Kristaps Porzingis ha conquistato l’attenzione dei media e l’affetto del difficile pubblico newyorkese grazie ad una stagione da 14 punti, 7 rimbalzi e 2 stoppate ad allacciata di scarpe. I fischi del draft sono ormai un lontano ricordo: Kristaps oggi è un serio candidato al titolo di “Rookie of the year”, per cui si profila un testa a testa con Karl Antony Towns, ed è una delle colonne portanti dei New York Knicks, tant’è vero che si è parlato addirittura di ricostruire la squadra intorno a lui.
Questo scenario da super star al centro del progetto si ripercuote,ovviamente, sull’attuale super star dei Knicks: Carmelo Anthony. Melo infatti è stato protagonista di alcune voci di mercato, cosa che a quanto pare però non è piaciuta a Porzingis che ha dichiarato un laconico:” Non vorrei perderlo.” (fonte: realgm.com)
Anthony, come tutti i campioni, vorrebbe vincere un anello ma quest’anno per i Knicks si profila la terza stagione consecutiva senza play off. Il front office dei Knicks trova quindi davanti ad un bivio: provare a costruire subito una squadra da titolo intorno a Melo o ricostruire intorno a Porzingis? Gli indizi per ora sembrano andare verso quest’ultima ipotesi, vedremo cosa succederà nel mercato di quest’estate.
Kristaps Porzingis
Knicks, con questo Lopez i playoff non sono un miraggio
Superata la prima metà di regular season è tempo di bilanci casa Knicks. Con la vittoria contro Utah la franchigia newyorkese si trova a -0.5 vittorie dall’ottavo posto, che significherebbe qualificazione ai playoff.
I protagonisti di questo bel risultato sono i noti Porzingis, Melo e Afflalo, anche se ultimamente anche il centro Robin Lopez si sta mettendo in mostra con prestazioni offensive di assoluto rispetto. Contro Utah il centro ha realizzato 22 punti esaltando tutte le sue doti offensive, nettamente migliorate rispetto ai tempi di Portland. La sua tecnica si sta mostrando in continua evoluzione e il centro sta lavorando su un nuovo colpo, il gancio, che sta facendo molto male alle difese avversarie.
Fred Kerber del New York Post ha intervistato il lungo ex Portland, che ha spiegato il miglioramento delle sue prestazioni dopo un inizio difficile “Mi sto trovando meglio in campo, ho un’idea migliore di dove si trovano i miei compagni di squadra. I ragazzi e lo staff tecnico mi stanno dando fiducia e questo mi aiuta. E’ contagiosa”.
Mancano appena una manciata di partite alla tanto attesa boa di metà stagione e, come per ogni giocatore che calca i parquet della lega più famosa del mondo, anche per i nostri Rookies è tempo di essere giudicati con più chiarezza.
Qualche tempo fa abbiamo fatto un analisi riguardante l’approccio alla lega dei top 10 della classe 2015 ed ora, con una ventina di partite in più sulle spalle, è tempo di aggiornare i loro tabellini.
KRISTAPS PORZINGIS
Il gigante lettone chiamato con la quarta scelta si conferma essere il vero “Steal of the Draft” del 2015.
Nello scorso mese ha passato qualche momento difficile, soprattutto a livello di percentuali offensive, raggiungendo il suo picco più basso contro Portland (0 punti!), ma sta finalmente tornando sulle grandi prestazioni di Novembre che lo avevano lanciato come un meteorite nell’universo Newyorkese.
Viaggia con 13.6 punti, 8 rimbalzi e 1 assist di media a gara.
Ormai diventato un titolarissimo tra le file dei Knicks, senza dubbio è beniamino di casa, il nostro Kristaps sembra ormai una realtà in questa lega che, dopo averlo accolto con perplessità, sembra adesso consacrarlo come star del futuro.
Phil Jackson, ancora una volta andando contro tutto e tutti, sembra aver vinto di nuovo.
Knicks, nuova vittoria contro Atlanta: quanto tempo che….
I New York Knicks battono 107-101 gli Atlanta Hawks, bissando il successo di tre giorni fa contro la franchigia georgiana.
Si tratta solamente della seconda volta che negli ultimi 23 anni che la franchigia newyorkese riesce a vincere due partite consecutive contro un avversario che si presentava con un record positivo: l’altro precedente infatti era con gli Indiana Pacers, battuti per due volte consecutive nel marzo 2012.
