

Partita dall’esito scontato quella andata in scena alla Talking Stick Resort Arena di Phoenix, Arizona. I padroni di casa, ormai consapevoli delle proprie difficoltà e dei propri limiti, non hanno più niente da chiedere in questa stagione: la dirigenza dei Suns, infatti, ha deciso di tankare fino al termine della stagione, per assicurarsi una scelta migliore al prossimo draft che promette degli ottimi prospetti in ottica futura (Bill Simmons su tutti).
I San Antonio Spurs, invece, sono arrivati in Arizona consapevoli della propria forza e non hanno avuto nessuna difficoltà nello sbarazzarsi dei poveri ragazzi mandati in campo da Jeff Hornacek. I nero-argento, privi di Tony Parker e Tim Duncan, sono scesi sul parquet con un quintetto inusuale, con Ray McCallum nel ruolo di playmaker titolare, David West schierato nello spot da 4 e LaMarcus Aldridge con compiti da centro.
The results are in! Kawhi Leonard will start in his first-ever @NBA All Star Game! pic.twitter.com/pwHk0zTYMS
— San Antonio Spurs (@spurs) January 22, 2016
Ci hanno pensato i soliti Kawhi Leonard, autore di 21 punti per festeggiare la sua convocazione nel quintetto titolare dell’All-Star Game di Toronto, e l’idolo di tutti i tifosi Spurs di questa stagione Boban Marjanovich. Per il lungo serbo è arrivata anche la prima doppia-doppia della sua carriera in NBA, con 17 punti e 13 rimbalzi messi a referto.
La panchina della squadra di Popovich è stata fantastica: 66 punti segnati, 25 rimbalzi catturati e un plus/minus combinato di +80 sono numeri che impressionano veramente, soprattutto se comparati agli altri dati delle altre franchigie della lega.
.@Spurs bench was fantastic tonight, scoring 66P (24/47 on FG's) in @spurs win, earning #SAPStatLineOfTheNight! pic.twitter.com/MpcAAsvEMk
— NBA.com/Stats (@nbastats) January 22, 2016
Per gli speroni si tratta della 20 vittoria con un margine di 15 o più punti; nella storia della NBA solamente altre 5 volte una squadra è riuscita in questo obiettivo giocando 43 partite o meno: i Milwaukee Bucks (1970-71), sempre i Bucks e i Los Angeles Lakers (1971-72), i Chicago Bulls (1996-87) e proprio gli Spurs (2004-05). Tra queste solamente i Bucks nella stagione 71-72 non sono riusciti a vincere il titolo, venendo sconfitti nella finale dell’ovest dai Lakers.
https://www.youtube.com/watch?v=4704Op7Ze38
Doveva essere spettacolo e così è stato all‘At&T Center di San Antonio. Gli Spurs e i Cleveland Cavaliers hanno dato vita ad un vero e proprio spettacolo, regalandoci un anticipo di quella che potrebbe essere a tutti gli effetti una partita delle Finals.
È stata una gara accesa sin dai primi istanti, con ritmi altissimi e con gli ospiti che prendono subito il controllo della partita, grazie alle sfuriate offensive di Jr. Smith e Kevin Love.
I texani, inizialmente, fanno fatica ad adattarsi all’incessante ritmo dettato da Lebron James e compagni e, per gran parte del 1 tempo, sembrano poter capitolare da un momento all’altro, arrivando anche ad uno svantaggio di 13 punti a metà 2 quarto.
Come è sempre capitato in questa stagione, però, il pubblico si è rivelato una delle armi più grandi per la squadra di Gregg Popovich e, incitando senza sosta i propri beniamini, ha aiutato gli speroni a recuperare tutto lo svantaggio. I più attivi sono stati sicuramente Tony Parker e Kawhi Leonard: il primo è stato eccezionale in attacco, dove sembra aver ritrovato lo smalto di un tempo, riuscendo ad attaccare il canestro come e quando voleva (ha segnato 14 punti in fila tra la fine del 2 quarto e l’inizio del 3); il secondo, invece, è stato parecchio occupato in fase difensiva, limitando alla grande il talento offensivo di Lebron. Popovich, inoltre, si è affidato tantissimo anche ai suoi uomini della panchina, i quali hanno dato un grandissimo contributo alla squadra: David West è stato una vera e propria sorpresa, portando con sé ben 13 punti e 5 rimbalzi (di cui 3 offensivi importantissimi), mentre i soliti Patty Mills e Manu Ginobili hanno portato quell’imprevedibilità che mancava all’attacco.
