I Washington Wizards continuano la loro altalenante corsa verso i playoff battendo gli Utah Jazz per 103 a 89. Fondamentali, ancora John Wall e Marcin Gortat, e la loro doppia-doppia, quasi, di media. Il playmaker ha chiuso con 17 punti ed 11 assist, mentre il centro con 22 punti e 10 rimbalzi, facendo di questa partita la quinta di fila in cui i due dei Wizards hanno chiuso con una doppia doppia a testa (sesta per Wall con in mezzo anche una tripla doppia di Wall contro i Sixers). L’ultima volta che successe una cosa del genere a D.C. era il 1979 ed i protagonisti furono gli Hall of Famers Elvin Hayes e Wes Unseld. Negli ultimi due anni solo un’altra coppia di giocatori è riuscita a fare tanto: stiamo parlando di DeMarcus Cousins e Rajon Rondo, in questa season, nei Sacramento Kings. Definire dove arriveranno e quanto potranno puntare ai playoff questi Wizards è ancora complicato, ma con un Wall così, un Beal da sixth man che sembra veramente un’irriverenza nei confronti del basket (purtroppo però per i risaputi problemi fisici non si sa quando potrà tornare a giocare in minutaggio da titolare) e dei lunghi in forma (grande la prestazione di Nenè), nulla è ancora da archiviarsi, basterà ripetere certe partite.
John Wall
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Risultati NBA: Cavs e Clippers vincono contro Bulls (senza Butler) e Spurs (senza Leonard). Bene i Wizards
Scritto da Marco Tarantino
Riparte la regular season dopo la parentesi dell’All-Star Game: in campo dopo la deadline sei squadre con due match molto interessanti sulla carta ed una sfida tra outsider per i playoffs come Wizards e Jazz.
I Cavaliers si sono imposti per 106-95 contro i Bulls falcidiati dagli infortuni ed immobili sul mercato (è partito il solo Kirk Hinrich): Derrick Rose e Portis hanno provato a tenere a galla una squadra allo sbando. Nella sfida di Los Angeles invece, l’assenza di Leonard è stata un macigno per Popovich: gli Spurs sono stati controllati dai Clippers che hanno vinto per 105 ad 86 allo Straples Center della città degli angeli con un CP3 da 28 punti e 12 assist. Doppia doppia d’autore anche per John Wall nella vittoria dei Wizards nella capitale contro i Jazz: 17 punti ed 11 assist con 6 rimbalzi per mister Giovanni Muro ed Washington vola in odore playoffs vincendo 103 ad 89.

Ennesima prova convincente di Terrence Ross, 15 punti in uscita dalla panchina
I Toronto Raptors, davanti al pubblico di casa dell’Air Canada Centre, centrano la nona vittoria consecutiva, eguagliando il record di franchigia datato 2002. A farne le spese i Washington Wizards di coach Wittman, che vengono sconfitti per la quarta volta in stagione dai canadesi (season sweep).
La partita si mantiene sui binari dell’equilibrio fino a quando John Wall si siede in panchina per qualche minuto di riposo: l’assenza sul parquet dell’unico giocatore realmente imprevedibile dei suoi toglie certezze all’attacco dei Wizards che, a seguito di un parziale di 16-6 di Toronto, si ritrovano in doppia cifra di svantaggio già a inizio 2° quarto. Il ritorno di Wall (18+14 assist) è ossigeno puro per gli ospiti, che infilano un controparziale di 12-3 sufficiente a ricucire lo strappo quasi per intero e presentarsi al rientro dall’intervallo a contatto (53-50). Washington è riuscita a mascherare le evidenti lacune sotto canestro (48-35 il saldo finale dei rimbalzi a favore dei Raptors) grazie a un 2° quarto da 32 punti, che però resterà il picco di una partita altrimenti negativa sotto tutti gli aspetti. Se il lavoro in difesa su DeMar DeRozan (17 con 5/13) sembra portare i suoi frutti, c’è da aggiungere che Kyle Lowry (29 con 8/14) e Jonas Valanciunas (13+12) fanno il bello e il cattivo tempo da subito, e i Wizards non riescono a trovare contromisure adeguate per tutto l’arco del match.