A decidere l’incontro della scorsa notte è stato il trio Melo-Afflalo-Porzingis, capace di realizzare un totale di 63 punti e 29 rimbalzi regalando un successo preziosissimo alla squadra di coach Fisher: con questa vittoria infatti i New York Knicks eguagliano il numero di vittorie ottenute l’intera scorsa stagione.
https://www.youtube.com/watch?v=NHpt2k3Fkq4
Una banda di rapinatori ha aggredito e derubato il giocatore dei New York Knicks Cleanthony Early sparandogli anche un colpo alla gamba.
L’episodio sarebbe avvenuto all’interno di un taxi mentre il giocatore stava uscendo da un locale nel Queens con la sua ragazza verso le 4.30 del mattino. Secondo la dinamica raccontata alla polizia, il veicolo con a bordo Early sarebbe stato circondato da due macchine con a bordo sei uomini i quali, dopo essersi fatto consegnare tutto l’oro, hanno sparato un colpo alla gamba del giocatore prima di allontanarsi.
Le condizioni del giocatore, portato subito in ospedale, non sono gravi e pare che non sia stata danneggiata nessuna parte del ginocchio o dei tessuti della gamba “E’ stato molto, molto fortunato” ha commentato un anonimo a ESPN.
Da parte della franchigia invece sono arrivati subito una serie di messaggi di solidarietà, a cominciare da quello del coach Derek Fisher “So che non è in pericolo di vita, sta bene. Speriamo che ritorni con noi il prima possibile, ma ad oggi la cosa più importante è che stia relativamente bene”.
Anche i suoi compagni di squadra si sono uniti al coro di messaggi di solidarietà, compresi Porzingis a Anthony, con quest’ultimo apparso in stato di shock “Bisogna stare attenti e essere consapevoli di cosa si sta facendo e dell’ambiente in cui ci si trova. I ragazzi escono, si divertono, ma penso si debba essere un pochino più consapevoli di dove siamo e di chi c’è in giro”.
Quella a Early è ila seconda aggressione subita in casa Knicks dopo che qualche settimana fa anche Derrick Williams aveva subito un furto di gioielli da due donne per un valore pari a 750000 euro.
Cavs a due facce ma comunque vittoriosi: finisce 91-84 alla Q-Arena contro i Knicks
Strana partita quella a cui hanno preso parte nella notte Cavs e Knicks: i Cavaliers, che nel primo tempo hanno giocato un ottimo basket, hanno perso lucidità nel secondo tempo, concedendo ai Knicks (orfani di Carmelo Anthony) di ritornare in partita e assestare anche un timido vantaggio di +2 ad inizio quarto-quarto, salvo poi assistere ad un lento declino di New York, scioltasi come neve al sole come spesso accaduto nel corso della stagione, permettendo ai Cavs di vincere la 33esima partita sulle 35 disputate alla Q-Arena da inizio Gennaio.
TRANSITION IS THE WAY – Contro una delle migliori difese della lega sul perimetro, i Cavs hanno approcciato la partita cercando di attaccare quanto più possibile il ferro, nonostante nel primo-quarto di gioco siano arrivati canestri con buona frequenza dal perimetro con un convincente 4-6 da 3 punti che faceva ben sperare. La difesa dei Knicks, però, ha subito raddrizzato il tiro concedendo un misero 1-18 nei restanti tre-quarti di gioco all’attacco di Cleveland che ha quindi deciso di attaccare il pitturato, con buoni risultati tra l’altro: 36 sono stati i punti arrivati nel cuore dell’area dei Knicks, dato fondamentale che ha portato i Cavs all’ennesima vittoria tra le mura amiche.
PIU’ LOVE CHE LEBRON – Lo so, sembrerà strano dirlo guardando i numeri di James ma, nonostante tutto, il vero fulcro del gioco dei Cavs nella notte è stato Kevin Love: 22 punti e 13 rimbalzi di ottima fattura hanno permesso al ‘Beach Boy’ di essere decisivo nelle sorti nella partita. La PF dei Cavs è risultato letale spalle alla porta, mostrando un ottimo skyhook che ha seriamente messo in difficoltà la difesa avversaria. Bene anche in difesa, nonostante il diretto rivale Porzingis, abbia messo su una prova solidissima. D’altro canto, LeBron James non è sembrato il solito James, specie al tiro, chiudendo con un 9-22 frutto di una serata in cui il suo jumper è stato parecchio inefficace e anche i suoi attacchi in transizione non hanno sortito sempre il risultato sperato, a causa anche di chiamate arbitrali non arrivate su dubbi contatti fallosi della difesa di New York.
Ebbene si, prima o poi doveva succedere.