Una volta riacquistata fiducia, grazie anche ad un calo di Smith e Love, per gli Spurs è stato facile portarsi in vantaggio e controllare il risultato fino alla fine della partita. Il tabellone, alla fine, segna 99-95 in favore dei texani che, così, vincono la loro 23 partita su 23 in casa, raggiungendo proprio il record dei Cavs nella stagione 2007/2008, quando vinsero anche loro i primi 23 incontri casalinghi.
THIS. IS. OUR. HOUSE. pic.twitter.com/61xqjIlS1I
— San Antonio Spurs (@spurs) January 15, 2016
After 41 games the Spurs have a +568 point differential, the second largest +/- margin in @NBA history at the midway point of the season.
— San Antonio Spurs (@spurs) January 15, 2016
È anche la 10 vittoria consecutiva, la 17 nelle ultime 18 gare, che permette ai nero-argento di insidiare ancora di più il primo posto della Western Conference, mettendo apprensione ai Golden State Warriors.
Respect. pic.twitter.com/SNZnLW0nhs
— San Antonio Spurs (@spurs) January 15, 2016
MVP DELLA PARTITA: Tony Parker. Il franco-belga ha ritrovato il vecchio smalto ed è riuscito a tagliare la difesa di Cleveland come se fosse burro. Gran merito della rimonta della sua squadra va a lui. Menzioni particolari anche per Tim Duncan, sempre fondamentale, anche a 40 anni, e per Kawhi Leonard, ottimo in difesa su Lebron James.
PEGGIORE IN CAMPO: Timofej Mozgov. Il russo viene inizialmente lasciato in panchina dal suo allenatore, ma quando entra in campo è un pericolo per la sua squadra. Non è mai riuscito ad entrare in partita: nullo in attacco e falloso in difesa. Sicuramente una grossa fetta di colpa è sua. Anche Jr. Smith e Kevin Love, dopo un inizio molto promettente (5 punti a testa dopo neanche 3 minuti di partita) sono spariti dal gioco.
https://www.youtube.com/watch?v=d83dj_cOEwo
Gioie e dolori si sono susseguite al termine del match che ha visto i San Antonio Spurs battere i rivali dei Houston Rockets nella propria dimora, l’At&T Center.
Gli speroni hanno, infatti, vinto la loro 20 partita stagionale tra le mura amiche, portandosi così al record di 20-0 in casa: gli Spurs, quindi, sono così diventati la seconda squadra degli ultimi 20 anni a vincere le prime 20 partite stagionali giocate col fattore campo a favore. L’altra unica squadra a riuscirci furono i Cleveland Cavaliers, capaci di vincerne addirittura 23 consecutive.
A San Antonio possono festeggiare anche per un altro piccolo record: è la prima volta da 18 anni a questa parte che la squadra di Gregg Popovich riesce a far segnare almeno 20 punti, con il 60% dal campo, a ben 3 giocatori diversi. A referto, infatti, LaMarcus Aldridge (24 punti, 10-16), Kawhi Leonard (22 punti, 8-12) e Boris Diaw (20 punti, 8-13) hanno fatto registrare questo grande risultato personale, permettendo alla loro squadra di battere i Rockets abbastanza nettamente, grazie ad un clamoroso parziale nel 3 periodo di gioco (36-17 per i nero-argento).
5 Spurs in double-figures.
3 Spurs with 20+ points.??
— San Antonio Spurs (@spurs) January 3, 2016
Nella notte, però, c’è anche da segnalare la prima partita nella quale Tim Duncan non è riuscito a segnare nemmeno un punto (0-3 dal campo): si interrompe così la striscia più lunga della storia della NBA (1359 gare consecutive con almeno 1 punto segnato).
https://www.youtube.com/watch?v=tkZrm_C5lws
Iniziamo il nuovo anno, cominciando ad assaporare una delle sfide più eccitanti ed esaltanti che solo lo sport più bello del mondo sa offrirci.
