questo caldo inizio di mercato NBA, e soprattutto di Kawhi Leonard, MVP delle Finals 2014, e giocatore fondamentale per gli equilibri della squadra degli speroni. Sul fronte cessioni si registra quella di Thiago Splitter agli Atlanta Hawks, che libera spazio salariale per il sogno che risponde al nome di LaMarcus Aldridge.
La squadra texana è la favorita tra tutte le contendenti per il lungo ex-Portland, che nella scorsa stagione ha messo a referto 23,4 punti e 10,2 rimbalzi di media a partita nella regular season e quasi 22 punti ed 11 rimbalzi nei playoff. Gregg Popovich gli ha spiegato che in Texas potrebbe imparare molto dal gioco di Duncan, e diventare, insieme a Leonard, il faro dei nuovi Spurs negli anni a venire.
Con Aldridge in squadra, San Antonio diventerebbe all’istante una delle favorite per la vittoria del titolo, dando, in questo modo, la possibilità a The Big Fundamental di chiudere in bellezza la sua leggendaria carriera.
Per NBA Passion,
Salvo dipasquale






Ognuno sembra concentrato nel successo della squadra, piuttosto che pensare ai propri obiettivi individuali, e questa è sicuramente una cosa positiva per qualunque team che voglia competere per il titolo. Sicuramente a questo punto i Warriors dovrebbero guardarsi intorno per cercare di scambiare David Lee e il suo contratto, veramente pesante, da 15 milioni di dollari annuali. Tuttavia non c’è urgenza di chiudere questo affare, considerando che il contratto di Lee scadrà per la free-agency 2016. Draymond Green andrà a cercare un contratto oneroso in post-season e tradare Lee potrebbe aiutare a tenere Green ad Oakland. Andrew Bogut è sicuramente un ottimo rim-protector per i Warriors, ma è costantemente impegnato a fronteggiare diversi infortuni. Questo potrebbe portare la franchigia a muoversi sul mercato per cercare una valida alternativa a Bogut, ma acquistare questo genere di giocatori non è affatto semplice (ad esempio per acquistare Mozgov sono servite due scelte del primo giro dei Cleveland Cavaliers da passare ai Nuggets). Un’ultima considerazione riguarda il roster in generale che, pur essendo considerato uno dei più completi in assoluto dell’NBA, avrebbe probabilmente bisogno di un veterano come Ray Allen, in grado di giocare facilmente la palla e di integrarsi alla perfezione nel sistema.







