Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiCavs a due facce ma comunque vittoriosi: finisce 91-84 alla Q-Arena contro i Knicks

Cavs a due facce ma comunque vittoriosi: finisce 91-84 alla Q-Arena contro i Knicks

di Mario Tomaino

Strana partita quella a cui hanno preso parte nella notte Cavs e Knicks: i Cavaliers, che nel primo tempo hanno giocato un ottimo basket, hanno perso lucidità nel secondo tempo, concedendo ai Knicks (orfani di Carmelo Anthony) di ritornare in partita e assestare anche un timido vantaggio di +2 ad inizio quarto-quarto, salvo poi assistere ad un lento declino di New York, scioltasi come neve al sole come spesso accaduto nel corso della stagione, permettendo ai Cavs di vincere la 33esima partita sulle 35 disputate alla Q-Arena da inizio Gennaio.

 

TRANSITION IS THE WAY – Contro una delle migliori difese della lega sul perimetro, i Cavs hanno approcciato la partita cercando di attaccare quanto più possibile il ferro, nonostante nel primo-quarto di gioco siano arrivati canestri con buona frequenza dal perimetro con un convincente 4-6 da 3 punti che faceva ben sperare. La difesa dei Knicks, però, ha subito raddrizzato il tiro concedendo un misero 1-18 nei restanti tre-quarti di gioco all’attacco di Cleveland che ha quindi deciso di attaccare il pitturato, con buoni risultati tra l’altro: 36 sono stati i punti arrivati nel cuore dell’area dei Knicks, dato fondamentale che ha portato i Cavs all’ennesima vittoria tra le mura amiche.

 

PIU’ LOVE CHE LEBRON – Lo so, sembrerà strano dirlo guardando i numeri di James ma, nonostante tutto, il vero fulcro del gioco dei Cavs nella notte è stato Kevin Love: 22 punti e 13 rimbalzi di ottima fattura hanno permesso al ‘Beach Boy’ di essere decisivo nelle sorti nella partita. La PF dei Cavs è risultato letale spalle alla porta, mostrando un ottimo skyhook che ha seriamente messo in difficoltà la difesa avversaria. Bene anche in difesa, nonostante il diretto rivale Porzingis, abbia messo su una prova solidissima. D’altro canto, LeBron James non è sembrato il solito James, specie al tiro, chiudendo con un 9-22 frutto di una serata in cui il suo jumper è stato parecchio inefficace e anche i suoi attacchi in transizione non hanno sortito sempre il risultato sperato, a causa anche di chiamate arbitrali non arrivate su dubbi contatti fallosi della difesa di New York.

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