I campioni in carica della baia, forti di un record sorprendente, con il miglior attacco dell’NBA, fanno del loro sistema small-ball l’arma vincente. Curry conferma di non essere una superstar, ma di un altro pianeta, fa cose che molti giocatori non riescono nemmeno a pensare. Thompson, dopo un inizio nell’ombra del fratello di splash, ha iniziato a carburare e a dimostrare di essere una delle guardie tiratrici più forti al mondo. Bogut, Iguodala, Barnes (ai box) e la panchina dimostrano di essere all’altezza, ma la chiave del successo dei Warriors, a mio parere è l’aver trovato in Draymond Green(scelto al Draft 2012 con la numero 35 ) il prototipo del giocatore totale che dominerà nei prossimi decenni il Basket giocato. Green è un’ala grande di 201 centimetri che ai Warriors, spesso gioca da centro, nei momenti più importanti della gara. Viaggia con medie quasi da tripla-doppia a partita. Tiratore da tre, miglior assist-man della squadra, uno dei difensori migliori della lega e forte leadership. Mettetegli attorno 3 tiratori d’elite e un’alieno e la dinastia vincente è servita.
Chi può sperare di battere una squadra giovane e vincente come Golden State? La risposta è semplice, basta andare in Texas nel laboratorio Spurs. Il sistema più funzionale e funzionante NBA degli ultimi 20 anni. Una squadra in grado di rigenerarsi di anno in anno, un allenatore che ha saputo adattare schemi e sistema di gioco in base ai giocatori e una costante, Tim Duncan. Gli Spurs, in un epoca in cui il gioco sta cambiando, in continua evoluzione, dove il tiro dal perimetro diventa sempre più importante, decide d’investire sulla difesa, il tiro dal mid-range e i big man sotto canestro. Al trio più vincente della storia NBA Duncan-Parker-Ginobili, aggiungiamo un certo LaMarcus Aldridge, ala grande dal tiro dalla media di un’efficacia spaziale e uno dei giocatori più completi della lega. Leonard, miglior difensore della lega, attaccante micidiale, sia al ferro che da tre. L’unico giocatore che quando tira la palla spicchi sembra che lanci una palla da tennis, le sue mani abnormi sono un’arma illegale sia in attacco che in difesa. La panchina degli Spurs è la migliore dell’NBA e poi c’è il gigante buono venuto dai balcani, che sta impressionando per le sue qualità.
Miglior attacco contro miglior difesa, due sistemi a confronto con una cosa in comune, la mentalità vincente che li contraddistingue. Appuntamento al 25 gennaio 2016 per la prima sfida della stagione tra Spurs e Warriors: chi vincerà?
WeLoveThisGame
Per NBAPassion,
Christian Bruno
(Kevin Durant 25 Pts, Dwyane Wade 28 Pts)
https://www.youtube.com/watch?v=MKsFeZjRVPc
(Will Barton 22 Pts, DeMar DeRozan 34 Pts)
https://www.youtube.com/watch?v=9Xru-d5JwfQ
(Tobias Harris 17 Pts, Gordon Hayward 24 Pts)
https://www.youtube.com/watch?v=CIY9HWr6v3U
(Kawhi Leonard 27 Pts, Marc Gasol 15 Pts)
https://www.youtube.com/watch?v=tp6fQTVLUOg
(C.J. Miles 27 Pts, Damian Lillard 26 Pts)
https://www.youtube.com/watch?v=ierd6w8ChuA
(Isaiah Thomas 21 Pts, Rudy Gay 18 Pts)
https://www.youtube.com/watch?v=V4B9pknVNl4
Esordio stagionale per gli Oklahoma City Thunder, i quali, nella loro dimora, la Chasepeake Arena, ospitano gli Spurs del grande colpo di mercato della free agency LaMarcus Aldridge.
L’inizio di partita è tutto di marca Spurs, con Parker e compagni che provano fin da subito a mettere in ritmo con successo le due nuove stelle della squadra, Kawhi Leonard e Aldridge, i quali riescono a segnare dei canestri molto pesanti dalla media distanza e dal post basso. Coach Donovan, quindi, si vede subito costretto a chiamare un time-out per dare indicazioni ai suoi. La sveglia finalmente suona in casa Thunder e si iscrive alla partita Russel Westbrook, che segna ben 8 punti consecutivi con tre canestri diversi tra loro (tripla da pick’n roll, dal post e in penetrazione al ferro con annesso fallo subito e libero realizzato). Da qui la partita diventa divertentissima con continui botte e risposte e con tantissimi cambi di vantaggio nel punteggio. Alla fine del primo quarto il risultato è a favore dei padroni di casa, che si ritrovano in vantaggio per 27-25 grazie ai guizzi finali di Enes Kanter e Dion Waiters.