Anche il buon Kristaps Porzingis, giovane stella nascente che illumina il panorama newyorkese sponda Knicks, è tornato coi piedi per terra. Come riportato dal New York Post, la scelta numero 4 del draft, dopo una partenza letteralmente infuocata e sopra ogni più rosea aspettativa, sta affrontando proprio in questi giorni il primo momento di difficoltà da quando è approdato nella lega.
Durante le ultime partite, il gigante lettone ha letteralmente sparato a salve, collezionando una serie di brutte prestazioni, culminate con un orrendo 0 su 6 nella partita vinta sul filo di lana contro Portland.
Come sempre succede ai primi cenni di cedimento, ecco i giornalisti della grande Mela piombare sulle difficoltà dei giovani cestisti come avvoltoi sugli animali atterriti: la stampa lo stuzzica, agli incroci delle strade si iniziano a sentire i primi mugugni e anche chi invocava il nome di PorzinGod sta lentamente tornando al normale Porzingis.
Ma il giovane lettone non vuole sentire ragioni, gira a testa altissima e con portamento fiero, e a chi gli chiede spiegazioni sulle sue ultime brutte prestazioni risponde con un semplice “sono cose che capitano, è normale alternare partite buone a partite più brutte, fa parte del processo di crescita”.
Tutti in casa Knicks si schierano a favore del giovane, partendo da coach Fisher fino ad arrivare all’uomo simbolo di franchigia, il capitano Carmelo Anthony.
Il numero 7 ha infatti dichiarato “non ci vedo nulla di strano, al mio anno da rookie ho avuto le stesse difficoltà” per poi proseguire rincarando la dose ed innalzando il giovane compagno “Porzingis è fortissimo, lasciamolo crescere, sta facendo cose straordinarie in un ambiente complicato e pretenzioso come il nostro”.
Nulla di strano quindi, almeno cosi sembrerebbe. Il giovane lettone però, con una piccola smorfia sul viso, chiude il discorso trovando un punto chiave di lettura da cui ripartire per migliorarsi. “All’inizio mi lasciavano più spazio” dice riferendosi alle prime partite giocate “ora invece, oltre a Carmelo, iniziano a rivolgere seriamente attenzioni anche a me” dice il numero 6, che prima di avviarsi verso gli spogliatoi chiude ogni discorso dicendo “non ne sono preoccupato però, anzi, sarà un grande stimolo a migliorarmi… vuol dire che mi temono”.
Per chi pensava che qualche prestazione negativa potesse incidere sul morale del ragazzo, magari creando in lui qualche timore di troppo, abbiamo brutte notizie: il ragazzo sembra essere determinatissimo a confermarsi tra i grandi della lega.
Towns non basta a Minnesota, vincono i Knicks
Nella notte del duello tra rookie, Towns batte Porzingis ma vincono i New York Knicks. Grazie ad un grande contributo dei suoi principali giocatori, i New York Knicks battono i Minnesota Timberwolves per 107-102.
Melo realizza quasi una tripla doppia (20 punti, 15 rimbalzi e 9 assist), mentre Afflalo risplende in attacco realizzando 29 punti “Melo ci rende sempre le cose più semplici” ha commentato Porzingis “Ha aiutato a rimbalzo i lunghi, passato bene la palla. Ha chiuso con 9 assist, ha fatto davvero tutto quello che ci serve da uno come lui”.
Il lettone invece ha chiuso la sua partita con 11 punti, 7 stoppate, 6 rimbalzi e 3 assist nel suo primo duello in NBA contro Towns, il numero uno dello scorso draft “Per Kristaps finire con 7 stoppate significa avere tolto 7 possibilità di segnare all’altra squadra” ha spiegato coach Fisher a fine partita “Questa è una cosa importante come segnare un canestro”.
Per Minnesota invece non bastano i 25 punti e 10 rimbalzi di Towns e i 23 di Wiggins, l’altro osservato speciale nella notte “Siamo 9-15” commenta il coach Mitchell “Non salto di gioia, ma se penso a come eravamo messi difensivamente e offensivamente l’anno scorso rido di voi giornalisti che mi chiedete cosa c’è di sbagliato in questa squadra. Lo scorso anno abbiamo chiuso con 16 vittorie, mentre quest’anno siamo già a 9 senza neanche essere arrivati a Natale. Siamo sempre stati in partita, ad eccezione di ieri sera che è stata probabilmente la nostra peggior partita giocata. Stiamo parlando di una squadra con otto ragazzi sotto i 23 anni. I nostri tre giocatori di maggior talento sono tutti under 20, dovrebbero essere juniores in una squadra di college, e invece sono qui. Rido veramente tanto di voi quando sento queste cose…”.
