Juan Carlos Navarro, uno dei talenti più cristallini che il basket europeo e spagnolo ci hanno regalato negli ultimi anni, negli ultimi decenni.
La Spagna è senza dubbio uno dei poli di maggior prestigio della storia della pallacanestro europea. Basti pensare sia alla nazionale – partendo dal trentennio della gestione del compianto Antonio Diaz-Miguel fino ‘al nostro’ Segio Scariolo – che al valore dei club come Real Madrid e del Barcellona, ma anche Badalona, Vitoria (prima TAU e ora Baskonia), Valencia e Malaga.
Insomma, gli spagnoli sono sempre in mezzo!

Juan Carlos Navarro – Barcellona
Juan Carlos Navarro: diventare un re
Sant Feliu De Llobregat, sita a non più di dieci chilometri da Barcellona, famosa per la sede della diocesi della stessa cittadina oltre che per la coltivazione e la successiva esposizione delle rose, il 13 luglio 1980 ha dato i natali ad uno che ha scritto la storia del basket del suo paese e del nostro continente: Juan Carlos Navarro Feijoo.
Il nome appena letto quanto meno fa sobbalzare dalla sedia perché solo sentirlo dire fa venire in mente in automatico le giocate della guardia spagnola.
Juan Carlos Navarro – dopo aver giocato per qualche tempo nella squadra del suo paese – va al Barcelona B e nel 1997, a 17 anni, esordisce in prima squadra in Liga.
Con la squadra blaugrana cresce, si migliora ed impara anche dai grandi compagni di squadra. L’Eurolega che vince nel 2002-03 (proprio a Barcellona) sotto la guida del suo attuale coach Svetlislav Pesic è il suo primo grande successo a livello continentale, ma lo ottiene con affianco gente del calibro di Dejan Bodiroga, Sarunas Jasikevicius e Gregor Fucka.
Il decennio 1997-2007 per Juan Carlos Navarro sono anni di grandi soddisfazioni in cui arrivano quattro Liga, tre Copa del Rey, una Supercopa, un’Eurolega e una Coppa Korac.
Nel 2007 però “El Rey” (questo è uno dei suoi soprannomi visto l’omonimia con il re spagnolo) si sente pronto
per il grande salto oltre oceano per tentare l’avventura in NBA. Nel 2002 era stato scelto dai Washington Wizards alla quarantesima del secondo giro, ma Navarro preferì restare ancora in Catalogna.
È quindi giunto il momento. Si accasa ai Memphis Grizzlies dove già ci giocava il suo grande amico Pau Gasol. “El Rey” però non si sente a suo agio con quel tipo di pallacanestro e dopo appena un anno capisce che quello non è un mondo che fa per lui. Spinto dalla cessione di Gasol ai Los Angeles Lakers in estate e dal pensiero che altri grandi prima di lui erano tornati sui loro passi (Jasikevicius, Danilovic e Spanoulis per citarne alcuni), decide di tornare a casa al Barcellona. Juan Carlos Navarro lascia dunque la NBA con 10.9 punti di media a partita e nessun ricordo particolarmente impresso nella mente.
A Barcellona nel 2008 ritrova una grande squadra guidata da Xavi Pascual e con un parco giocatori di tutto rispetto: Gianluca Basile, Ersan Ilyasova, David Anderson, Fran Vasquez e Victor Sada.
Il Barça però ora è finalmente di Juan Carlos Navarro.
Arrivano due Liga, due Copa del Rey, due Supercopa, ma soprattutto nel 2010 a Parigi il Barcellona solleva per la seconda volta nella sua storia l’Eurolega.
L’MVP delle Final Four è Navarro con una finale da 21 punti contro l’Olympiakos: la vera consacrazione dell’eroe della periferia di Barcellona.
Juan Carlos Navarro è ancora oggi a quasi 38 anni uno dei talenti più cristallini del basket europeo. Da quando l’Eurolega si è staccata dalla FIBA, “El Rey” è il miglior marcatore con oltre 4000 punti segnati, ma è anche il più presente (337 partite giocate) ed il più incisivo oltre l’arco dei tre punti.
“La Bomba” – ecco un altro soprannome – ha infatti nel tiro da fuori la sua arma principale, ma Navarro grazie alla sua visione di gioco sopraffina da play/guardia – e un fisico non certo grosso ed esplosivo – ha grandi doti di penetratore. Juan Carlos sa leggere perfettamente le difese avversarie capendo quindi con anticipo quando dover fermarsi e tirare da tre oppure quando penetrare per un appoggio al vetro o un tiro da dentro l’area.
Ha reso celebre il tiro ‘a lacrima’ o ‘ad arcobaleno’ o ancor di più ‘alla Navarro‘. In molti ci provano, ma in pochi ci riescono.
Il sangue di Juan Carlos Navarro è blaugrana. Le vittorie con il suo Barcellona – senza poi contare le innumerevoli medaglie con la nazionale – sono solo un modo (anche riduttivo!) per comprendere la vera grandezza di questo fantastico giocatore: godiamocelo finché possiamo. Rey, ‘sparala’ ancora!

Juan Carlos Navarro durante una gara









Un’altra delle opzioni iniziali per l’attacco prevede invece che ci siano due bloccanti alti e larghi e due esterni negli angoli.Facile, avendo lunghi che sanno mettere palla per terra (Gasol e lo stesso Aldridge), che se questi ricevono palla dopo avere effettuato lo screen poi procedano con la zingarata in prima persona, accompagnata da un taglio lungo la linea di fondo sia durante la penetrazione in sé sia nel caso l’attaccante si fermi sulle tacche per restare più vicino possibile all’area quando è intasata. Sempre che non ci sia uno scarico prima oltre l’arco, altra opzione attuabile.