Secondo quarto che inizia esattamente come era finito il primo: ritmi altissimi e grandi giocate dei singoli, Waiters da una parte e Diaw e Ginobili dall’altra illuminano il parquet. Fanno il loro esordio stagionale anche l’ex rookie degli Spurs Kyle Anderson, che si mette in mostra segnando i suoi primi due tiri, e David West, cercato molto dai compagni per tiri dal post o dalla media distanza. A questo punto i due allenatori decidono che è tornato il momento di schierare i titolari in campo, per cercare di prendere mettere a segno un parziale e prendere un leggero distacco, in modo da sbloccare la partita e metterla dalla propria parte. Questa mossa, però, ha l’effetto contrario: non si segna, infatti, nessun canestro fino al successivo time-out, chiamato da coach Popovich circa 3 minuti dopo. Infatti le due squadre, invece che giocare meglio, hanno iniziato a prendersi tiri forzati, anche per bravura delle difese avversarie, e a perdere molti palloni banali (11-6 i turnovers “in favore” dei Thunder).. Dopo il time-out è Kawhi Leonard show con tre canestri “alla Kobe” dal post in fade-away. Ma dall’altra parte c’è la straordinaria coppia Westbrook-Durant a tenere in piedi la sua squadra, con dei tiri in penetrazione impossibili. Si va all’intervallo lungo con il tap-in di Aldridge che porta gli Spurs negli spogliatoi in vantaggio per 55-50, contro dei buonissimi Thunder, che, finalmente, con Donovan sembrano aver trovato una quadratura e un equilibrio tra attacco e difesa.
Dopo il riposo continua la battaglia di nervi a colpi di tiri veloci e ribaltamenti rapidi di fronte. Gli Spurs puntano molto sulle doti realizzative di Leonard, mentre i Donovan decide di sfruttare il pick’n pop con Serge Ibaka, fino a quel momento un po’ fuori dalla partita, con ottimi risultati. Lo spagnolo, infatti, ricambia con dei canestri importantissimi che tengono a galla Oklahoma. San Antonio riesce comunque a registrare un piccolo parziale (portandosi sul +8) grazie all’ottima difesa di squadra e alle ripartenze veloci con Leonard e Diaw, che segnano due canestri facili facili in transizione, dopo altrettante palle recuperate. Oklahoma riesce parzialmente a recuperare lo svantaggio con degli improbabili canestri di Steven Adams con dei tiri in sospensione, tornando sul -4 alla fine del 3 quarto (79-83).
L’inizio del quarto quarto dei Thunder è da leoni: trascinati dal loro pubblico rimontano subito lo svantaggio, portando in un amen Kanter in doppia doppia, senza schierare in quintetto nè Westbrook nè Durant. A questo punto ritornano i ritmi frenetici, che riportano ancora una volta gli Spurs avanti, grazie a 6 punti consecutivi di Leonard e alle stupende difese di Diaw su Kanter e Durant. Nel finale Donovan gioca il suo asso nella manica: pick’n pop Westbrook-Durant che porta 3 punti che valgono il vantaggio Oklahoma, subito pareggiato dai liberi di Leonard. Nel finale due brutti possessi offensivi degli Spurs in post basso consentono a Dion Waiters di portare avanti di 2 punti la sua squadra quando manca poco più di 1 minuto alla fine. Succede di tutto: tiro da 3 di Durant con successivo air-ball, distrazione colossale di Duncan che concede il rimbalzo e tripla a segno di Westbrook per il +5 Thunder. Ribaltamento di fronte e Kawhi lucra un canestro con fallo e riporta i suoi a -2. Tiro sbagliato di Westbrook e rimbalzo Spurs con 22 secondi da giocare. Dopo il time out tiro incomprensibile di Green che regala la palla ai Thunder. Rimangono 12 secondi di gioco e Spurs costretti al fallo sistematico. Durant e Westbrook chiudono la pratica dalla lunetta e i Thunder conquistano la prima W della stagione, vincendo 112-106.
Bellissima partita. Si sono affrontate due squadre che sicuramente lotteranno per la posizione più alta della classifica nella spietata western conference. Oklahoma ha finalmente ritrovato la sua stella numero 1 Kevin Durant, mentre tra gli Spurs brilla Leonard (career high di punti, 32) ma Aldridge delude leggermente le aspettative.