I Raptors provano più volte a scappare, trovando sempre forze fresche dalla panchina in grado di dare un contributo in attacco. Cory Joseph (10) e soprattutto Terrence Ross (15, quinta partita consecutiva in doppia cifra) provano a dare un primo strappo nel punteggio, e le lunghezze da recuperare per i Wizards all’inizio dell’ultima frazione diventano 7. Il buon impatto di Otto Porter Jr. (15+8) e di Gary Neal (14), chiamati agli straordinari vista l’assenza di Bradley Beal, è l’ultima ancora a cui si aggrappano gli ospiti per rientrare in partita, arrivando anche al -5 a 9 minuti dalla fine. Lowry e DeRozan producono però lo sforzo decisivo per spegnere le residue velleità avversarie, e un gioco da 3 punti del numero 10 a 4′ dalla sirena allarga il margine fra le 2 squadre fino al +17 con cui si concluderà il match (106-89).
I canadesi sono sempre più secondi nella Eastern Conference, e l’imminente sfida contro i Knicks potrebbe portarli al record assoluto di vittorie consecutive nella loro storia.
Diverso il discorso per i Wizards, a 2 partite di distanza dall’ottavo posto ad Est momentaneamente occupato dai Pacers, e incapaci di trovare la quadratura del cerchio in una stagione fin qui segnata da una serie impressionante di infortuni. Per provare a dare una svolta bisogna per prima cosa superare i Nuggets di Danilo Gallinari, attesi al Verizon Centre nella serata di giovedì.
Guidati dalle due star John Wall e Bradley Beal i Washington Wizards sono riusciti ad ottenere un importantissima vittoria casalinga contro i diretti rivali dei Miami Heat per 87-106.
La partita si mette subito bene per la squadra della capitale che si porta davanti sin dall’inizio e con un ottimo parziale nel secondo quarto riesce a mettersi a distanza di sicurezza. Per tutto il secondo temo infatti Washington si accontenta di gestire il risultato mentre Bosh e compagni, tormentati dagli infortuni, si accontentano della sconfitta senza provare nemmeno a rimontare.

John Wall.
La situazione attuale a Miami è molto complicata, dopo un ottimo avvio di stagione infatti la franchigia della Florida ha accusato un pesante tracollo che l’ha portata addirittura a perdere sei delle ultime sette partite giocate. La mole di infortuni dell’ultimo periodo gioca sicuramente un ruolo decisivo nel brutto andamento della squadra ma non è il solo. La situazione attuale mette infatti in luce dei gravi problemi strutturali oscurati fino ad ora da ottime prestazioni individuali. La non profondità del roster e la dipendenza da giocatori ormai non più nel fiore degli anni potrebbero giocare un ruolo ben più decisivo man mano che ci si avvicina alla post season. Esempio lampante è Dwyane Wade che dopo un grande inizio di stagione sta avendo un forte calo di prestazioni. Discorso diverso invece per Goran Dragic che dall’inizio della stagione fatica ad inserirsi nei meccanismi della squadra è sicuramente gli infortuni non lo aiutano in questo processo. Bosh invece sembra tuttora essere l’unica certezza degli Heat, infatti con i suoi 19 punti e 8 rimbalzi di media garantisce una continuità che nessun compagno è in grado di garantire.
Discorso quasi opposto invece per i Washington Wizards che dopo un inizio di regular season sottotono si stanno piano piano riportando ai piani alti dell’ Estern Conference. Ancora una volta John Wall trascina i suoi alla vittoria. Il Playmaker sta infatti disputando un grandissima stagione è ormai da un paio d’anni si è garantito un posto tra le migliori guardie della lega. Il giocatore viaggia infatti a 20 punti di media a cui si aggiungono 4 rimbalzi e quasi 10 assist.
Ottimo è anche il ritorno dall’infortunio di Bradley Beal. La seconda punta di diamante della squadra è stato infatti costretto ai box per circa tre settimane ma ora sembra completamente recuperato. Ieri entrambi i giocatori hanno messo a referto 18 punti, Wall in particolare ha aggiunto a questi anche 10 assist. Fondamentale nel buon momento della stagione è il gioco corale che sembrava un utopia all’inizio della stagione. La scorsa notte infatti sono andati in doppia cifra per punti ben 6 giocatori e la squadra ha tirato con il 52% dal campo. La distribuzione della mole di tiri è stata perfetta, hanno partecipato all’attacco praticamente tutti e coloro i quali si sono assunti la maggior parte delle responsabilità ( Wall, Beal, Gortat e Nené) hanno tirato con più del 50%.
