I San Antonio Spurs espugnano la Chesapeake Energy Arena e mettono a serio rischio le possibilità di OKC di accedere alla post season: se fino a qualche giorno fa i Thunder sembravano ormai aver messo fine ad una stagione da incubo con la conquista dell’ultimo posto disponibile per i playoffs di ovest, con la sconfitta di stanotte e la contemporanea vittoria di New Orleans contro Golden State le possibilità di riuscire nell’impresa si sono enormemente ridotte. I Pelicans tornano all’ottavo posto, con una sconfitta in meno rispetto ai Thunder: dato che mancano ancora 4 gare per OKC e 5 per NOLA, tutto può succedere, ma il team di coach Brooks dovrà darsi una mossa per interrompere questa serie di sconfitte (4, contro Dallas, Memphis, Houston e San Antonio), se vorrà avere ancora qualche speranza.
Maggior responsabile della sconfitta dei Thunder è un Kawhi Leonard in continua crescita, che assicura agli Spurs un predominio del gioco già dal primo quarto, chiuso dai campioni in carica con l’eloquente parziale di 29-10, e firma 12 punti nei soli primi 12 minuti (saranno 23 nel primo tempo).
Nonostante il tentativo di riscatto di Westbrook nel secondo quarto, la gara resta salda in mano Spurs, che assestano il colpo fatale a metà della terza frazione di gioco, quando, prima Ginobili, e poi un jumper di Marco Belinelli portano San Antonio all’agghiacciante vantaggio di +30 e danno definitivo inizio al garbage time.
Leonard pareggia il suo season high mettendo a referto 26 punti (10-15 al tiro, 4-4 da tre), ma saranno altri 5 i giocatori di San Antonio in doppia cifra: Duncan (12 punti, 9 rimbalzi), Belinelli (12 punti), Baynes (10 punti), Mills (10 punti) e Ginobili (10 punti).
Tra i Thunder, 17 punti per Westbrook, con 6 palle recuperate, 11 per Lamb, 10 per Waiters e 10 per Jones.
Nel frattempo, in quel di New Orleans, i Pelicans riescono ad aver ragione di quei Golden State Warriors da record che solo 14 volte avevano perso in questa stagione. Nonostante i 12 punti di svantaggio all’intervallo lungo, Anthony Davis e compagni mettono il turbo nel terzo quarto e pareggiano i conti, cominciando l’ultimo periodo sul parziale di 78-79.
AD mette 23 dei suoi 29 punti nella seconda metà di gara e porta i Pelicans sul 100 pari a 17 secondi dal termine: a questo punto, un fallo di Iguodala su Evans regala due liberi ai padroni di casa, che però falliscono il secondo e restano ad un solo punto di vantaggio. Poco dopo è Green a far fallo, e Davis non sbaglia: 100-103. L’ultima speranza per i Warriors parte dalle mani di Steph Curry, ma la sua tripla sulla sirena non va a segno e New Orleans vince la partita.
29 punti e 10 rimbalzi per Anthony Davis, che aggiunge 2 assist, 2 palle recuperate e 4 stoppate; 20 punti per Pondexter, con 4-4 da tre; 12 punti a testa per Anderson e Evans, con 9 rimbalzi per il primo e 9 assist per il secondo.
25 punti per Curry (5-8 da tre), con 9 assist e 6 rimbalzi; 24 punti e 14 rimbalzi per Draymond Green.
Dunque, la situazione di classifica è questa: New Orleans ottava con 42 vittorie, 35 sconfitte e .545 di win percentage; Oklahoma City nona, con 42 vittorie, 36 sconfitte .538 di percentuale.
A fine stagione sono pochi i calcoli che si possono fare: la squadra di coach Brooks, se non vuole buttare al vento del tutto questa stagione, dovrà mettere in campo le sue forze e le sue energie migliori, tentando di vincere tutte le gare rimaste, perchè è da scommettere che Monty Williams e New Orleans faranno lo stesso. Ai Thunder resta soltanto un calendario più agevole, come risorsa.
Questo il calendario di New Orleans:
> Wed, Apr 8 @ Memphis
> Fri, Apr 10 vs Phoenix
> Sun, Apr 12 @ Houston
> Mon, Apr 13 @ Minnesota
> Wed, Apr 15 vs San Antonio
Questo, invece, il calendario di Oklahoma City:
> Fri, Apr 10 vs Sacramento
> Sun, Apr 12 @ Indiana
> Mon, Apr 13 vs Portland
> Wed, Apr 15 @ Minnesota
E’ indubbio che incontrare squadre come Memphis, Houston e San Antonio non sarà una passeggiata, ma i Pelicans hanno dimostrato di essere in buona forma e le squadre citate hanno poco, ormai, da chiedere alla classifica, tanto che rischiano di essere più pericolosi i Pacers per OKC, a maggior ragione dopo il ritorno di Paul George e la ventata d’entusiasmo scaturita dalla questa notizia. Dato il vantaggio per 3-1 di New Orleans negli scontri diretti, i Thunder devono sperare che i Pelicans facciano almeno due passi falsi, di qui alla fine, per sperare di passare, altrimenti potranno dire addio ai Playoffs 2015.
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