MVP: RUSSEL WESTBROOK La sua grinta e la sua fisicità sono state determinanti per la vittoria. Senza di lui la squadra non gira e si affida troppo alle inventive di Durant. Ottimo anche come passatore per mettere in ritmo i compagni.
SORPRESA: ENES KANTER Impatto impressionante dalla panchina per il lungo turco. In pochissimi minuti ha messo a referto una doppia doppia da 15 punti e 16 rimbalzi (di cui 6 offensivi).
AL DI SOTTO DELLE ASPETTATIVE: LAMARCUS ALDRIDGE E’ ancora nel periodo di ambientamento all’interno del sistema di Gregg Popovich, ma, specialmente nel secondo tempo, è sparito dagli schemi della squadra, venendo coinvolto pochissimo dai suoi compagni. Rimandato.
TABELLINO
THUNDER (PTI, RIM, AST)
Westbrook 33, 10, 2
Durant 22, 6, 0
Ibaka 10, 5, 1
Adams 6, 7, 1
Robertson 2, 1, 2
Morrow 8, 0, 0
Kanter 15, 16, 0
Waiters 8, 4, 2
Augustin 8, 1, 4
Collison 0, 3, 1
SPURS
Leonard 32, 8, 0
Aldridge 11, 5, 1
Duncan 8, 6, 0
Green 4, 9, 2
Parker 10, 3, 5
Mills 9, 3, 2
Diaw 9, 6, 1
Ginobili 11, 0, 7
Anderson 4, 1, 0
West 8, 2, 1
Per NBA Passion,
Giuseppe Fagnani (@dartfagnans)
Espn.com pubblica un interessantissimo approfondimento sul nuovo ruolo che avrà Tim Duncan all’interno dei suoi Spurs, a causa della sempre più veloce esplosione di Kawhi Leonard e dell’arrivo, durante la offseason, di LaMarcus Aldridge.
Michael C. Wright scrive che Duncan è stato sempre al centro degli schemi dei texani in tutte le sue precedenti 18 stagioni in NBA, insieme a Manu Ginobili e Tony Parker. Ma, quest’anno, dovrà adattarsi e lasciare che siano gli altri compagni, specialmente Aldridge e Leonard, a portare avanti le sorti della franchigia, e consegnargli pian piano le chiavi della squadra fino a quando non sarà giunto il triste momento del suo addio al Basket giocato.
“Il mio ruolo è leggermente cambiato quest’anno”, ha dichiarato Duncan. “E’ comunque molto divertente stare qui, con i ragazzi con cui sono stato per tanti anni e con i nuovi che sto imparando a conoscere”.
Gregg Popovich, infatti, sta cercando di inserire maggiormente negli schemi Kawhi Leonard e Lamarcus Aldridge e questo, per forza di cose, ridurrà le percentuali di utilizzo di Duncan (lo scorso anno ha avuto un usage rate del 22,2%, il più basso della sua carriera), anche se Tim sarà comunque un fattore fondamentale negli attacchi in pick’n roll degli Spurs.
The Big Fundamental, infatti, nonostante abbia giocato meno palloni, ha comunque tirato col 56% in stagione, pareggiando il suo career-high, risalente alla stagione 2006-2007.
Popovich ha dichiarato che nei momenti chiave ha tanti giocatori su cui far affidamento, su tutti i big three Duncan, Parker e Ginobili, e che da questa stagione avrà bisogno di coinvolgere anche le due nuove stelle della squadra, senza però dimenticarsi dei tre mostri sacri.
Con l’arrivo di Aldridge, Duncan passerà molto più tempo in post alto, affidandosi alle sue grandi doti di passatore. Durante la gara della scorsa notte, vinta contro i Detroit Pistons per 96-92, Tim ha già mostrato una grande chimica con il nuovo arrivato, consegnandogli diversi palloni per dei tiri comodi, che, però, Aldridge ha mancato, tirando solamente 4-14 dal campo.
“Sono entrato negli schemi stanotte. Ho avuto tanti tiri facili, ma li ho mancati.” Ha detto LaMarcus nel dopo-gara. “Penso che Tim mi ha dato molti ottimi passaggi e non li ho segnati. Col tempo migliorerò, continuando a giocare con questi ragazzi.”