La corsa ai Playoff nella Estern Conference si fa dunque durissima, la caduta libera di Miami li ha infatti riportati a solo una partita di vantaggio sull’ottavo posto. Ovviamente discorso inverso per Washington che passo passo si riporta sempre più vicina alla zona playoff ormai distante solo una partita.
Ieri sono stati svelati i nomi dei ‘Player Of The Week’. Con un po’ di fantasie tra le fila italiche si aspettava quello di Danilo Gallinari, ma l’ Nba sa sorprendere anche con la scontatezza; così eccovi serviti John Wall e Kevin Durant.
Ciò che li accomuna è la capitale: il numero #2 dei Washington Wizards è una bandiera che sventola accanto a quelle della White House, l’ altro ne è figlio e sicuramente il suo ritorno è sogno nei cassetti di ogni tifoso del distretto.
Wall conduce i suoi Maghi ad un parziale di 3 vittorie e 2 sconfitte. La miccia di Raleigh si è accesa allo United Center dei Chicago Bulls, dove ha messo a referto 17 punti con 10 assist e 3 rubate che bastano al successo per 114-100. Prestazione simile nella vittoria contro i Milwaukee Bucks: 19 punti, 8 assist e 5 rimbalzi. Altro grande successo in casa degli Indiana Pacers grazie a 28 punti 8 assist e 7 rimbalzi del numero 2, contro i Boston Celtics invece è arrivata la prima sconfitta: Wall accetta il duello con Isaiah Thomas ma vince soltanto quello individuale, 36 punti conditi con 13 assist 7 rimbalzi e 7 palle rubate. Prestazione deludente invece quella della scorsa notte in cui Washington è uscita sconfitta contro i Portland Trail Blazers.

John Wall.
Classifiche individuale:
In questa settimana Wall si è preso un paio di scettri della Eastern Conference: il primo nella media assist con 9.8 e il secondo in quella delle palle rubate con 3.0 steals a partita. Come numero totale di assistenze il prodotto di Kentucky staziona alla terza posizione con 376. Terzo anche nella media stagionale con 9.6 e quarto in percentuale con il 45.9%. Ancora bronzo nella classifica totale di steals con 85, quarto come media a partita: 2.2. Note dolenti arrivano dalla classifica delle palla perse: un terzo posto dietro a Russel Westbrook e James Harden, con 173.
Le prestazioni del loro leader non bastano ai Wizards: il record negativo (19-21) getta perplessità su una squadra che avrebbe tutte le carte in regola per un posto al tavolo della post-season. Una della cause è stata sicuramente la partenza in sordina di Wall, ma le prestazioni del roster continuano ad essere altalenanti, così come è altalenante la presenza di Bradley Beal.
Media settimanale
25.0, 9.8 assist, 6.0 reb, 3.0 stls.
Il 4-0 degli Oklahoma City Thunder sigilla un terzo posto minacciato in precedenza dalle 10 vittorie consecutive dei Los Angeles Clippers.
Per Kevin Durant è la terza nomina stagionale. Il 35 ha contribuito al filotto di successi partendo dai 30 punti contro i Minnesota Timberwolves; 29 punti con 10 rimbalzi e 4 assist ai Dallas Mavericks e poi altri 21 con 7 rimbalzi e 6 assist nel ritorno contro i T-Wolves. Secondo doppia- doppia nel successo contro i Miami Heat con 24 punti 10 rimbalzi e 3 assist.

Kevin Durant.
Classifiche individuali
Durant è sicuramente uno dei giocatori dal maggior peso specifico all’ interno della propria squadra. Mantiene il terzo posto nel box del plus/minus offensivo con 6.5 e il quarto nella classifica dei ‘win shares’ con 7.4. Ha la terza miglior media punti della lega con 26.5 ppg, anche se in questa settimana è leggermente calata. Terzo anche nel relativo PER con 28.3. Sesto come numero di punti totali con 926 e quinto nella percentuale di realizzazione da dentro l’ arco con 56.6%.
Media settimanale:
26.0 pts, 8.3 reb 4.3 ast.
Celtics, Jae Crowder accusa coach Wittman: “Parole pesanti nei miei confronti”
Scritto da Mario Tomaino
Celtics-Wizards, 22:8 secondi alla fine della partita, risultato di 114-110 in favore di Boston: Tony Brothers fischia un tecnico nei confronti di Jae Crowder per qualche parola di troppo volata dalla bocca del giocatore.
