In un Taliercio tutto esaurito l’Umana Reyer Venezia affronta la Virtus Segafredo Bologna in quello che è il terzo atto dei quarti di finale playoff 2024-25.
Le prime due partite, vinte entrambe dalle V Nere, hanno visto la squadra orogranata faticare a tenere il ritmo dei propri avversari, ma anche lottare con diverse reazioni d’orgoglio che hanno portato Kabengele e soci ad impensierire gli uomini di coach Ivanovic. Bologna si trova però sul 2-0 e Venezia è spalle al muro, con questa gara-3 che rappresenta già un “win or go home”.
Umana Reyer Venezia 89-82 Virtus Segafredo Bologna: l’analisi della gara
La Reyer Venezia gioca un super match e sconfigge una Virtus Bologna un po’ assopita, accorciando così il distacco nella serie e portandosi sul 2-1. Gli orogranata si portano così a casa la possibilità di lottare anche tra 48 ore, contando nuovamente sul supporto di un Taliercio scatenato per provare ad impattare i giochi e forzare una gara-5 dove può accadere di tutto.
Le reazioni avute nei primi due atti della serie non erano un caso. Così come non lo era il mancato “dilagare” che ci si potrebbe aspettare in uno scontro tra la prima e l’ottava in classifica. La Reyer aggredisce fin dai primi possessi il match e poi lo controlla per il resto della gara, resistendo ai vari tentativi di rientro della Virtus.
Il parziale di 14-2 maturato dai lagunari nei primi 5′ di gioco indirizza già la partita, con i padroni di casa che riescono a mantenere la doppia cifra di vantaggio per gran parte della prima metà della sfida. Lo scontro tra le due formazioni procede a suon di parziali e contro-parziali, dove gli uomini di Spahija provano l’allungo decisivo mentre quelli di Ivanovic si tengono in scia degli avversari. Le V Nere nella ripresa provano ad essere più incisive ma non riescono mai ad azzerare il divario, con Venezia che per certi versi ha temuto di subire lo stesso sorpasso accusato in gara-2.
Questa volta Kabengele e soci però sono più attenti e più aggressivi, e sfruttano alla perfezione i regali di una Bologna per diversi tratti distratta ed imprecisa.
Nonostante il 12/22 ai liberi e le 11 perse, gli orogranata conquistano il successo contando soprattutto sulla percentuale dall’arco (34.6%, annacquata nella seconda metà di gara) e sulla supremazia a rimbalzo (41-30, con 14 rimbalzi offensivi, il doppio rispetto a quelli della Virtus). Altre due armi fondamentali sono state la difesa e la prestazione di Wiltjer (21 punti, 6/7 da due, 3/4 da tre), fondamentale sia nel lanciare le prime fughe della Reyer che nel mantenere a distanza gli avversari nei momenti più critici. Va sottolineato comunque come stasera tutti i giocatori tra le fila della società lagunare abbiano portato un mattoncino utile alla vittoria.
Dall’altro lato per la Virtus si accende un primo campanello dall’allarme. Le difficoltà a sbarazzarsi dei veneziani emerse nelle prime due partite si ampliano in gara-3, dove Bologna colleziona troppi errori sia in attacco (6/24 dall’arco, diversi canestri da sotto sbagliati e 11 palle perse) che in difesa, dove lascia troppi spazi e tiri aperti ai propri avversari. Gli uomini di Ivanovic inoltre faticano a prendere il controllo del ritmo della partita, imponendo il proprio gioco solo per brevi tratti.
Serve sicuramente un altro approccio, soprattutto in termini di aggressività, se non si vogliono avere complicazioni.
Il tabellino del match
Parziali: 22-15; 25-22; 18-22; 24-23
Totali: 22-15; 47-37; 65-59; 89-82
Umana Reyer Venezia: Tessitori 11, McGruder 4, Lever, Munford 9, Casarin 2, Fernandez NE, Moretti 3, Ennis* 13, Kabengele* 13, Parks* 8, Wheatle* 5, Wiltjer* 21. RImbalzi: Kabengele 11. Assist: Ennis 7. Coach: Spahija.
Virtus Segafredo Bologna: Cordinier* 9, Belinelli 4, Pajola 11, Clyburn* 6, Taylor, Shengelia 18, Hackett* 2, Morgan 20, Polonara* 4, Diouf, Zizic* 6, Akele 2. Rimbalzi: Assist: Coach: Ivanovic

Ma facciamo un passo indietro. Milano si è classificata prima in regular season e così la classifica le ha permesso di giocare contro l’ottava, ossia Capo D’Orlando.
Ospiti intenzionati a condurre fin da subito, con gli isolani a tener testa egregiamente, tanto da chiudere il secondo quarto in vantaggio per 45-40, con 11 punti per Ivanovic e 7 per Diener. Il terzo quarto comincia bene per Capo d’Orlando con 5 punti di Berzins, ma Milano torna a prendere in mano il match e, dopo una rubata di Hickman, trova il sorpasso a quota 54-56. Il terzo quarto si gioca punto a punto, ma Raduljca e Hickman portano Milano a chiudere in vantaggio di 4 punti, in un quarto da 29 punti per gli ospiti, e mettono l’Olimpia nella posizione perfetta per far girare l’ultimo quarto a proprio favore. Tre triple consecutive di Milano, le prime due firmate da Kalnietis, mettono dieci punti tra Betaland e Olimpia, sul 71-81, costringendo i siciliani ad una rincorsa sempre più disperata, nonostante la spinta del calorosissimo pubblico del PalaFantozzi. Macvan mette un’altra tripla, Kalnietis sembra inarrestabile, l’Olimpia arriva al +13 prima che Capo riesca a ridestarsi, piazzando un parziale di 5-0 che la porta sull’80-88. Ormai però mancano poco più di 2′ al termine dell’incontro e Milano riesce senza troppo sforzo a gestire le ultime azioni chiudendo gara-3 sul punteggio di 80-94. Questa volta la grinta e il cuore della “piccola” Capo d’Orlando non son bastati per tener testa alla testa di serie lombarda. Milano si porta sul 2-1 nella serie, ad un solo passo dal vincere questo primo round dei Playoff.




















