Una delle tradizioni natalizie è l’NBA CHRISTMAS DAY, quest’anno, il 68esimo, vedrà come sempre delle sfide interessantissime e appassionanti sul parquet. Un’altra usanza classica di Natale, è la letterina a Babbo Natale, Sky Sport ha realizzato uno dei sogni degli appassionati della NBA, ovvero rivedere Federico Buffa e Flavio Tranquillo insieme a parlare di basket; bleacherreport.com, invece, ha scritto i desideri di ogni franchigia.
Atlanta Hawks: denti nuovi per Dennis Schroder, che nel match contro i Portland Trail Blazers ha avuto un duro scontro nel quale, un suo dente ha avuto la peggio. Il playmaker tedesco ha comunque continuato a giocare, dopo aver recuperato il dente ed esserselo messo nei calzini per non perderlo.
Boston Celtics: un top player per dare un senso all’ambiente. La star di cui hanno bisogno potrebbe arrivare dai prossimi draft, dato che grazie al lavoro della dirigenza della franchigia, avranno molte prime scelte. Oppure, un grosso free agent o una trade, per molto tempo si è parlato di DeMarcus Cousins, ma per adesso non ci sono riscontri.
Brooklyn Nets: un grande colpo in free agency. Con il contratto di Joe Johnson da 24 milioni di dollari annui, che è arrivato all’ultimo anno e quello di Jarret Jack che prevede soltanto una team option per 6,3 milioni, aggiungendo a questi fattori l’aumento del salary cap, i Nets avranno la possibilità di investire pesantemente sul mercato della prossima estate.
Charlotte Hornets: la crescita di certi giocatori del roster, come Al Jefferson, che stando ai dati, quando è in campo “peggiora” la squadra. Con Big Al in campo il net rating è di 1.9, senza di lui è di 5.5. Questo non vuol dire che è meglio non averlo sul parquet, ma significa che deve migliorare. Così come deve crescere, soprattutto fisicamente, Frank Kaminsky, che intanto però sta segnando con regolarità (6.4 punti e 3.4 rimbalzi in 18 minuti a partita). Il sogno nel cassetto, è quello di rivivere la ‘linsanity‘ in quel di Charlotte.
Chicago Bulls: un’identità chiara. Fred Hoiberg, al primo anno come coach in NBA, deve far fronte a molte difficoltà, come ad esempio la convivenza fra Joachim Noah e Pau Gasol: se, come si sta verificando, è lo spagnolo ad essere il titolare, si può seriamente pensare di scambiare il francese, magari per un’ala piccola.
Cleveland Cavaliers: un roster sano. Senza infortuni i Cavs non dovrebbero avere troppi problemi ad est, almeno fino alla finali di conference. Poi la speranza è quella di rivedere giocare il Prescelto, LeBron James, come ha fatto l’anno scorso alle Finals.
Dallas Mavericks: un consistente contributo da parte dei vari Chandler Parson e Wesley Matthews. Se poi Dirk Nowitzki e Deron Williams nonostante l’età, continuano a giocare come sanno, potrebbero togliersi delle soddisfazioni.
Denver Nuggets: un nuovo jumper per Emmanuel Mudiay. A solo 19 anni e non è mai stato al college, è vero, ma se i Nuggets vogliono puntare seriamente su di lui, c’è tanto lavoro da fare per il giovane play. Un’altra cosa di cui hanno bisogno a Denver, è un Danilo Gallinari in salute.
Detroit Pistons: un grande ritorno al suo livello di Brandon Jennings. Nella Motor City hanno bisogno del suo aiuto se, come pare, potranno competere per entrare ai playoff, grazie alla straordinaria evoluzione di Andre Drummond.
Golden State Warriors: nulla. O meglio che tutto continui così, l’unica nota storta è l’assenza in panchina di Steve Kerr, che forse nei momenti decisivi per l’esperienza accomulata l’anno scorso, potrebbe essere utile, ma finora non si è sentita la sua mancanza.
Houston Rockets: calma e serenità. L’anno scorso hanno raggiunto le finali di conference, traguardo importantissimo forse sottovalutato, vedendo i valori in campo ad Ovest. Con Kevin McHale licenziato e l’inizio pessimo di stagione per Ty Lawson, la sensazione è che sia bisogno di tranquillità per ottenere buoni risultati, che attualmente sembrano lontani.
Indiana Pacers: più punti dal backcourt. Talvolta si nota che Paul George, anche se tornato a un livello entusiasmante, non può fare tutto da solo, soprattuto se marcato da giocatori come Tony Allen, Kawhi Leonard o LeBron James, perciò gli altri giocatori in campo soprattutto Monta Ellis e George Hill dovrebbero prendersi più responsabilità.
Los Angeles Clippers: riuscire a vincere regolarmente contro i top team. Come squadra è rodata e solida, soprattutto in chiave playoff dove Paul Pierce può ancora spiegare pallacanestro, però il salto di qualità lo devono fare battendo ripetutamente qualche squadra di vertice, così potrebbero acquisire una mentalità vincente.
Los Angeles Lakers: un sistema difensivo e Kobe Bryant più continuo. La difesa dei gialloviola è terrificante, per migliorare devono partire sistemandola, poi in attacco il Black Mamba deve dare più spesso il suo contributo in fase realizzativa, che risulta decisivo.
Memphis Grizzlies: qualche possibilità offensiva in più. Mancano tiratori alla squadra, che in attacco è troppe volte lenta e prevedibile: fortunatamente per loro, secondo dei rumors, Marc Gasol sta iniziando a lavorare a un range di tiro più ampio.