Un comportamento superficiale quello tenuto dall’ala dei Celtics che poteva costare caro a Boston, o forse non è proprio così. Stando alla versione dei fatti riferita dal 25enne ex-Marquette, il fallo tecnico rimediato sarebbe stato la conseguenza del comportamento scorretto tenuto dal coach dei Washington Wizards, Randy Wittman, reo di aver usato parole pesanti nei suoi confronti: “Ho sentito diverse ingiurie nei miei confronti da parte sua. Io mi sono semplicemente difeso rispondendo. Onestamente non ne ho capito bene il motivo”.
Al momento, non è data sapere la versione dei fatti raccontata da coach Wittman in quanto la sua conferenza stampa si è tenuta precedentemente rispetto a quella di Crowder. In difesa del coach, però, è intervenuto il leader dei Wizards, John Wall, che ha così raccontato l’accaduto: “Crowder si è rivolto verso la nostra panchina dicendo qualcosa e qualcuno ha reagito. Sarà stata colpa della tensione provocata dalla partita”.
Nervi tesi tra Crowder e Wittman, che potrebbero presto saltare, quando Celtics e Wizards si scontreranno nuovamente settimana prossima: il clima si preannuncia infuocato.

17 punti e tripla della staffa per un ottimo John Wall
Allo United Center di Chicago i Washington Wizards, ancora una volta falcidiati dagli infortuni, riescono a portare a casa la sesta vittoria nele ultime 7 sfide sul parquet dei Bulls.
Con le assenze di Beal (fuori da 15 gare) e Humphries da mettere in conto, a impensierire ulteriormente coach Wittman ci ha pensato l’inconveniente dell’ultim’ora di Marcin Gortat, svegliatosi con un ginocchio gonfio a causa di quella che sembra essere un’infezione.
Dall’altra parte, invece, Fred Hoiberg ha potuto riabbracciare Joakim Noah (7-2 il record dei Bulls in sua assenza), aggiungendo centimetri sotto canestro contro una squadra in evidenti difficoltà di roster proprio in quella zona del campo.
Eppure i Wizards sono partiti subito col piede giusto, e grazie a John Wall (17+10 assist) si sono trovati presto sul +8. A cavallo fra 1° e 2° quarto, i padroni di casa, con l’apporto dei panchinari (Brooks 10 punti, McDermott 9), hanno imbastito una rimonta che li ha portati fino al +2 (30-28), preludio a un primo grande parziale di Washington (14-3) che ha decisamente indirizzato il risultato dalla loro parte: all’intervallo il vantaggio degli ospiti era già in doppia cifra (62-48).
Nella ripresa i Wizards hanno continuato a non subire la maggiore stazza degli avversari sotto le plance (44-43 Bulls il conto dei rimbalzi a fine gara), tanto che Nene, al rientro dopo l’assenza nell’ultima contro i Magic, ha banchettato nei pochi minuti di utilizzo (14 punti in 19′) di fronte a Pau Gasol (comunque doppia doppia da 15+10) e Nikola Mirotic (7+9).
Derrick Rose (top scorer a quota 23) e Jimmy Butler (19+7 assist) hanno provato a ricucire lo strappo durante la terza frazione di gioco, ma i Wizards hanno trovato tanti protagonisti in attacco (7 giocatori in doppia cifra) riuscendo a tenere i Bulls a distanza (83-74) in vista dell’ultimo quarto.
Un gioco da 4 punti di McDermott ha portato Chicago a sole 4 lunghezze dagli avversari, che però non si sono disuniti, e hanno anzi piazzato il parziale rivelatosi decisivo. Otto Porter Jr. (14) e Ramon Sessions (16) hanno continuato a martellare la retina dei Bulls, fino a quando Wall ha messo la parola fine con la tripla del +16 a 5 minuti scarsi dalla sirena (114-100 il risultato finale).
Situazioni diametralmente opposte per i 2 team: i Wizards centrano la seconda W consecutiva dopo una serie negativa di 5 sconfitte in 6 gare, mentre i Bulls, che venivano da una streak di 6 vittorie, perdono la seconda in fila dopo quella di Atlanta.
Ad accomunare le 2 franchigie è invece il loro prossimo avversario: per uno scherzo del calendario, saranno per entrambe i Bucks, che affronteranno in back to back fra martedì e mercoledì prima i Bulls, e poi i Wizards.