I Timberwolves hanno dovuto fare a meno di Kevin Garnett, Kevin Martin e Nikola Pekovic, mentre è riapparso come starter il senegalese Gorgui Dieng.
Per New York invece buona prova di Kyle O’Quinn dopo essere stato messo ai margini delle rotazioni nelle ultime partite “A volte quando non hai molte occasioni, sai apprezzarle di più appena si presentano” ha commentato il coach Fisher “Ha avuto un occasione e ne ha approfittato facendo un ottimo lavoro”.
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Sono passati ormai alcuni mesi da quella magica notte del Barclays Center di Brooklyn, la notte in cui si scelgono le stelle, la notte che ogni ragazzino che ama il basket sogna di vivere, la notte dove tutto ha inizio… La notte del draft. Quest’anno, le prime dieci scelte sono ricadute su: Karl-Anthony Towns (Minnesota Timberwolves), D’Angelo Russell (Los Angeles Lakers), Jahlil Okafor (Philadelphia 76ers), Kristaps Porzingis (New York Knicks), Mario Hezonja (Orlando Magic), Willie Cauley-Stein (Sacramento Kings), Emmanuel Mudiay (Denver Nuggets), Stanley Johnson (Detroit Pistons), Frank Kaminsky (Charlotte Hornets) e Justise Winslow (Miami Heat).
Quello del 2015 é stato, secondo l’opinione di molti, uno dei migliori draft a livello di talento puro degli ultimi anni, con tantissimi ottimi prospetti che, scelti dopo lunghi mesi di studio da parte di tutte le franchigie NBA, sono chiamati adesso alla famigerata prova del nove, la prova che sancisce, come giudice supremo, la differenza tra una giovane promessa ed un vero giocatore meritevole di calcare a testa alta i parquet di questa lega.
Ora, con un paio di mesi di militanza in NBA e una ventina di partite da pro sulle spalle, è arrivato il momento di iniziare a tirare le somme e di analizzare l’impatto che le prime 10 scelte hanno avuto nella NBA e nelle loro franchigie.
KRISTAPS PORZINGIS
La rivelazione di questo draft, senza alcun dubbio.
Durante quella notte, quando con la quarta scelta assoluta i New York Knicks hanno pronunciato il nome del gigante lettone, il popolo newyorchese ha letteralmente disapprovato la scelta, coprendo con un mare di “boo” la presentazione dello sconosciuto arrivato dall’Est.
Qualche mese dopo, siamo qui ad assistere ad una delle storie più belle di questo inizio di stagione: il gigante buono si è preso New York!
Si, perché con un inizio di stagione da 14 punti e 9.2 rimbalzi di media, il tutto arricchito da prestazioni di una coerenza e freddezza disarmanti, il giovane Kristaps é riuscito in un solo mese a fare quello che molti non hanno fatto in anni: ha trasformato i fischi assordanti di New York in grida di gioia, di speranza, scatenando letteralmente la PorzingisMania!
Al momento, Rookie Of The Year a mani basse.
Il Maestro e l’Allievo finalmente uno contro l’altro: nella notte NBA, ad illuminare il Madison Square Garden di New York ci hanno pensato non due lunghi qualsiasi, ma Dirk Nowitzki, ala grande dei Dallas Mavericks, e leggenda vivente in NBA, ed il rookie terribile Kristaps Porzingis, una autentica macchina da doppia doppia, che sta facendo ricredere tutti i tifosi dei Knicks che lo fischiarono nella notte del draft a Brooklyn.
28 punti per la quarta scelta assoluta del draft, con il 72% dal campo (13 su 18) davanti al tedesco, a Wunder Dirk. I Knicks cadono 104-97, e Porzinigs distrugge i libri di record della franchigia di New York: soltanto due altri rookie nella storia della franchigia hanno messo a referto tanti punti con quelle percentuali, ovvero Bill Cartwright (1979-80) e Channing Frye (2005-2006).
Il Maestro, Dirk ne mette a referto invece 25 e si porta la vittoria a casa. A fine gara parole al miele per il numero 6 di New York: “E’ una forza della natura, è addirittura meglio di me alla sua età. Io a 20 anni ero spaventato, lui invece va avanti a doppie doppie: il paragone è ingiusto per me direi”.
Porzingis anche a parlato a fine gara dell’avversario: “E’ stato divertente, ha mostrato a tutti ancora chi è Dirk. Nei primi minuti gli ho lasciato tiri aperti, e lui ovviamente li ha realizzati. E’ stata una lezione per me, è un giocatore da cui ho molto da imparare, e da lui l’ho fatto.”
