Sic transit gloria mundi. Vola via anche Abrines, in questa Eurozona che non ha i mezzi per farsi rispettare dalla lega più forte del pianeta.
Spiace, anche se la Spagna resta grande favorita e regina in pectore d’Europa.
Le altre, però, ora che ha perso un’altra freccia la guardano ancora più famelica. Nonostante ci siano ancora i Gasol.
Eurozona sensibile
Nell’Italia che dibatte sulla Nazionale in criptato qualcuno la voce l’ha alzata per altro, per il campo.
Hanno gettato la croce addosso a questa nazionale, dopo la Germania, e questo è male.
I teutonici avevano una selezione fisicamente prestante, mentre noi eravamo costretti a Davide contro Golia per la terza giornata di fila, con la prospettiva della quarta contro la Georgia.
Non è un male, ricordarsi i propri limiti. Certo, è un’Italia che ha segnato poco e spesso neanche bene, ma da lì a stracciarsi le vesti occorrerebbe maggiore raziocinio.
Paghiamo, comunque, l’essere piccoli e stortignaccoli, ma ci rifacciamo con la grinta e l’esplosività che spesso questa Azzurra sa mettere sul parquet.
Eurozona rimozione
Basterà? Non basterà? Ai post, inteso come zone del campo ma anche come teorie dei social, l’ardua sentenza.
Intanto, qualche variabile impazzita ha sparato fuori sentenze non banali.
La Finlandia seconda sintomo di un movimento che è in crescita costante dal 2009, e poco importa che sia conosciuta più per le bellezze avvenenti piuttosto che per la palla a spicchi.
I finnici avversari degli italiani sono una nazionale ultravera, Dettman li guida bene dalla panca e Koponen dal pino, detto che bisogna vedere questo Markkanen di che pasta è fatto quando si gioca dentro-fuori.
L’Ungheria da quarta che fa fuori la Repubblica Ceca simbolo del “Poveri ma belli”, e poco male se Hanga dopo il passaggio al Barcellona sarà un po’ meno povero.
Infine, alla voce suicidi: la sconfitta contro l’Italia e la contemporanea vittoria ucraina ha fatto fuori gli uomini di Tbilisi, da tutti indicati come sorpresa.
Peccato, così come vedere Israele ospitante e uscire mestamente con una sola vittoria e dubbi in quantità sul perché anche la nazionale, dopo il Maccabi, soffra.