I Toronto Raptors si confermano bestia nera (in regular season) dei Washington Wizards, e vincono un’altra partita tirata davanti al pubblico dell’Air Canada Center.

Doppia doppia da 12 punti e 12 rimbalzi per Bismack Biyombo in uscita dalla panchina
Dopo la convincente prova di Milwaukee, i Raptors erano attesi a una conferma contro una squadra falcidiata dagli infortuni come quella di coach Wittman, nel tentativo di rinforzare la propria leadership nell’Atlantic Division. Dwayne Casey ha avuto finalmente l’opportunità di schierare il quintetto base di inizio stagione, con Demarre Carroll (7 punti, tutti nella prima metà di gioco) e Jonas Valanciunas (8+9 in 20′) che si sono ripresi il loro posto nello starting 5.
La situazione diametralmente opposte dei 2 roster (ricordiamo che a Washington mancano uomini chiave come Bradley Beal, Nene e Gary Neal) faceva presupporre un match molto più indirizzato di quanto in realtà non sia stato. L’inizio è comunque a favore dei padroni di casa, con DeMar DeRozan subito sugli scudi a monopolizzare l’attacco dei canadesi. Nel 1° tempo sono 17 i punti per il numero 10, abile a sfruttare le corsie preferenziali che la rivedibile difesa avversaria gli concede. Finirà a quota 34 (season high eguagliato), con 15/15 ai liberi, 6 rimbalzi e 5 assist, statistiche che da quelle parti non si registravano dai tempi di Vince Carter. Il pitturato è terra di conquista per Toronto (55-44 il conto dei rimbalzi), grazie soprattutto all’ingresso di Bismack Biyombo (12+12 per l’africano) dalla panchina, che mette un freno all’ottimo avvio di Marcin Gortat (12+9 a fine partita), appena premiato come miglior giocatore della settimana nella Eastern Conference. Il vantaggio dei Raptors all’intervallo è già in doppia cifra (52-41), ma non sarà sufficiente a dormire sogni tranquilli nella ripresa.
Il 3° quarto si apre infatti col parziale di 12-2 per gli ospiti, che si riportano a contatto grazie alle giocate di John Wall (19+11 assist) e di Otto Porter Jr (20+9). Con un Kyle Lowry particolarmente impreciso (11 punti con 2/12, oltre a 6 palle perse), DeRozan trova aiuto soprattutto dal sorprendente Terrence Ross di questo periodo (14+6). Nell’ultima frazione di gioco, il tecnico di Wall a 3 minuti dalla fine sembra consegnare la vittoria a Toronto, che vola sul +9. I Raptors si disuniscono, e in un attimo i Wizards imbastiscono la rimonta, fino alla tripla di Jared Dudley (17) che vale il -1 (92-91) a 39″ dalla sirena. Nell’ultima azione Washington avrà anche a disposizione 3 triple per l’overtime, ma le conclusioni di Wall (2) e Porter si scontrano con i ferri dell’ACC, sancendo il 94-91 finale.
Il 2015 per le 2 franchigie termina qui. Il nuovo anno inizierà per entrambe con 2 match casalinghi: contro gli Hornets per i Raptors, e contro i Magic per i Wizards.
Nella sconfitta 116-104 al Verizon Center contro i Dallas Mavericks, John Wall ha avuto bisogno dell’aiuto dei compagni per uscire a due minuti dalla fine dopo un doloroso scontro ginocchio-ginocchio con Jeremy Evans.
Secondo il Washington Post gli esami non hanno evidenziato danni strutturali: quindi è scongiurato il rischio di perdere il n.2 che dopo un inizio difficile si sta ritrovando sui suoi livelli. I Wizards sono 8-10, un record al di sotto delle loro aspettative, ma giocheranno 5 delle prossime 6 in casa. Con Wall, può essere l’occasione giusta per risalire la china e rientrare in zona playoffs.
Vittoria nella notte per i Washington Wizards in casa dei Cleveland Cavaliers per 95-87. LeBron James e compagni si sono trovati di fronte ad un muro di nome e di fatto: John Wall. Il play ha infatti messo a referto una doppia doppia da 35 punti e 10 rimbalzi, accompagnati da 5 palle recuperate.