C’è stato sicuramente un cambiamento nel modo di giocare dei ragazzi di Popovich, che a lunghi tratti della partita è sembrato devastante. Prima dell’ultimo quarto di garbage time, infatti, gli Spurs erano avanti di 24 lunghezze sui Pistons, mostrando una potenza impressionante su entrambi i lati del campo, con un Kawhi Leonard scatenato, autore di 21 punti. E siamo solo in pre-season…
Per NBA Passion,
Giuseppe Fagnani (@dartfagnans)
“One more year”, questo è il motto che da qualche anno ormai regna in casa Spurs, Duncan e Ginobili sono prossimi al ritiro e il nucleo che dagli inizi degli anni 2000 ha vinto titoli su titoli è prossimo allo sfaldamento definitivo.
Intanto però la dirigenza lavora già per il futuro e in genere al draft, si sa, difficile sbagliarsi, infatti è il caso di Kawhi Leonard che arrivato nella lega in sordina ha saputo essere l’uomo in più in questi Spurs, MVP delle finals e defensive player of the year.
Giocatore completo, in difesa è un muro, tenace, grintoso ma anche pacato, in puro stile Spurs.
Ecco perchè la dirigenza è disposta a pareggiare qualsiasi offerta verrà recapitata in questa offseason, un contratto faraonico di lunga durata per provare a vincere ancora, le cifre nono sono ancora ben definite, è naturale che per superare la concorrenza si debba aspettare prima l’eventuale offensiva.
Se poi anche l’ingaggio di Aldridge andasse a buon fine, gli Spurs rimarrebbero una contender senza dover risentire troppo della ricostruzione.
E’ ancora tutto da scrivere, quale sarà il futuro degli Spurs?
Per NBA Passion,
Francesco Tarantino
Considerarlo un violino di seconda fascia è ormai impossibile. Dopo il premio di MVP delle Finals dello scorso giugno e quello di Miglior difensore della Lega di qualche giorno fa, Kawhi Leonard risponde ancora presente all’appello dei big NBA, confezionando una prova da urlo nella gara3 contro i Clippers: 32 punti totali, e nei playoff sono 24,3 punti, 6,3 rimbalzi e 2,7 palle rubate a partita.
A Los Angeles in gara 1 non è riuscito a limitare le palle perse (ben 4 le sue) ma è andato a referto con 18 punti, 4 palle rubate, con 7-12 dal campo ed 1-2 da tre punti: i Clippers si sono imposti per 107 a 92.
Invece nella seconda gara della serie sempre allo Straples Center, gli Spurs hanno ribaltato il fattore campo vincendo per 111-107 all’Overtime. Per Leonard sono arrivati: 23 punti, 1 palla rubata, 1 stoppata, 9 rimbalzi e 3 assist, tirando dal campo con 9 su 16 e 2-3 da tre punti.
Nell’ultima gara l’exploit: 32 punti di ottima fattura in 28 minuti sul parquet. 13-18 dal campo, 3-5 da tre punti, 3 palle rubate, 2 stoppate, 4 rimbalzi ed 1 assist.
Il totale delle prime 3 gare recita: 73 punti realizzati, 8 palle rubate, tirando 29 su 46 (0.63%) e da tre punti 6 su 8. Pazzesco.
In casa Spurs, però, vige un problema: l’ex San Diego State ha il contratto in scadenza il prossimo giugno, e diventerà free agent. Ciò nonostante, entrambe le parti dovrebbero continuare insieme il proprio rapporto. Il giocatore è felice in Texas, mentre la frenchigia nerargento pare abbia sul piatto l’offerta più alta possibile, già presentabile il primo luglio. Anzi, in Texas l’obiettivo numero uno per a prossima stagione è Lamarcus Aldridge, anche come prospettiva futura, vista la carriera agli sgoccioli di Duncan. Leonard viene comunque monitorato, come sottolinea Yahoo!Sports, da Knicks e Lakers, che possiedono un grande spazio salariale. Come detto, però, l’idea degli Spurs è di offrire già il primo luglio un contratto a Brian Elfus, agente dell’MVP delle ultime Finals.
Per NBAPassion, Luca Fazzini (Twitter: @_lucafazzini)
Kawhi Leonard è ormai una stella. Lo era già quando ha vinto l’MVP delle Finali 2014, lo è ancora di più ora, in un periodo in cui si sta trasformando in un Go To Guy per sopperire alle leggere lacune degli Spurs. Quando gli Spurs si sentivano persi in passato andavano da Duncan, Parker e Ginobili. Ora, le poche volte che i Big Three si sentono persi, sono loro ad andare a cercare Leonard. L’organizzazione Spurs ha la faccia di Leonard, e sarà sempre di più così, dato che il numero 2 sembra intenzionato a essere per lungo tempo il centro del progetto a San Antonio.