Miami Heat: un miglior bilanciamento fra Dwyane Wade e Goran Dragic. Un’altra cosa di cui sicuramente hanno bisogno è un Chris Bosh in piena forma per tutta la stagione, così potrebbero diventare davvero ostici da incontrare per tutti ai playoff.
Milwaukee Bucks: un veterano leader per far crescere i giovani. Per ora stanno un po’ deludendo le aspettative, che erano molto alte. In molti pensano che i Bucks abbiano bisogno di un giocatore navigato che possa aiutare i compagni, anche mentalmente, nei momenti decisivi.
Minnesota Timberwolves: il roster è un buon mix di veterani e giovani talentuosi, l’upgrade glielo può far fare Kevin Martin. Il 32enne è al centro di molte trattative che lo vedrebbero coinvolto in uno scambio. Sia se dovesse partire, e quindi liberare spazio per Zach LaVine come guardia, sia se dovesse restare, decisiva la sua esperienza, passa da lui il futuro immediato per i Timberwolves. Per gli anni successivi, il già citato LaVine con Karl Anthony Towns e Andrew Wiggins diranno la loro.
New Orleans Pelicans: basta infortuni per tutto il roster. La stagione è iniziata molto male per vari motivi, uno di questi è sicuramente la mancata salute di molti giocatori del roster, in special modo quella di Anthony Davis. Tutto o quasi dipende da lui per i Pelicans.
New York Knicks: riposo per Kristap Porzingis. Al draft non fu accolta bene la sua scelta, adesso invece si è capito che se i Knicks vogliono tornare ai playoff, missione difficile ma non impossibile, devono gestire il giovane lituano. Carmelo Anthony può contare su un ottimo elemento nel roster e quindi deve dialogarci e aiutarlo molto, perchè anche per il prodotto di Syracuse, gli anni iniziano a pesare: siamo a 31 e i titoli NBA vinti sono ancora zero.
Oklahoma City Thunder: giocatori affidabili su due lati del campo da affiancare a i ‘big three’. Kevin Durant e Russel Westbrook hanno insieme un net rating di 17.4, il loro più alto di sempre insieme, il dinamico duo ha forse l’ultima chiamata per il treno e questa volta non possono perderlo.
Orlando Magic: Scott Skiles deve restare a lungo. Ad Orlando per la prima volta dall’addio di Dwight Howard, la squadra gira bene e sta migliorando notevolmente: il merito è soprattutto da attribuire a coach Skiles, specialista di queste situazioni, che però non si sa fino a quando ha intenzione di allenare questa squadra, perciò la dirigenza deve riuscire a trattenerlo e dargli elementi validi per puntare in questo progetto.
Philadelphia 76ers: vittorie. A Philadelphia hanno bisogno di vincere qualche partita in più, perchè altrimenti la situazione sarà sempre più desolante. I Sixers sperano di avere la prima scelta al prossimo draft e poi…Joel Embiid sano almeno per una parte di stagione è chiedere troppo ?!
Phoenix Suns: una buona trade per Markieff Morris. Il giocatore è in rotta con la società e a questo punto la dirigenza dei Suns, deve trovare la migliore situazione possibile per migliorare la squadra.
Portland Trail Blazers: che C.J. McCollum continui a giocare così. I Trail Blazers dovranno investire nel mercato dei free agent, l’estate prossima, dopo che nell’ultima free agency sono stati saccheggiati, ma sono comunque riusciti a trovare in McCollum un giocatore affidabile che nelle prime 30 partite ha tenuto una media di 20.1 punti segnati.
Sacramento Kings: pace tra DeMarcus Cousins e coach George Karl. Tanto banale quanto vero, i Kings con un Rondo che sta disputando un’ottima stagione, hanno bisogno di un Cousins 5 stelle super lusso, perchè lui è la superstar della squadra ed è sempre lui che deve essere sempre determinante.
San Antonio Spurs: riflettori abbassati ancora per un po’ e il miglioramento di Danny Green. La stagione sta procedendo benissimo per gli Spurs: l’unica nota negativa è Green, che con 26.1 minuti a partita di media, sta racimolando soltanto 7.1 punti e 1.8 assist.
Toronto Raptors: salute per Jonas Valanciunas. Se Toronto vuole rimanere una piazza importante ad Est molto passa dalla mano sinistra del 23enne lituano, che insieme a Kyle Lowry e DeMar DeRozan può formare un trio niente male.
Utah Jazz: trovare una soluzione all’assenza di Rudy Gobert. Il centro francese non tornerà prima di metà/fine gennaio, perciò i Jazz dovranno tenere duro in suo assenza, per ora delle 10 partite giocate senza di lui, 6 le hanno perse.
Washington Wizards: Bradley Beal BACK. Questo è il desiderio di tutti i tifosi della squadra della capitale, rivedere in campo ai massimi livelli la guardia con il numero 3 sulle spalle, che in 4 stagioni ha sempre dovuto saltare dei match.
Queste sono i desideri delle 30 franchigie. La richiesta che da appasionati si può fare, è di dare spettacolo, come sempre, durante questo periodo natalizio.


NEW YORK, 23 dicembre 2015 – Una tradizione del periodo natalizio prosegue anche in questa stagione: la NBA scenderà infatti in campo nel giorno di Natale per la 68° volta nella storia della Lega. Cinque partite saranno trasmesse venerdì (di seguito la programmazione) in 215 nazioni, in oltre 40 lingue, con un seguito di oltre 940 milioni di fan sui social media.