Washington aveva perso le ultime 4 partite giocate e fare risultato in Ohio non era facile, ma grazie ad una grande difesa sono riusciti a battere i Cavs imbattuti in casa da 9 partite. Oltre ad una grande difesa ai maghi della capitale serviva un Wall come fino ad ora non si era ancora visto in stagione, in grado di sfoderare una prestazione super già nei primi due quarti, chiusi con 20 punti e quattro palle rubate, più di quanto fatto nelle ultime partite. Nelle ultime due stagioni soltanto due giocatori hanno fatto meglio del numero 2 di Washington nel primo tempo: Stephen Curry nel novembre del 2014 contro i Phoenix Suns(22 punti e 4 palle rubate), e James Harden il 22 dicembre dello stesso anno contro Portland(32 punti e 5 palle rubate).
“Leggo e ascolto tutto ciò che dice la gente. Bisogna saper accettare le critiche prima di prendersi le lodi” son state queste le di dichiarazioni post partita di John Wall riportate da ‘foxsports.com‘. Il prodotto di Kentucky è consapevole che sia lui che la squadra stanno giocando al di sotto delle aspettative, ma con una vittoria come questa entrambi hanno dimostrato di saper giocare alla pari contro chiunque. Washington si trova al momento all’undicesimo posto nella Eastern Conference con un record negativo di 7-8, ma visto che siamo ancora ad inizio stagione, e il cammino per i playoffs è tutt’altro che compromesso.
Dopo le ultime inquietanti prestazioni, i Wizards sono andati a un passo dalla vittoria sul proprio parquet contro i Raptors. Ci ha pensato il buzzer beater di Cory Joseph, lasciato colpevolmente solo sull’ultima azione, a regalare invece il successo ai canadesi.
I padroni di casa hanno iniziato la partita con un John Wall ancora una volta freddo – se non gelido – al tiro (18 punti con 6/25), capace di segnare il suo primo canestro dal campo solo al 10° tentativo. Questo non ha comunque impedito agli uomini di coach Wittman di andare sul +7 (23-16), sfruttando l’attacco stantio dei Raptors, con Biyombo (16 rimbalzi ma zero punti a referto) che, per ovvi motivi, non rappresenta una minaccia offensiva lontanamente paragonabile all’infortunato Valanciunas. Il punteggio basso ha però permesso agli ospiti di restare in partita, e andare al riposo con sole 6 lunghezze da recuperare (45-39).
Nella ripresa, seppur decimati dalle assenze di Gooden, Neal e Nene, i Wizards hanno mantenuto il vantaggio aggrappandosi a Bradley Beal (20 con 5/9)e Marcin Gortat (16+10), mentre dall’altra parte non sembrava essere sufficiente nemmeno il buon apporto dalla panchina, che alla fine porterà in dote 27 punti totali contro gli 8 di Washington.
DeRozan (20) e Lowry (27+7) sono le ancore a cui la scialuppa dei Raptors, in procinto di affondare, si aggrappa per restare a galla negli ultimi minuti di partita. Il play inizialmete ricuce il gap con la tripla del 70 pari, poi continua col suo personale show da oltre la linea dei 3 punti (terminerà con 6/11) per stoppare un ulteriore tentativo di fuga dei Wizards negli ultimi minuti.
Con la sua squadra sul +1 a soli 3″ dalla sirena, Wall si presenta in lunetta sbagliando (malamente) entrambi i liberi. Nell’azione conclusiva i Raptors riescono a far ricevere palla a DeRozan, che attacca immediatamente il canestro attirando su di sé tutta la difesa avversaria. In quegli attimi, tutti i problemi di lettura palesati dal numero 10 in più di un’occasione, sembrano svanire all’istante nel momento in cui serve magistralmente la palla al liberissimo Cory Joseph (12 con 5/7), che – con metri di spazio – infila dall’angolo la tripla della vittoria (84-82).
Per i Wizards si tratta della quarta sconfitta consecutiva, e l’imminente trasferta di Cleveland non sembra certo quella ideale per uscire da questo buco nero di prestazioni e risultati.
I Raptors se la vedranno all’Air Canada Center con Phoenix: un back to back impegnativo che potrebbe consolidare la loro posizione in vetta all’Atlantic Division.
Ieri notte alla Time Warner Cable Arena di Charlotte è andata in scena una partita tra due rivali della Easterne Conference. Gli Charlotte Hornets, reduci da 3 vittorie consecutive, hanno ospitato i Washington Wizards usciti sconfitti dalla sfida contro gli Indiana Pacers dai quali hanno subito ben 19 triple.
