Ha deciso di appendere le scarpe al chiodo da vero e proprio Knickerbocker, Amar’e Stoudemire. Ci ha pensato bene ed ha capito che forse è il momento giusto per chiudere qui una carriera sicuramente singolare e non così scontata, se si considera il modo in cui tutta la sua storia biografica ha avuto inizio. STAT, Standig Tall And Talented come si fa chiamare, è stato il primo Rookie proveniente dall’High School senza passare dal College a mettere insieme statistiche da vero e proprio giocatore NBA. L’anno dopo lo sorpasserà LeBron James, ma già da Rookie ha fatto meglio di Garnett alla stessa età d’esperienza.
LASCITO
Da vero e proprio Knickerbocker, appunto. Un contratto di un giorno e poi saluto alla curva. Quella curva che ha saputo rendere incandescente grazie alle sue poderose azioni di potenza. Senza nessun tipo di scusa, scendeva in campo e lottava come se non ci fosse un domani, come se sua madre facesse ancora avanti e indietro di prigione e come se vivesse ancora tra le tante High School che ha dovuto frequentare senza soluzione di continuità. Lascia quel vuoto tipico di un giocatore che ha conquistato tanti cuori ma che effettivamente non ha mai saputo bene cosa farsene, la potenza rimbombante di un talento che ha testato più e più volte i ferri di tutta America ed il cuore grande e gentile di chi ne ha viste tante e vorrebbe non vederne più.
CONTRO LE PREVISIONI
Ed effettivamente niente doveva essere. Almeno non fino ai 16 anni. Si rompe tutti e due i ginocchi a 14 anni, sua madre era esattamente come la potete immaginare, sola e delinquente, e lui vede nel basket la via di fuga per uscire da tutto questo. Giocherà solo due anni di High School, il penultimo e l’ultimo, mettendo su cifre che sono talmente irrisorie per gli avversari da farli mettere a piangere. Aveva il fisico di uomo fatto e formato, tatuaggi inclusi. A Phoenix è stata la punta di diamante di un sistema che non avrebbe dovuto fallire, facendo la fortuna sia sua che di Nash. A New York almeno finchè non si fece male era il sicuro e senza-nemmeno-discuterci-sopra MVP della lega. Ha duettato alla pari volta-volta contro Duncan e Garnett, quest’ultimo che si è visto fare in faccia 38 punti per più volte, quando ancora giocavano a Phoenix e Minnesota.
Sono passati 14 anni da quel giugno 2002, dove alla numero 9 metteva il cappellino griffato Suns. Con 21.8 punti di media e 8.8 rimbalzi, con 6 convocazioni All-Star ed un premio di Rookie dell’anno, se ne va un lungo che ha combattuto ogni santa sera che madre natura mette in terra. Un esempio di forza interiore e fame di vittoria.
Grazie di tutto STAT.