New York ha un solo padrone, i Knicks schiantano Brooklyn
I New York Knicks si aggiudicano il derby di New York vincendo in un match a senso unico contro i Brooklyn Nets per 108-91 con una nuova prova grandiosa del suo rookie Kristaps Porzingis.
Il futuro di Brooklyn invece sembra essere più nero delle loro maglie “E’ stato un incubo” commenta il coach Lionel Hollins “Mi piacerebbe che tutti uscissero di qui parlando di rivalità, ma non siamo stati competitivi sin da subito e loro ci hanno staccato”.
I New York Knicks quindi non sbagliano il doppio appuntamento contro Philadelphia e Brooklyn, le due squadre fanalino di coda ad Est, e riportano il record in parità sul 10-10 dopo quattro sconfitte consecutive.
L’inizio di partita è stato shoccante per i Nets: New York segna subito 42 punti solo nel primo quarto grazie al tiro da fuori (ben 7 triple) e andando all’intervallo sul 65-42. “Volevamo entrare e vincere questa partita” commenta Anthony “E’ sempre qualcosa di speciale quando giochiamo contro Brooklyn”.
Tra i giocatori di New York, è veramente difficile trovare qualcuno che non sia stato all’altezza: Afflalo ha finito il match con 18 punti, Melo 28 (con 5 su 8 da tre punti) e Calderon 10 assist, record dal suo arrivo ai New York Knicks.
Porzingis invece chiude con la sua decima doppia-doppia stagionale che lo porta nell’elite del basket NBA, diventando il secondo giocatore insieme ad un certo Shaquille O’Neal con 20 anni o meno a chiudere le prime 20 partite in carriera con almeno 275 punti, 175 rimbalzi e 40 stoppate.
Per i Nets non basta Brook Lopez con 21 punti e Young con 18 e 11 rimbalzi: domenica contro i Warriors servirà molto (ma molto) di più per non farsi travolgere dalla marea Curry.
https://www.youtube.com/watch?v=-4P5oDWPBvY
I New York Knicks rappresentano, dopo ormai un quarto della stagione, una delle squadre più intriganti della Eastern Conference. Il roster è notevolmente migliorato rispetto allo scorso anno, quando riuscirono a vincere solo 17 partite (peggior record nella storia della franchigia). Sicuramente la squadra può contare su un mix di giovani e veterani che funziona, come dimostrato dal record attuale (9-10) che li vede a ridosso della zona-Playoff, obiettivo che solo ad inizio anno sembrava impensabile.
La sorpresa di questo inizio è senza dubbio il rookie Kristaps Porzingis che, a suon di doppie doppie e giocate incredibili, ha fatto ricredere tutto l’ambiente newyorkese, soprattutto quei “tifosi” che lo avevano fischiato il 25 giugno scorso quando il Commissioner Adam Silver pronunciò il suo nome.
Molto probabilmente nessuno, neanche lo stesso Phil Jackson, si sarebbe aspettato che il giovane lettone sarebbe stato così pronto fin da subito. Proprio il presidente dei Knicks, in carica dal 2014, si è espresso per la prima volta pubblicamente sulla sua scelta tramite SiriusXM NBA Radio in collegamento audio con Rick Fox (trascrizione parziale di Marc Berman del “New York Post”), nella quale ha riaffermato quanto l’impatto di Porzingis sia stato inaspettato anche per lui: “Non sono io, è tutto su di lui. E’ il ragazzo che ha fatto questo. Tu ti siedi in quei punti (del Draft) e analizzi cosa puoi fare e su cosa avere il controllo…Noi abbiamo fatto una scelta, una scelta logica, e non l’avevamo visto (Kristaps) di persona, se non in un’esibizione di tiro, mi sono sentito a mio agio a fare quella scelta. Sono solo felice che la personalità e l’etica lavorativa seguono di pari passo il livello del suo talento”.
A New York tutti, o quasi, sono convinti di aver scelto dal Draft una potenziale stella dai tempi di Ewing. Attualmente Porzingis, dopo le sue prime 19 partite assolute in NBA, è un serissimo candidato al premio di “Rookie of the Year”. Il ventenne sta viaggiando a 13.8 punti, 9.3 rimbalzi e 2 stoppate in 28 minuti di media a partita. Insomma, dopo anni di mediocrità, i Knicks sembrano pronti a costruire una squadra capace di arrivare ai vertici della NBA.