L’ aspettativa era focalizzata sui due leaders delle rispettive squadre: Kemba Walker, uscente da una prestazione da 39 punti contro i Sacramento Kings e John Wall, dal quale si pretendeva una reazione post sconfitta.
Saranno altri i protagonisti che da entrambe le parti decideranno il risultato.
Nel primo quarto di gara parte bene Washington che trova un riscontro efficace ai tiri tentati dall’ arco: il buon movimento di palla crea spazio per le soluzioni di un Bradley Beal dalla mano piuttosto calda. Dall’ altra parte i padroni di casa si riprendono dopo un inizio titubante, caratterizzato da 3 palle perse nei primi minuti. La partita è molto equilibrata e alla prima sirena conducono gli Hornets per 28-24.
Al rientro la squadra della capitale non riesce a ritrovare la fluidità nella circolazione di palla. Il secondo quarto è appannaggio di Marvin Williams, Coach Steve Clifford gli affida il più ampio minutaggio della prima metà di gara e lui lo ripaga portando gli Hornets in vantaggio con 10 punti e 5 rimbalzi, all’ intervallo lungo 58-54.
Statistiche primo tempo:
Wizards: 44% FG; 7/17 3p; 10 ast; 14 ptp (punti nel pitturato); 9/10 FT
Hornets: 55% FG; 5/12 3p, 13 ast; 30 ptp; 5/5 FT
Nella ripresa succede di tutto. Gli Hornets collezionano ben 11 palle perse tra l’ intero terzo periodo e l’ inizio del quarto, Washington coglie l’ opportunità di scappare mettendo a segno un parziale di 13-0. Tra i Wizards grande prestazione di Gary Neal che si fa trovare pronto con 7/7 dal campo all’ inizio dell’ ultimo periodo. Charlotte rimane aggrappata alla partita grazie alla buona prova dei suoi lunghi: Al Jefferson mette a segno 14 punti con 11 rimbalzi di cui 3 offensivi, limitato a sprazzi da Marcin Gortat autore di 17 punti e 12 rimbalzi. Buona prova anche di Cody Zeller da 11 punti e 8 rimbalzi.
Washington chiude in vantaggio il terzo periodo per 81-74, poi il blackout: nell’ ultimo quarto Wall e compagni metteranno a segno soltanto 6 punti, registrando inoltre un parziale di 1/17 dal campo. Dall’ altra parte gli Hornets cominciano ad ingranare le marce giuste guidati dal solito Nicolas Batum (16 punti, 11 assist, 7 rimbalzi) e finalizzano con le seconde linee: su tutti Jeremy Lamb che mette a referto 18 punti. Washington subisce uno scoring-run di 25-0.
Charlotte conquista la sua quarta vittoria consecutiva e avanza al settimo posto della Easterne conference con un record di 9-6. L’ estensione contrattuale di Coach Clifford sembra aver portato bene alla squadra del North Carolina. Dall’ altra parte Randy Wittman sarà più infuriato che mai dopo questa due sconfitte in back-to-back contro due rivali dell’ est come Indiana e Charlotte.