L’ala piccola, questa estate, vedrà il suo contratto scadere, con la clausola di Restricted Free Agent per questa offseason. Le pretendenti al giovane talento sono moltissime se non tutte, ma, secondo Yahoo Sports, l’MVP delle Finali in carica sembra non volersi muovere da San Antonio e pianifica di non accettare nessun offer sheet presentatogli. Sempre secondo Yahoo Sports San Antonio dovrebbe offrire a Leonard il massimo salariale il primo luglio, una mossa che permetterebbe agli Spurs di preservare il cap per firmare un’altra stella durante la Free Agency 2015.
Nel caso in cui Duncan si ritiri, San Antonio potrebbe cercare Gasol, Aldrige o Monroe quest’estate, come rimpiazzo da affiancare alla nuova stella con il numero 2. Che la legacy di San Antonio non stia finendo ma iniziando?
Per NBAPassion.com
Giulio Scopacasa #10
Kawhi Leonard, appena proclamato Defensive Player Of The Year, accoglie i Clippers in quel di San Antonio con un career high da 32 punti, portando gli Spurs alla vittoria di gara-3 e al vantaggio nella serie. L’MVP delle Finals dello scorso anno ha equamente diviso i suoi punti tra primo e secondo tempo, portando San Antonio a condurre col punteggio di 46-38 all’intervallo lungo. Gli Spurs limitano i Clippers alla grande (a fine gara la squadra di Doc Rivers avrà un umiliante 34.1% al tiro e un 26.1% da tre, contro il 52.6% e il 41.7% degli Spurs), ma a metà gara Griffin riesce a tenersi ancora sotto i dieci punti di svantaggio. E’ nel terzo quarto che li speroni schiacciano sull’acceleratore e chiudono con un +21, fino al arrivare ad un devastante +37 nel quarto quarto. Gara finita, San Antonio mostra i denti e conquista il vantaggio della serie.
Secondo Rick Carlisle, furioso contro l’arbitraggio, la serie contro Houston sta diventando troppo fisica (“Dwight Howard abbatte gente d’appertutto”) e Dallas ne sta subendo le conseguenze: con uno straripante James Harden da 42 punti (career high ai playoffs) e un Dwight Howard da 26 rimbalzi, che pareggia il record di franchigia di rimbalzi ai playoffs appartenente a Hakeem Olajuwon e Moses Malone, Houston conquista il 3-0 nella serie e getta i Mavs in quell’oblio da cui mai nessuno è riuscito a riemergere. Dallas, grazie agli sforzi di Ellis e Nowitzki, riesce a tener testa ai Rockets, tenendosi ad un solo possesso di distanza per tutto il minuto e 39 finale, ma senza riuscire mai ad agguantare il pareggio, fino all’errore di Ellis sulla sirena, che consegna la vittoria ai Mavs per 130-128.
I Wizards mettono in cassaforte il primo round, battendo anche in gara-3 i Raptors e dimostrando una supremazia indiscussa. Toronto non fa di certo da vittima sacrificale, tentando di partire a razzo con un DeRozan da 20 punti nel solo primo quarto (record di franchigia), e arrivando ad un solo possesso di svantaggio a 40″ dalla sirena grazie a Kyle Lowry, ma Washington non lascia scampo e fa partire una tripla a 16″ dalla fine dalle mani dell’infinito Paul Pierce, chiudendo poi i giochi sul punteggio di 99-106. 19 punti e 15 assist per John Wall, 24 punti e 13 rimbalzi per Gortat, 18 punti per Paul Pierce, 16 per Bradley Beal. Amir Johnson segna 14 punti e 12 rimbalzi, mentre DeRozan registra 32 punti, 6 rimbalzi e 6 assist.
Houston @ Dallas 130-128
HOU leads 3-0
(James Harden 42 Pts, Monta Ellis 34 Pts)
Toronto @ Washington 99-106
WSH leads 3-0
(DeMar DeRozan 32 Pts, Marcin Gortat 24 Pts)
Los Angeles @ San Antonio 73-100
SA leads 2-1
(Blake Griffin 14 Pts, Kawhi Leonard 32 Pts)