| WASHINGTON WIZARDS (6-5) | |||||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| FIELD GOALSREBOUNDS | |||||||||||||||||
| POS | MIN | FGM-A | 3PM-A | FTM-A | +/- | OFF | DEF | TOT | AST | PF | ST | TO | BS | BA | PTS | ||
| O. Porter Jr. | F | 27:00 | 1-6 | 1-5 | 0-0 | -9 | 1 | 0 | 1 | 3 | 2 | 0 | 2 | 0 | 0 | 3 | |
| K. Humphries | F | 17:01 | 2-6 | 1-5 | 0-0 | +3 | 2 | 5 | 7 | 2 | 1 | 0 | 1 | 1 | 0 | 5 | |
| M. Gortat | C | 30:53 | 6-8 | 0-0 | 5-6 | -10 | 4 | 8 | 12 | 0 | 3 | 1 | 2 | 2 | 0 | 17 | |
| B. Beal | G | 37:46 | 6-16 | 3-8 | 2-2 | -11 | 0 | 4 | 4 | 2 | 1 | 0 | 2 | 1 | 0 | 17 | |
| J. Wall | G | 35:33 | 6-18 | 2-7 | 0-0 | -2 | 3 | 2 | 5 | 6 | 2 | 6 | 5 | 0 | 2 | 14 | |
| J. Dudley | 24:22 | 1-5 | 1-2 | 4-4 | -7 | 0 | 3 | 3 | 1 | 2 | 1 | 0 | 0 | 0 | 7 | ||
| Nene | 17:07 | 2-7 | 0-0 | 2-4 | -4 | 0 | 3 | 3 | 0 | 4 | 1 | 1 | 0 | 2 | 6 | ||
| R. Sessions | 12:27 | 0-5 | 0-2 | 0-0 | -12 | 0 | 2 | 2 | 0 | 2 | 1 | 1 | 0 | 0 | 0 | ||
| G. Neal | 27:48 | 7-13 | 2-3 | 2-2 | -15 | 0 | 3 | 3 | 1 | 3 | 1 | 0 | 0 | 1 | 18 | ||
| G. Temple | 10:03 | 0-3 | 0-0 | 0-0 | -3 | 1 | 0 | 1 | 0 | 0 | 2 | 0 | 0 | 1 | 0 | ||
| D. Blair | DNP – COACH’S DECISION | ||||||||||||||||
| D. Gooden | DNP – COACH’S DECISION | ||||||||||||||||
| K. Oubre Jr. | DNP – COACH’S DECISION | ||||||||||||||||
| Total | 240 | 31-87 | 10-32 | 15-18 | 11 | 30 | 41 | 15 | 20 | 13 | 14 | 4 | 6 | 87 | |||
| 35.6% | 31.2% | 83.3% | TEAM REBS: 6 | TOTAL TO: 14 | |||||||||||||
| CHARLOTTE HORNETS (8-6) | |||||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| FIELD GOALSREBOUNDS | |||||||||||||||||
| POS | MIN | FGM-A | 3PM-A | FTM-A | +/- | OFF | DEF | TOT | AST | PF | ST | TO | BS | BA | PTS | ||
| P. Hairston | F | 16:12 | 1-4 | 1-4 | 2-2 | -4 | 0 | 3 | 3 | 2 | 3 | 0 | 1 | 0 | 0 | 5 | |
| M. Williams | F | 32:57 | 5-7 | 2-3 | 2-2 | +11 | 4 | 7 | 11 | 0 | 0 | 1 | 2 | 1 | 0 | 14 | |
| A. Jefferson | C | 29:54 | 6-13 | 0-0 | 2-2 | +11 | 3 | 8 | 11 | 1 | 2 | 1 | 0 | 0 | 0 | 14 | |
| N. Batum | G | 33:43 | 5-15 | 3-7 | 3-3 | +16 | 1 | 6 | 7 | 11 | 1 | 2 | 2 | 0 | 1 | 16 | |
| K. Walker | G | 40:57 | 8-17 | 0-3 | 0-0 | +5 | 0 | 2 | 2 | 5 | 1 | 0 | 5 | 2 | 3 | 16 | |
| C. Zeller | 21:46 | 5-7 | 0-2 | 1-1 | +11 | 0 | 8 | 8 | 0 | 3 | 0 | 2 | 0 | 0 | 11 | ||
| F. Kaminsky | 17:27 | 1-4 | 0-1 | 0-0 | -6 | 1 | 1 | 2 | 0 | 1 | 0 | 1 | 0 | 0 | 2 | ||
| J. Lamb | 31:48 | 6-12 | 2-5 | 4-4 | +18 | 0 | 7 | 7 | 3 | 2 | 1 | 3 | 1 | 0 | 18 | ||
| J. Lin | 15:16 | 2-4 | 0-1 | 1-1 | +8 | 0 | 0 | 0 | 0 | 4 | 0 | 3 | 2 | 0 | 5 | ||
| T. Daniels | DNP – COACH’S DECISION | ||||||||||||||||
| T. Hansbrough | DNP – COACH’S DECISION | ||||||||||||||||
| S. Hawes | DNP – COACH’S DECISION | ||||||||||||||||
| B. Roberts | DNP – COACH’S DECISION | ||||||||||||||||
| Total | 240 | 39-83 | 8-26 | 15-15 | 9 | 42 | 51 | 22 | 17 | 5 | 19 | 6 | 4 | 101 | |||
| 47.0% | 30.8% | 100.0% | TEAM REBS: 5 | TOTAL TO: 19 | |||||||||||||



